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Quanto guadagna un attore?

Quanto guadagna un attore?

Indice dell'articolo

Sapere quanto potresti guadagnare facendo l’attore è molto più di una curiosità se vuoi far diventare la tua passione un vero lavoro.

Mentre per altre categorie di lavoratori la risposta è più immediata e semplice, per la professione dell’attore le cose si fanno decisamente più complicate.

In effetti, lavorare come attore in Italia può essere davvero una sfida.

Principalmente perché in questo ambito lavorativo la competizione è altissima e la retribuzione non è sempre adeguata. E questo, nonostante le opportunità di lavoro si distribuiscano su tre diversi settori: il teatro, il cinema e la televisione.

Con questo articolo cercherò di fornirti un quadro più chiaro della situazione in Italia e di spiegarti le principali problematiche legate al mestiere dell’attore.

Tuttavia, è bene precisare che negli ultimi tempi la situazione ha subito un peggioramento a causa della pandemia Covid-19, da cui il settore dello spettacolo è uscito un po’ malconcio (per usare un eufenismo), non solo in Italia.

Ciò ha ovviamente portato a un abbassamento dei budget a disposizione per le produzioni e di conseguenza anche delle retribuzioni degli attori.

I guadagni degli attori negli Stati Uniti

Prima di addentrarci nell’intricato mondo dello spettacolo italiano, buttiamo un occhio oltre i nostri confini, per vedere come se la passano gli attori e le attrici negli Stati Uniti.

Se facciamo riferimento all’ US Bureau of Labor Statistics, nel 2020 la retribuzione media annuale di attrici e attori cinematografici è stata di 43.760 dollari.

Si tratta di un valore che tiene di conto di tutti i generi di film, per cui sia delle grandi produzioni che dei film indipendenti.

Inoltre, negli Stati Uniti un interprete in linea di massima può trovare ingaggi migliori e meglio retribuiti nelle grandi città come Los Angeles, New York, Denver e San Francisco mentre, al contrario, nelle città più piccole le produzioni offrono mediamente retribuzioni più basse.

Il Red Carpet è il simbolo di un attore che ha raggiunto una certa fama e può quindi vivere di questa professione. Ma anche il successo può essere evanescente. Restare ad alti livelli è dura.

Quanto guadagna un attore in Italia

Purtroppo, nel nostro paese la situazione è tutt’altro che idilliaca.

Esistono grandi disparità e diversità di trattamento tra un interprete e l’altro a causa di molteplici fattori. Il primo, probabilmente il più ovvio, è la popolarità dell’interprete in questione: più l’interprete è famoso, maggiori sono le possibilità che riceva un cachet più alto, rispetto alla media.

Altre variabili che contribuiscono a tale disparità sono il settore in cui lavora l’interprete (teatro, cinema o televisione), l’età dell’attore o attrice, la sua esperienza, il budget a disposizione del progetto e il tipo di progetto in questione.

Se vogliamo parlare di numeri, gli attori italiani guadagnano in media una cifra di 10.664 euro all’anno, secondo i dati INPS del 2019. E probabilmente la situazione è peggiorata, dopo l’avvento della pandemia.

Questo dato non significa che tutti gli attori e le attrici abbiano la stessa situazione economica.

Ci sono interpreti che riescono a vivere dignitosamente con il loro stipendio, e altri che, addirittura, riescono a sbarcare il lunario.

Teatro, Cinema e Televisione

Come accennato in precedenza, un fattore fondamentale che comporta grande variabilità nella retribuzione degli attori e delle attrici, è il settore in cui questi ultimi lavorano.

Per quanto riguarda il teatro, molto spesso gli interpreti non hanno uno stipendio sicuro per ogni mese dell’anno e la loro retribuzione varia a seconda del numero di spettacoli a cui partecipano.

Inoltre, le compagnie teatrali molto spesso hanno dei budget limitati e ciò influsice negativamente sulla retribuzione degli attori e delle attrici.

Spesso si tende a credere che il cinema e la televisione siano settori più redditizi e che sia più facile per gli attori ricevere guadagni più alti.

Purtroppo la realtà è ben diversa.

Anche in questo caso, la retribuzione degli attori e delle attrici può essere assai diversificata e vengono a formarsi divari enormi tra i diversi interpreti.

Il cachet di un attore o un’attrice dipende dalla sua età, dalla sua esperienza e dalla grandezza della produzione che finanzia il progetto a cui partecipa. Inoltre, la retribuzione può ossere più o meno alta a seconda del numero di “pose” da effettuare.

Infine, è bene precisare che molto spesso chi è alle prime armi si ritrova a dover accettare cachet più bassi, per poter fare esperienza.

L’instabilità del lavoro dell’attore

Oltre alla questione dei guadagni decisamente variabili, un altro fattore che rende il lavoro dell’attore particolarmente difficoltoso, è la sua instabilità.

Può capitare che attori e attrici tra un ingaggio e l’altro passino tempi di inattività piuttosto lunghi.

In questi periodi cercano lavoro partecipando ai vari casting e provini che riescono a trovare o che fornisce loro l’agente…

Ma è inutile dire che ciò può essere vissuto con frustrazione, oltre a creare una notevole incertezza finanziaria.

Senza considerare che la mancanza di incentivi fiscali per i settori cinematografico e teatrale, rende la situazione degli attori e delle attrici in Italia ancora più difficile, rispetto ad altri paesi.

3 consigli per lavorare nel mondo dello spettacolo

In questa giungla è difficile perdersi d’animo e alla fine rinunciare ripiegando su un mestiere differente, che potrebbe non soddisfarci.

Ciò che è più importante è non buttarsi nell’intricato mondo dello spettacolo, senza sapere niente delle sue dinamiche e di come funziona.

E per conoscerne meglio le regole, ti consiglio di seguire queste tre dritte.

1. Crea la tua rete di contatti

È importante, anzi direi quasi fondamentale, sviluppare una rete di contatti.

Costruire una rete di relazioni con i colleghi, le produzioni e i casting director, sicuramente ti farà conoscere nell’ambiente e ti renderà meno difficile ottenere un ingaggio.

Infine questa rete di contatti ti permetterà di rimanere aggiornato sulle ultime novità e poter prendere in considerazione le opportunità più interessanti.

2. Impara a conoscere i contratti di lavoro

In Italia esiste un contratto nazionale per gli attori: il “Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale artistico e tecnico di spettacolo“, meglio noto come CCNL Spettacolo.

Il CCNL Spettacolo è un accordo collettivo stipulato tra il Sindacato lavoratori della Comunicazione e le associazioni datoriali e ha lo scopo di regolamentare i rapporti di lavoro nel mondo dello spettacolo.

L’accordo collettivo stabilisce le norme e i criteri per la retribuzione degli attori, le modalità di assunzione, i diritti e i doveri dei lavoratori e le condizioni di lavoro.

Prevede anche la possibilità di stipulare contratti di lavoro atipici, in base alle esigenze delle singole produzioni o dell’attore.

Il CCNL Spettacolo è un documento molto importante per gli attori e le attrici perché garantisce loro una certa tutela e stabilità nel mondo del lavoro spesso incerto e instabile dello spettacolo.

Nel mondo dello spettacolo i contratti di lavoro si chiamano “Scrittura” e ne esistono di diverse tipologie. È perciò importantissimo conoscere i vari tipi di Scrittura che una produzione può proporti, in modo da poter orientarti meglio e valutare se è conveniente accettare l’ingaggio.

Senza pretendere di voler fornire consigli legali, generalmente i contratti nel mondo dello spettacolo sono:

  1. la Scrittura Continuata (lavoro subordinato). Si tratta di un contratto a termine di tipo continuativo e inquadrato come rapporto di subordinazione. Prevede che lo scritturato sia pagato tutti i giorni compresi tra la data di inizio e quella di termine della Scrittura. Inoltre, prevede possibilità di sospensione del rapporto di lavoro solo nel periodo delle festività principali, rimborso delle spese di viaggio con compenso giornaliero entro i 250 euro, possibilità di proroga se si superano i 45 giorni di durata e per un massimo di 5 settimane se la scrittura originaria è superiore a 90 giorni e per 3 settimane negli altri casi.
  2. la Scrittura a tempo parziale verticale (lavoro subordinato part-time). Questo contratto prevede che il lavoratore possa svolgere la propria attività a giorni alterni, ma per intere giornate. Le giornate di lavoro non possono essere meno del 55% delle giornate previste al contratto, ogni mese di contratto deve comprendere almeno 17 giornate lavorative ed è previsto un giorno di riposo retribuito ogni 6 giorni, anche non continuativi.
  3. la Scrittura con base mensile (lavoro subordinato). Prevede come giornate base pagate nei 30 giorni di contratto 26 giornate a prescindere dalle giornate effettive di lavoro previste dalla scrittura, cui aggiungere compenso pattuito per le giornate di lavoro effettive. 

Le Scritture possono essere personalizzate e perciò avere delle modifiche dovute a clausole in base alle esigenze del progetto o della produzione. O, in caso di interpreti famosi, la Scrittura può variare a causa di richieste specifiche avanzate dagli stessi interpreti.

3. Trova un agente che faccia i tuoi interessi

Per un attore o un’attrice è possibile orientarsi nel mondo dello spettacolo anche senza l’aiuto di un agente. Tuttavia, averne uno ti renderà tutto più semplice.

Il mestiere di un (buon) agente, infatti, non si limita a trovare e segnalarti i casting.

Gli agenti e le agenzie di spettacolo sono professionisti altamente qualificati che conoscono le leggi e i regolamenti del mondo dello spettacolo.

Sono quindi un grande aiuto per attori e attrici, perché tra le loro mansioni c’è l’importantissimo compito di proteggere i diritti degli attori e delle attrici che seguono.

Possono, quindi, aiutare gli attori e le attrici a negoziare i contratti di lavoro e a far rispettare le clausole previste dai contratti.

Infine, spesso hanno rapporti stabili con le produzioni e possono ottenere condizioni migliori.

Gli agenti, infatti, rappresentando diversi professionisti dello spettacolo, hanno sicuramente un potere contrattuale maggiore rispetto ad un singolo attore, soprattutto se poco conosciuto.

Fare l’attore è un lavoro duro…ma qualcuno lo deve pur fare!

Purtroppo non ci si può ne girare intorno, né provare a indorare la pillola.

Fare l’attore è uno dei lavori più difficili che ci siano, soprattutto in Italia.

E non sto parlando della difficoltà del mestiere in sé, che comunque nel 99% dei casi viene fatto per passione e quindi sarebbe anche soddisfacente da poter portare avanti.

Ma farne il sostentamento della propria vita e della propria famiglia è incredibilmente arduo.

Instabilità, incertezza e altissima concorrenza ne fanno un mestiere quasi impossibile da sostenere per lungo tempo.

È vero: c’è chi ce la fa.

E chi ce la fa anche molto bene, aggiungendo alla stabilità lavorativa anche la soddisfazione di raggiungere una certa fama.

Ma si tratta della punta dell’iceberg.

Per ogni attore famoso ce ne sono 100 che possono dire di lavorare in modo continuativo ma non sono famosi, 1000 che si mantengono a malapena, 5000 che non arrivano alla fine del mese e 10000 che hanno mollato e si sono dovuti trovare un altro lavoro.

È una di quelle situazioni incancrenite della società italiana, una matassa aggrovigliata difficilissima da districare. Per quanto molti abbiano provato a proporre soluzioni, soprattutto durante e dopo la pandemia, non ci sono in vista delle idee che possano davvero rivoluzionare il settore e cambiarlo in meglio in tempi brevi…

…o forse si?

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