Qualche giorno fa, un mio amico, scherzando ha esclamato “Che giornata mondiale è oggi?”. In effetti, negli ultimi tempi, proprio grazie all’avvento dei Social, la questione della varie “giornate mondiali” è entrata nel quotidiano di ognuno di noi. Praticamente ogni giorno della settimana scopriamo che esistono giornate e ricorrenze dedicate a tantissime situazioni e argomenti diversi. Ma per chi ama il teatro, esiste una giornata mondiale che vale più di tutti. È la “Giornata Mondiale del Teatro“.
Ma che cos’è questa giornata? Come è nata e perché?
La Giornata Mondiale del Teatro: un po’ di Storia
La Giornata Mondiale del Teatro nasce nel 1961 per iniziativa dei componenti del IX Congresso dell’Istituto Internazionale del Teatro.
Per la precisione la proposta di istituire una giornata per il teatro è stata del drammaturgo Arvi Kivimaa a nome del Centro Finalendese.
L’idea piacque così tanto, che a partire dal 27 Marzo 1962 si celebra ogni anno la “Giornata Mondiale del Teatro“.
L’Istituto Internazionale del Teatro e la Giornata Mondiale del Teatro
L’Istituto Internazionale del Teatro (International Theatre Institute) è nato all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, nel 1948.
È una delle più grandi organizzazioni internazionali non governativa dedicata al teatro ed è stata fondato a Parigi dall’UNESCO e da importanti personalità del teatro di allora.
l’I.T.I. attraverso, e non solo, l’istituzione della Giornata Mondiale del Teatro si propone
“di incoraggiare gli scambi internazionali nel campo della conoscenza e della pratica delle Arti della Scena, stimolare la creazione ed allargare la cooperazione tra le persone di teatro,sensibilizzare l’opinione pubblica alla presa in considerazione della creazione artistica nel campo dello sviluppo, approfondire la comprensione reciproca per partecipare al rafforzamento della pace e dell’amicizia tra i popoli, associarsi alla difesa degli ideali e degli scopi definiti dall’U.N.E.S.C.O.”
Gli ideali e gli scopi principali dell UNESCO sono il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e soprattutto il rispetto universale per i diritti umani e le libertà fondamentali.
Cosa significa, oggi, la Giornata Mondiale del Teatro
Ha ancora senso la Giornata Mondiale del Teatro? Magari qualcuno di voi se lo sta domandando… Oggi forse tutte queste parole sembrano vuote o, al massimo, qualcosa di banale. Ma non dobbiamo fare questo enorme errore di valutazione.
Per noi cosidetti “occidentali” è ancora normale poter parlare ed esprimere la nostra opinione su qualsiasi cosa inerente la nostra realtà. Per noi è normale innamorarci di chi vogliamo e sposarcelo. Provare a realizzarci (e magari riuscirci) nel lavoro che abbiamo sempre sognato. Per noi è normale chiedere di ottenere giustizia, se subiamo un torto o un crimine. E infatti moltissimi di noi si indignano quando vengono messi in fiscussione questi nostri diritti.
Ma, purtroppo in tantissime parti del mondo questi diritti fondamentali non esistono e ciò che noi diamo per scontato, in realtà non lo è.
Non in tutte le parti del mondo la gente è libera di innamorarsi e di sposarsi con chi ama veramente. Non in tutte le parti del mondo si è liberi di lavorare, si è liberi di andare a scuola, di istruirsi. Si è liberi di fare cultura.
Si è liberi di fare Teatro.
Noi, a torto, ci dimentichiamo di quanto siamo fortunati a vivere in quella parte del mondo dove i diritti umani e le libertà fondamentali vengono ancora rispettati. Ogni giorno. E ce lo dimenticiamo perché sono passati troppi anni dalla Seconda Guerra Mondiale. Li diamo per scontati, proprio perché chi ha vissuto lo schiacciamento di questi diritti, in quel terribile periodo, sta scomparendo.
La grandissima maggioranza di noi non ha idea di che cosa significhi vivere ogni giorno con la paura di finire morto ammazzato, perché in casa nostra c’è la guerra. O perché c’è un dittatore che ci vieta con la violenza di dire quello che pensiamo.
Ce lo stiamo dimenticando. E oggi si parla di guerra, senza realmente sapere cosa sia vivere in guerra.
La Giornata Mondiale del Teatro, ogni 27 Marzo, ci ricorda che la Libertà e la Pace sono qualcosa di prezioso, che dobbiamo alimentare e proteggere. Sempre.
La Giornata Mondiale del Teatro non serve solamente a celebrare quello che tutti noi amiamo, l’emozione di salire sul palco o di sedersi in platea per assistere alla magia del teatro.
la Giornata Mondiale del Teatro serve anche a ricordarci come le arti sceniche siano importantissime per accrescere la cultura di ogni individuo. E quindi di ogni popolo. E ci chiede di alimentare il Teatro ogni giorno.
Il “messaggio internazionale”
Per concretizzare gli obiettivi dell’Istituto Internazionale del Teatro e, in particolar modo, lo scopo della Giornata Mondiale del Teatro, ogni anno viene chiesto ad un importante esponente delle arti sceniche di condividere con il mondo le sue riflessioni sul teatro e sulla pace.
È quello che viene chiamato, appunto, “messaggio internazionale“.
Si tratta di un discorso che viene tradotto in diverse lingue, e quindi letto davanti a decine di migliaia di spettatori, prima della rappresentazione degli spettacoli che proprio durante la giornata mondiale del teatro andranno in scena, in tutto il mondo.
Inoltre il “messaggio internazionale” viene diffuso anche attraverso la stampa, la radio, la tv e internet.
La prima personalità teatrale che ha avuto l’onore e l’onere di esporre il suo “messaggio internazionale” durante la giornata mondiale del teatro è stato il drammaturgo Jean Cocteau.
Nel corso degli anni molti altri esponenti teatrali hanno avuto questo importantissimo compito, tra cui le grandi Judi Dench e Helen Mirren, nonché il nostro compianto Dario Fo.
L’edizione della Giornata mondiale del teatro 2026

Quest’anno, nei teatri di tutto il mondo, potremo ascoltare le parole dell’attore statunitense Willem Dafoe.
Dafoe pone la sua attenzione su un fatto incontrovertibile: il teatro per verificarsi ha bisogno della presenza, contemporanea, di attori e spettatori.
Questa sua intrinseca natura è il suo punto di forza. In un mondo come quello odierno, dominato da tecnologie più avanzate che ci connettono e separono allo stesso tempo, il teatro è l’unico luogo autentico, dove hai la certezza di vedere e ascoltare persone vere, in carne e ossa.
C’è una frase che mi ha colpito del suo messaggio
“Devi essere presente per vincere”
Il teatro è la forma di spettacolo che vince in un contesto dominato dall’AI, dal deep fake. Come dice Dafoe, è un rito fisico che ci riporta alle origini. È corpo, è poesia.
Vi lascio qui il testo integrale del suo messaggio:
Sono un attore, conosciuto soprattutto come attore cinematografico. Ma le mie radici sono
profondamente legate al teatro. Ho fatto parte del Wooster Group dal 1977 al 2003, creando e
interpretando spettacoli originali al Performing Garage di New York e facendo tournée in tutto il
mondo. Ho lavorato anche con Richard Foreman, Robert Wilson e Romeo Castellucci. Ora sono il
Direttore Artistico della Biennale Teatro di Venezia. Questo incarico, gli eventi nel mondo e il mio
desiderio di tornare al lavoro teatrale hanno rafforzato la mia convinzione dell’importanza e del
potere positivo e unico del teatro.Al tempo del mio modesto inizio nel Wooster Group, una compagnia teatrale di New York, capitava
che ad alcuni spettacoli del nostro teatro ci fosse pochissimo pubblico. Spesso la regola era che se
ci fossero stati più artisti che pubblico avremmo potuto scegliere di annullare. Ma non lo abbiamo
mai fatto. Molti membri della compagnia non avevano una formazione teatrale, ma erano persone
di diverse discipline che si univano insieme per fare teatro, quindi “the show must go on” non era
proprio il nostro mantra, e tuttavia sentivamo l’obbligo di continuare ad incontrare il pubblico.Spesso provavamo anche durante il giorno e poi la sera mostravamo il materiale come un work in
progress. A volte dedicavamo anni ad uno spettacolo, mentre ci sostenevamo con tournée d
spettacoli più vecchi. Lavorare anni su uno spettacolo diventava talvolta noioso per me e trovavo le
prove piuttosto faticose; invece, mostrare i work in progress era sempre entusiasmante, anche se il
pubblico esiguo rappresentava un giudizio implacabile sul livello di interesse per ciò che stavamo
facendo. Questo mi ha fatto capire come, indipendentemente dal numero dei presenti, fosse il
pubblico, in quanto testimone, a dare al teatro senso e vita.Come riporta il cartello nella sala da gioco “DEVI ESSERE PRESENTE PER VINCERE”. L’esperienza
condivisa in tempo reale di un atto creativo, che può essere programmato e progettato ma è
sempre diverso, è certamente l’evidente punto di forza del teatro. Socialmente e politicamente, il
teatro non è mai stato così importante e vitale per la nostra comprensione di noi stessi e del
mondo.Le nuove tecnologie e i social network sono l’“elefante nella stanza”, in quanto promettono
connessione, ma sembrano aver frammentato e isolato le persone le une dalle altre. Io uso il
computer quotidianamente, anche se non ho social media. Ho persino fatto una ricerca del mio
nome come attore su Google e ho consultato anche l’intelligenza artificiale per cercare
informazioni.Ma bisogna essere ciechi per non riconoscere che il contatto umano rischia di essere
sostituito dalle relazioni con i dispositivi. Sebbene alcune tecnologie possano esserci utili, il
problema di non sapere chi si trova dall’altra parte del cerchio della comunicazione è profondo e
contribuisce a una crisi di verità e realtà. Sebbene internet possa sollevare interrogativi, raramente
cattura quel senso di meraviglia che il teatro crea. Una meraviglia basata sull’attenzione, sul
coinvolgimento e su una comunità spontanea di quanti sono presenti in un cerchio di azione e
risposta.Come attore e creatore teatrale, continuo a credere nel potere del teatro. In un mondo che sembra
diventare sempre più divisivo, autoritario e violento, la nostra sfida come creatori teatrali è quella
di evitare la corruzione del teatro in una mera impresa commerciale, dedita all’intrattenimento
attraverso la distrazione, o in un arido custode istituzionale delle tradizioni, ma piuttosto la nostra
sfida è di promuoverne la forza di connettere popoli, comunità, culture e soprattutto di interrogarci
su dove stiamo andando…Il grande teatro mette in discussione il nostro modo di pensare e ci incoraggia a immaginare ciò a
cui aspiriamo.Siamo animali sociali e biologicamente progettati per interagire con il mondo. Ogni organo di senso
è una porta d’accesso all’incontro e, attraverso questo incontro, raggiungiamo una maggiore
definizione di chi siamo. Attraverso la narrazione, l’estetica, il linguaggio, il movimento, la
scenografia, il teatro come forma d’arte totale può farci vedere cos’è stato, cos’è e cosa potrà
essere il nostro mondo.
Spesso la Giornata Mondiale del Teatro è la data simbolica per la inaugurazione di nuovi teatri, ad esempio, o ancora per l’organizzazione di giornate “aperte” e l’offerta di biglietti gratuiti o scontati.
Amiamo il teatro e diffondiamolo!
