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Il fuoco di Eleonora Duse 100 anni dopo

Il fuoco di Eleonora Duse 100 anni dopo

Indice dell'articolo

Il profilo della celebre artista, simbolo del teatro moderno

Si celebra quest’anno il centenario della morte di Eleonora Duse (Vigevano, 3 ottobre 1858-Pittsburgh, Pennsylvania, Stati Uniti, 21 aprile 1924). L’attrice è stata capace di segnare la scena teatrale come poche altre. Si è fatta conoscere in tutto il mondo grazie alla sua capacità interpretativa e al coraggio di sfidare le convenzioni in un contesto storico di transizione e metamorfosi, tra le fine dell’800 e i primi del ‘900. 

Eleonora Duse: gli inizi nella compagnia teatrale dei genitori

Eleonora Duse inizia a recitare a 4 anni nel personaggio di Cosetta ne I Miserabili di Victor Hugo nella compagnia del padre. Da adolescente affronta i ruoli di Francesca da Rimini e Giulietta. Poi è la nuora uxoricida Teresa Raquin di Emile Zola. Quando, insieme a Giacinta Pezzana fa il suo ingresso nella compagnia stabile del Teatro dei Fiorentini ,ha già una forte presenza scenica. È capace di donare ai suoi personaggi intensità ed essenzialità, sfrondandolo da ampollosità e lunghe pause superflue.

(per saperne di più sugli esordi di Eleonora Duse leggi l’articolo di Rebecca)

L’ostilità della critica per il realismo dei suoi personaggi, l’appoggio di Adelaide Ristori

Poi, nel 1880, con il padre, entra nella compagnia di Cesare Rossi, Città di Torino. Porta in scena Goldoni, gli Alexandre Dumas padre e figlio, Victorien Sardou, Giovanni Verga e Giuseppe Giacosa

Affronta le parti con piglio deciso e sul palco emerge la sua fisicità matriarcale e la sua seriosità. Non è una bellezza classica, il suo viso esprime malinconia e in scena veste in modo semplice.

Eppure, dopo di lei, il modo di recitare non sarà più lo stesso.

Eleonora Duse non passa inosservata alla critica, una parte della quale la osteggia apertamente, e agli ambienti letterari e intellettuali. Stringe così amicizia con gli esponenti della Scapigliatura e con la giornalista Matilde Serao e più avanti la scrittrice Sibilla Aleramo. Si innamora di Martino Cafiero, direttore del Corriere del Mattino, dal quale ha un figlio che muore poco dopo la nascita. 

Sarà però l’attrice più famosa del momento, Adelaide Ristori, nel 1882, ad appoggiarla attraverso importanti contatti, considerando la giovane attrice veneta come la sua probabile erede. 

Eleonora Duse

Eleonora Duse e il desiderio di rinnovare il teatro dalle fondamenta

Eleonora Duse, però, fedele a se stessa e al suo desiderio di rinnovare il teatro, vuole oltrepassare la sottile linea di confine che separa una carriera costruita con destrezza da un vero e proprio salto nel vuoto.

Avrebbe potuto scegliere un progetto personale capace di sfruttare il desiderio di cambiamento che si avvertiva negli ambienti dello spettacolo, tenendosi però stretta la tradizione del repertorio nazionale che le avrebbe garantito comunque visibilità. Invece sceglie di rischiare, lei che proveniva da una compagnia teatrale di provincia ed era così diversa dalle altre attrici. 

Significa avere il coraggio di portare anche in teatro la crisi della società borghese. E in secondo luogo scardinarne i pilastri su cui si fonda: la famiglia, il ruolo della donna, del denaro, i tabù morali e sessuali.

Così, a partire dagli anni ’90, quando oramai è al culmine della carriera, Eleonora Duse inizia a interpretare personaggi femminili insofferenti verso ruoli e schemi sociali. Tra questi, Nora in Casa di bambola ed Ellida in La donna del mare di Enric Ibsen, pubblicati nel 1879 e l’altro nel 1888. Ma importante, sotto questo punto di vista, è anche la sua interpretazione di La seconda moglie di Arthur W. Pinero, pubblicato nel 1906. 

La collaborazione e i contrasti con Gordon Craig

Eleonora Duse era animata dal desiderio di essere calata nel suo tempo, viverne le contraddizioni ed essere protagonista del mutamento in atto nel teatro a cavallo dei due secoli. Mentre i critici teatrali sono sempre più incalzanti nel paragonarla alla collega Sarah Bernhardt e a stabilire chi di loro due sia la più brillante, il repertorio della Duse si apre sempre di più allo sperimentalismo.

Soprattutto attraverso la collaborazione con l’attore, regista e scenografo Edward Gordon Craig . Quest’ultimo con il suo L’attore e la supermarionetta del 1908, teorizza una nuova e sconvolgente estetica teatrale. Craig è infatti in aperta opposizione al teatro di tradizione che imita la realtà e vuole portare avanti l’eliminazione dell’umano dalla pratica teatrale. 

Quello di Craig è un teatro antirealistico, antinaturalistico che si avvicina all’estremismo formale. È un teatro che in parte affascina Eleonora Duse e le fa dire che “per salvare il teatro bisogna distruggerlo”.

È collaborando con Craig che allestisce le scene per rappresentare Casa Rosmer di Ibsen al Teatro della Pergola di Firenze. Alla fine, tuttavia, i due litigano. Troppa distanza, nonostante l’attrazione dell’attrice per le istanze innovative dell’autore inglese, che oramai è proiettato su una scenografia sempre più astratta. I due si riappacificano grazie alla mediazione della danzatrice statunitense Isadora Duncan, loro amica, anche lei personaggio di spicco nelle scene del primo Novecento, considerata la precorritrice della danza moderna. 

Su questo importante incontro si può leggere l’articolo intitolato La Duse e Gordon Craig nel ricordo di Isadora Duncan. Pubblicato sulla rivista Sipario nel 1947, è conservato dall’Istituto per il Teatro e il Melodramma – Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

L’ammirazione di Čechov e Stanislavskij per la Duse

Tornando allo spettacolo alla Pergola, è un successo, ma i contrasti tra i due si acuiscono durante la tournée. Quando arrivano a Nizza, Craig decide di andarsene, a causa dei troppi vincoli del realismo che Eleonora Duse continua ad imporre.

Oltre a Craig, grande apprezzamento era stato espresso verso la Duse anche dal drammaturgo russo Anton Čechov e dal regista e teorico Konstantin Sergeevič Stanislavskij che aveva dichiarato di essersi ispirato a lei per la creazione del Teatro d’Arte di Mosca.

Primo piano di Eleonora Duse
Un bel primo piano di Eleonora Duse

il film Cenere e il ritiro dalle scene

Eleonora Duse, alla quale sono intitolati numerosi teatri già a partire dalla fine anni’90 del diciannovesimo secolo, recita sempre in lingua italiana, anche all’estero. Nel 1909 l’attrice decide però di ritirarsi dalle scene per poi ritornarvi nel 1916 con la sua prima e unica interpretazione cinematografica, Cenere, dal romanzo di Grazia Deledda, diretto da Febo Mari

La donna del mare ancora una volta acclamata dal pubblico e l’ultima tournée

Nel 1920, interpreta ancora una volta La donna del mare di Ibsen con la Compagnia Zacconi . Benché invecchiata, viene acclamata da pubblico e critica per l’ennesima straordinaria prova di talento.

Eleonora Duse muore mentre è ancora in tournée, con una propria compagnia, a Pittsburgh, negli Stati Uniti, malata di tubercolosi, il 21 aprile 1924. La salma viene trasportata ad Asolo, in Veneto, dove aveva espresso il desiderio di essere seppellita. E dove il Museo Civico le ha dedicato un’intera sezione, conservando il materiale donato dalla figlia dell’attrice, Enrichetta, avuta dall’attore Tebaldo Checchi nel 1882. 

Eleonora Duse, Gabriele D'Annunzio e Sarah Bernhardt
Photocredit: rivista online politicamentecorretto.com

La relazione tra Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio. Le celebrazioni del centenario 

Quella di Eleonora Duse p stata una vita all’insegna del teatro e del talento. Ma è stata anche un’esistenza con un’inquieta vita sentimentale costellata da relazioni infelici. Tra tutte, ricordiamo quella con il poeta Gabriele D’Annunzio, dal 1895 al 1904 e che nel 1900 le aveva dedicato il romanzo Il fuoco.

Ma l’importanza di Eleonora Duse non si riduce alla sola sua strabiliante attività d’attrice. Importanti sono anche le sue abilità manageriali nel fondare e dirigere una sua compagnia. Nonché la sua capacità di relazionarsi umanamente e professionalmente con le personalità artistiche più influenti del periodo.

Tutto questo è stata Eleonora Duse

La Fondazione Giorgio Cini ha peraltro proposto di inserire la celebrazione del centenario della sua morte nella lista degli anniversari a cui l’Unesco sarà associato nel 2024-2025.

La candidatura, dal titolo Eleonora Duse. Un’icona sul palcoscenico globale del teatro (1858-1924), è stata infatti presentata dall’Italia, con il sostegno di Argentina, Francia e Regno Unito.

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