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La storia degli effetti speciali

La storia degli effetti speciali

Indice dell'articolo

Il cinema ha da sempre l’obiettivo di affascinare e coinvolgere il pubblico, sia attraverso le storie che tramite gli effetti visivi sorprendenti. È proprio con questo scopo che fin dai suoi albori, il cinema ha impiegato risorse, mezzi e inventiva per la creazione dei cosiddetti effetti speciali.

In questo articolo esploriamo insieme l’evoluzione degli effetti speciali, partendo dalle loro origini fino ad arrivare ai sofisticati e sorprendenti risultati di oggi.

Le origini degli effetti speciali

Come spiegato nell’articolo sulla nascita del cinema, gli esordi della cinematografia sul finire del XIX secolo sono caratterizzati dagli esperimenti e dall’inventiva di uomini ingegnosi e creativi. Allo stesso modo, anche la nascita degli effetti speciali è opera di pionieri.

Ma prima di parlare di effetti speciali cinematografici veri e propri, è bene fare un accenno al fotografo svedese Oscar Rejlander, che inventò il primo trucco fotografico, combinando sezioni differenti di 32 negativi in una stessa immagine.

Qualche decennio più tardi, il regista statunitense Alfred Clark si lasciò ispirare da questo trucco per il suo film The Execution of Mary, Queen of Scots del 1895. Mise in atto una sorta di Stop Motion, quello che viene chiamato Stop Trick. Alfred Clark registrò in due momenti differenti la scena della decapitazione della regina. Fermò la ripresa non appena l’interprete del boia alzò l’ascia per decapitare la regina, poi sostituì l’attrice che interpretava la regina con un manichino e riprese a girare, facendo decapitare il manichino dall’attore che interpretava il boia. In fase di montaggio, unì le due riprese in un’unica scena.

L’anno successivo, l’artista e pioniere del cinema Georges Mèliés scoprì accidentalmente lo stesso trucco.

Si racconta che un giorno, mentre filmava una piazza di Parigi, la cinepresa si inceppò per poi ripartire poco dopo. Solo in fase di sviluppo si accorse del piccolo incidente, visto che la carrozza che stava riprendendo sparì improvvisamente. Fece tesoro di quell’incidente, iniziando a sperimentare con le pellicole e tagliando, incollando e sovrapponendo i fotogrammi. La sua esperienza come illusionista e la sua vena creativa fecero il resto e così nei suoi tanti film fa largo uso dei più rudimentali ma comunque affascinanti e sorprendenti (per l’epoca) effetti speciali. n fase di sviluppo si accorse che in quel punto, la carrozza che stava riprendendo spariva improvvisamente. In pratica, aveva scoperto gli effetti speciali!

Primi esempi di Effetti Speciali nel film "Viaggio nella luna"
Film Viaggio nella luna. Georges Mèliés fu un pioniero degli Effetti Speciali

Ad esempio, nel suo film più noto, Viaggio nella Luna, Mèliés ha utilizzato tecniche cinematografiche quali la miniaturizzazione, la sovrimpressione, creando effetti visivi straordinari. In questo film fece inoltre ampio uso di miniature e del matte painting per creare i luoghi fantastici della luna dove i personaggi del suo film agivano.

Il regista e illusionista francese venne soprannominato Cinemago per la sua straordinaria capacità di trasformare l’apparenza della realtà attraverso lo strumento del cinematografo. Ed infatti di sua invenzione sono anche alcune tecniche fondamentali della storia del cinema, come ad esempio la dissolvenza,  l’esposizione multipla e la fotografia in time-lapse.

Gli effetti speciali dagli anni 10 agli anni 50

Negli anni dieci la storia degli effetti speciali vede protagonista soprattutto il regista Norman Dawn, che perfezionò ulteriormente il matte painting. Negli anni venti, invece, l’intera industria cienmatografica capì il vero potenziale degli effetti speciali, quindi investì soldi e mezzi nello sviluppo di sempre diverse e migliori tecniche. Allo stesso tempo si continuò la perfezione dei trucchi cinemtografici già ampiamente utilizzati.

In questo periodo svariate tecniche vennero prese direttamente dal teatro come l’Effetto Schufftan utilizzato per la sovrapposizione di due video o immagini differenti.

In questi anni venne perfezionato anche lo Stop Trick, poi chiamato Stop Motion di Alfred Clark. Nello stesso periodo venne scoperta l’Animazione che, ottenuta sia con i disegni che con i modellini tridimensionali, permise lo sviluppo di ulteriori tecniche e tecnologie utilizzate nella creazione degli effetti speciali. FFilm dell’epoca che utilizzano queste tecnologie sono Metropolis (1927), King Kong (1933) e più tardi Quarto Potere (1941).

L’era del colore e lo science fiction

Con l‘avvento del colore nel cinema, gli effetti speciali in uso fino a quel momento vennero ulteriormente migliorati o sviluppati di nuovi, come per esempio il bluescreen. Furono due i film manifesto degli effetti speciali del periodo: Il pianeta proibito e I dieci comandamenti entrambi del 1956.

Nel primo furono usati sapientemente il matte painting, le miniature e le animazioni per creare grandiosi ambienti del mondo alieno. Nel film biblico, invece, esemplare fu il lavoro di compositing per moltiplicare il numero delle comparse nella scena dell’esodo. Ma ammirevoli furono anche la lavorazione dei modellini utilizzati per realizzare i grandiosi edifici di Ramses.

Ma è stata l’esplosione del filone science fiction ha fornire nuovi impulsi per la realizzazione degli effetti speciali. Ad esempio nel film di Stanley Kubrick 2001. Odissea nello spazio il comparto di tecnici degli effetti speciali per creare il mondo futuristico della pellicola usò tecniche di montaggio e di riproduzione tridimensionali avanzatissime per l’epoca! Anche in questo caso furono utilizzati i modellini per la creazione delle astronavi. Furono utilizzati con una maniacale dovizia di particolari, per rendere tutto il più verosimile possibile. Poi furono fotografati e ripresi con molta precisione per poi essere inseriti in post produzione.

Effetti Speciali, nel film Incontri ravvicinati del terzo tipo
Scena del film Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg, dove si fa un ampio uso di effetti speciali.

La rivoluzione degli anni 70

Nei primi anni settanta, una crisi economica portò gli studios americani a licenziare la grandissima maggioranza dei tecnici dei comparti dedicati agli effetti speciali. Questo portò molti di loro a diventare liberi professionisti o a fondare una loro società di effetti speciali, spesso concentrandosi e qualificandosi su determinate tecniche. E perciò a sviluppare ulteriormente gli effetti speciali di quegli anni.

Ma sul finire del decennio, due film di fantascienza di enorme successo usarono effetti speciali complessi e costosi: Star Wars di George Lucas e Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg. I due Blockbuster ottennero risultati stratosferici al botteghino e portarono gli studios a investire nuovamente in maniera massiccia negli effetti speciali.

Si inaugurò così una proficua stagione di film di fantascienza, tantissimi dei quali ormai celebri e conosciuti in tutto il mondo.

Gli effetti speciali e il cinema di fantascienza

Il cinema di fantascienza tra gli anni settanta e ottanta del novecento portò anche all’utilizzo dei cosiddetti animatroni, cioè complessi sistemi elettronici e meccanici che, comandati a distanza, erano in grado di compiere semplici movimenti. Erano rivestiti da vari materiali e poi truccati da maestri e artisti come l’italiano Carlo Rambaldi perché potessero interagire con gli attori e le attrici sul set. Memorabili sono, sotto questo punto di vista, film come il remake di King Kong del 1976 e Alien del 1979.

Ma anche nel decennio successivo si fece ampio uso degli animatroni in alcuni grandi film passati alla storia come E.T. l’extraterrestre fino ad utilizzare veri e propri robot come nei celebri Terminator del 1984 e Robocop del 1987.

L’avvento degli effetti speciali digitali: la Computergrafica

Fino alla metà degli anni novanta la creazione di effetti speciali nella maggior parte dei casi significava lavoro manuale e artigianale portato avanti con molta precisione e cura.

Ma era alle porta un’ulteriore evoluzione degli effetti speciali, che ha cambiato completamente il settore a partire dalla metà degli anni novanta del novecento: l’utilizzo della Computergrafica.

Con l’introduzione dei computer e dei software di grafica computerizzata (CGI), gli effetti speciali si sono fatti sempre più grandiosi e realistici, dando la possibilità ai registi di esplorare un mondo completamente nuovo di possibilità visive. E così film come Jurassic Park (1993) di Steven Spielberg hanno dimostrato e dimostrano ancora oggi che creature realistiche create al computer possono interagire in modo credibile con interpreti e scenari reali.

Il nuovo millennio ha visto un’esplosione nell’uso degli effetti digitali (VFX). La trilogia de Il Signore degli Anelli (2001-2003) di Peter Jackson ha dimostrato come la tecnologia può essere utilizzata per creare interi mondi fantastici e creature mitiche. Nel frattempo, gli effetti visivi digitali sono diventati in grado di creare interi mondi fantastici, dando così modo a registi di creare esperienze cinematografiche immersive, attraverso film spettacolari come Avatar (2009) e La vita di Pi (2012).

Effetti Speciali, Avatar
Utilizzo di VFX nel film Avatar di James Cameron

Verso l’ipersurrealismo: Il presente degli VFX

Oggi, gli effetti speciali nel cinema hanno raggiunto un punto in cui la linea tra realtà e finzione è spesso indistinguibile. Film come Inception di Christopher Nolan sfruttano l’innovazione digitale per creare ambienti onirici e manipolare la percezione del pubblico. Inoltre la serie di film dell’Universo Cinematografico Marvel ha portato l’uso dei VFX a un livello completamente nuovo, con personaggi che sfidano la legge della fisica e battaglie epiche tra supereroi.

Il futuro dei VFX

L’evoluzione degli effetti speciali nel cinema è stata una corsa affascinante attraverso l’innovazione tecnologica e la creatività umana. Se guardiamo al futuro, è probabile che vedremo ulteriori progressi nei campi della realtà virtuale aumentata e dell’intelligenza artificiale, che consentiranno ai registi di creare esperienze ancora più coinvolgenti. Tuttavia, anche con tutte queste innovazioni, rimarrà sempre un ruolo per i trucchi pratici e per l’abilità artigianale nel creare effetti speciali memorabili.

L’evoluzione degli effetti speciali nel cinema riflette perciò non solo il progresso tecnologico, ma anche la costante ricerca di emozioni e meraviglia che da sempre caratterizza l’arte cinematografica.

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