5 cose che (forse) non sapevi su Carlo Goldoni

In questo articolo Rebecca Luparini ti parlerà di:

Carlo Goldoni è uno degli autori teatrali italiani più importanti e famosi di tutta la storia di questa arte.

Lo scrittore veneziano non è solo uno dei commediografi più conosciuti e rappresentati ancora oggi nei teatri di tutto il mondo.

È anche e soprattutto l’ideatore dell’importantissima Riforma del Teatro (ne parliamo ampiamente nei nostri e-book dedicati ai migliori monologhi di Carlo Goldoni).

Prima di Goldoni, il teatro italiano era identificato con la Commedia dell’Arte. Ovvero (semplificando) con un modo di fare teatro indossando delle maschere e improvvisando dialoghi e battute. Un tipo di teatro che nacque nel Cinquecento e che sopravvisse fino alla metà del Settecento.

A Carlo Goldoni quindi dobbiamo il modo di fare teatro che noi tutti conosciamo, con personaggi che hanno una loro identità e psicologia e una serie di battute scritte in un copione, che ogni interprete deve imparare a memoria prima di salire sul palco.

E proprio oggi, che è l’anniversario della sua nascita, ho deciso di raccontarvi cinque curiosità che riguardano la sua vita e la sua strabiliante produzione teatrale!

1. Un battaglione di commedie

Quando si dice che un autore teatrale è stato prolifico, spesso non si dice con esattezza quante opere ha scritto e perciò questa parola potrebbe, in qualche misura, svuotarsi di significato.

Nel caso di Goldoni, essere un autore prolifico significa aver composto di proprio pugno più di duecento commedie.

Duecento commedie in circa sessanta anni.

In pratica, in media, ha scritto tre opere teatrali per ogni anno della sua lunghissima e onorata carriera teatrale.

E nel conteggio non rientrano la varie poesie e poemi satirici che il giovane Carlo ha scritto, per divertimento, all’epoca dei suoi anni da studente scapestrato.

2. Dodici città in ottantasei anni

Carlo Goldoni, fin da piccolo, ha avuto una vita piuttosto movimentata… La sua lunga esistenza lo ha visto infatti viaggiare in lungo e in largo per lo stivale, finendo per soggiornare in svariate città italiane.

Goldoni ha ovviamente vissuto a Venezia, dove è nato il 25 febbraio del 1707.

Poi,  ancora piccolo, assieme alla famiglia si trasferisce a Perugia dove riceve la sua primissima istruzione presso un collegio dei gesuiti.

Una volta ragazzo, si trasferisce a Rimini per studiare Filosofia. E qua entra in contatto con il magico mondo del teatro. Se ne innamora perdutamente, tanto da unirsi a compagnie d’attori girovaghi, marinando spesso la scuola.

Il corso di studi in Filosofia ben presto, infatti, non lo interessa più tanto da fuggire via da Rimini con una compagnia teatrale e raggiungere i genitori a Chioggia.

Scartata l’ipotesi di laurearsi in Filosofia, Goldoni si trasferisce a Pavia.  Qui frequenta il prestigioso collegio Ghisleri, pagato dal ricco marchese Pietro Goldoni Vidoni, protettore della famiglia del futuro commediografo.

Ma Carlo Goldoni non era un ragazzo portato per gli studi. A Carlo piaceva divertirsi e divertire gli altri. Era un tipetto sagace e ironico, la cui abilità di scrittura si traduceva in una serie di poesie argute e divertenti. Come il poema satirico sulle nobildonne di Pavia, che gli procura una bella espulsione dal collegio… chissà cosa ha scritto di così scandaloso!

Quel che è certo è che, a seguito di questa espulsione, il senso di colpa è stato grande per il giovane Goldoni e sembra che abbia avuto un periodo di forte smarrimento e depressione.

Si trasferisce così a Modena dove trova conforto nella religione, tanto da prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di farsi prete.

Poi, in seguito alla morte del padre avvenuta nel 1731, Carlo decide che è bene prendere una laurea in legge per sostenere economicamente la propria famiglia con l’avvocatura. Si trasferisce quindi a Padova dove consegue la laurea in Giurisprudenza.

Ma l’amore per il teatro è enorme. È una fiamma che non riesce a spegnere in nessun modo. Così nel 1734, mentre soggiorna a Verona, stipula un contratto con il capocomico Imer, diventando così autore per il Teatro San Samuele.

Durante uno dei suoi innumerevoli viaggi, conosce a Genova la giovane Nicoletta Conio, innamorandosene e sposandola poco tempo dopo.

Nel 1745 si trasferisce precipitosamente a Pisa, per sfuggire ai numerosissimi debiti. Nella città toscana cerca, senza troppa convinzione, di allontanarsi dal teatro in maniera definitiva dedicandosi al mestiere di avvocato.

Ma dopo appena tre anni, nel 1748, a Livorno incontra il capocomico Medebach. Con lui porta avanti una lunga collaborazione, diventando commediografo ufficiale della compagnia che si esibisce principalmente nel teatro Sant’Angelo di Venezia.

Torna quindi nella città natale, abbandonando del tutto l’avvocatura per dedicarsi anima e corpo al teatro.

Qui rimane fino al 1762, anno in cui si trasferisce a Parigi, occupandosi della Comedie Italienne fino al 1793, anno della sua morte.

3. La primissima interprete di Mirandolina

Si dice che Goldoni abbia realizzato il personaggio della bella e sagace Mirandolina per una talentuosa attrice della compagnia Medebach, tale Maddalena Raffi Marliani. La Raffi quindi fu la primissima interprete di Mirandolina, per il debutto della commedia avvenuto nel 1753.

Questo episodio ha infastidito non poco la moglie del capocomico Medebach, nonché Prima attrice della compagnia.

Era infatti consuetudine che le parti da protagonista venissero affidate alle Prime attrici… non certo a quella che, in maniera dispregiativa, veniva definita “ballerina di corda”.

Oltre agli evidenti malumori della prima attrice, questo fatto portò anche alla nascita di pettegolezzi che vedevano autore e attrice coinvolti in una tresca amorosa. Era evidente che con queste voci si cercava di screditare tanto Goldoni quanto Maddalena Raffi Marliani, moglie di Giuseppe Marliani, un altro attore della compagnia Medebach.

Dal canto suo, Carlo non ha mai nascosto la sua ammirazione per le abilità recitative di Maddalena. La Raffi era, infatti, un’attrice particolarmente abile nell’interpretazione della maschera Corallina/Colombina, da cui discende lo stesso personaggio di Mirandolina. Ad ogni modo, quanto riguarda l’ipotetica storia d’amore tra i due, non ci sono giunte dichiarazioni da parte degli interessati…

L’unica certezza è che, dopo la messinscena di “La Locandiera”, i rapporti di lavoro tra Goldoni e Medebach si interruppero definitivamente.

4. Mirandolina & il Cinema Italiano

Che “La Locandiera” sia una delle commedie goldoniane più amate lo dimostra il fatto che, ancora oggi, tantissime compagnie teatrali scelgono di mettere in scena le disavventure di Mirandolina.

Ma anche il cinema si è innamorato della bella locandiera fiorentina.

Le primissime due trasposizioni cinematografiche de La Locandiera di Carlo Goldoni risalgono all’epoca del cinema muto. Si tratta di una pellicola del 1912, diretta da Alberto Nepoti e una del 1913 per la regia di Alfredo Robert.

Il successivo film con Mirandolina protagonista risale al 1927, per la regia di Telemaco Ruggeri.

Si dovranno poi aspettare gli anni quaranta per una nuova trasposizione cinematografica de La Locandiera, ad opera del teorico e regista cinematografico Luigi Chiarini.

E infine, l’ultimo film sulla bella Mirandolina e la sua locanda è quello del 1980, per la regia di Paolo Cavara, con Adriano Celentano nella parte del “Signor cavaliere, rustico come un orso” e Paolo Villaggio interprete dell’ormai squattrinato Marchese di Forlipopoli.

 

5. Sei grandi attrici per Mirandolina

Nel panorama teatrale e cinematografico italiano esistono almeno sei celebri attrici che hanno avuto l’occasione di interpretare la bella e intelligente Mirandolina.

La prima interprete che voglio ricordare è Eleonora Duse, la diva più famosa del teatro italiano di fine Ottocento.

La Duse ha vestito i panni della bella Locandiera nel 1891, mettendone in evidenza il carattere forte e volitivo, nonché la consapevolezza di essere una donna affascinante che conduce un gioco seduttivo per il solo proprio piacere intellettuale.

Un’altra celebre attrice italiana che nel 1944 ha vestito i panni di una Mirandolina cinematografica è la bella Luisa Ferida, diva del cinema italiano degli anni trenta e quaranta. La Ferida, grazie alla sua recitazione asciutta, ha dato vita ad una Mirandolina davvero fresca e sagace.

Nel 1980 è invece Claudia Mori a dare vita alla Mirandolina di Paolo Cavara, donandoci una locandiera bella e disinvolta.

Poi nel 1986 è la bravissima Carla Gravina a interpretare una Mirandolina intelligente, affascinante e ammaliatrice, nella bella messinscena di Giancarlo Cobelli.

Un’altra celebre attrice del panorama culturale italiano che ha interpretato la locandiera fiorentina è Nancy Brilli nell’adattamento di Giuseppe Marini nel 2012. L’attrice romana ha così dato vita ad una Mirandolina forse più aspra a cattiva delle precedenti, sebbene sempre tanto affascinante e sagace.

Infine, anche la figlia d’arte Amanda Sandrelli ha interpretato l’avvenente locandiera di Goldoni nel 2018 (che ho avuto anche il piacere di vedere al Teatro 4 Mori di Livorno).

La Sandrelli ha regalato al pubblico una Mirandolina intimamente femminista, gelosa della sua indipendenza. Una Mirandolina che, però, è anche un po’ fragile e impaurita da una società patriarcale alla quale dovrà soccombere, sposando il servo Fabrizio designato per lei da suo padre in punto di morte.

 

Vuoi saperne di più su Carlo Goldoni?

Carlo Goldoni è uno degli autori presenti nella nostra collana di E-book “Dieci Monologhi” dedicata ai grandi monologhi della storia del teatro. Sia nell’e-book “Dieci Monologhi Femminili di Carlo Goldoni” che nell’e-book “Dieci Monologhi Maschili di Carlo Goldoni” puoi trovare un’ampia presentazione dell’autore veneziano, del suo stile e della sua Riforma del Teatro. Inoltre, per ogni monologo troverai tante informazioni utili sulla trama, il personaggio e il monologo.

Tutto quello che ti serve per interpretarlo al meglio, per prepararti ad un provino, un saggio, un’audizione o semplicemente per esercitarti.

Se vuoi conoscere meglio il personaggio di Mirandolina, ti invito a leggere l’articolo dedicato al suo più famoso monologo: Il monologo di Mirandolina, da “La Locandiera” di Carlo Goldoni.

Perché non provi ad imparartelo a memoria, interpretarlo a modo tuo e condividerlo con le migliaia di attori di tutta Italia che ogni giorno si mettono in gioco all’interno del nostro gruppo facebook del Monologo del Mese? Non vedo l’ora di vedere tu come la faresti!

 

 

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