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Teatro Regio di Torino: curiosità e storia

Teatro Regio di Torino: curiosità e storia

Indice dell'articolo

Continuiamo il nostro viaggio alla riscoperta dei più belli e famosi teatri italiani e così, dopo aver ammirato il Teatro Massimo di Palermo, ci trasferiamo nel nord Italia.

In una delle piazze più belle del capoluogo piemontese, piazza Castello, si trova un teatro davvero particolare e ricco di storia: il Teatro Regio di Torino .

Se oggi possiamo godere di questo teatro è solo grazie a Vittorio Amedeo II che negli anni venti del XVIII secolo, per festeggiare l’acquisizione del titolo di Re di Sardegna, decise di commissionare la costruzione di un teatro all’importante architetto Filippo Juvarra.

Ma sia Juvarra che il re non riuscirono a vivere abbastanza a lungo per veder eretto il teatro. E così il successore del sovrano, Carlo Emanuele III, affidò il completamento dell’opera all’architetto Benedetto Alfieri. Quest’ultimo, nel giro di un paio di anni, concluse i lavori e il Teatro Regio venne inaugurato nel dicembre del 1740.

Fin da subito, il Teatro Regio diventò punto di riferimento internazionale nel panorama teatrale e lirico non solo per le rappresentazioni che qui venivano svolte, ma anche per la raffinatezza e la ricercatezza degli interni.

Perfino lo stesso compositore Mozart, che fu ospite del teatro nel 1771, rimase estasiato dalla sua eleganza.

Facciata del Teatro Regio di Torino

Un solo teatro, tanti nomi

La storia del Teatro Regio iniziò a farsi travagliata tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. L’avvento della rivoluzione francese, infatti, negli anni a venire non lasciò immune la città di Torino tanto che per cinque anni il Teatro Regio rimase chiuso.

Si trattò di un periodo denso di lotte che portò a repentini cambiamenti, che in qualche misura finirono per ripercuotersi anche sull’imponente e maestoso teatro torinese.

Il teatro, infatti, durante i primi anni dell’ottocento assunse di volta in volta nomi differenti, che rispecchiavano l’evolversi degli eventi.

E così, con la venuta di Napoleone il Teatro Regio si chiamò Teatro Nazionale, poi nel 1801 Grand Théâtre des Arts. Nel 1804 assunse il nome di Théâtre Impérial, per poi ritornare con la Restaurazione, al nome con cui oggi lo conosciamo.

I Savoia tornarono a possedere il teatro fino al 1870, quando il Regio divenne pubblico e la sua amministrazione fu affidata al Comune di Torino.

La sala del Teatro Regio nell’Ottocento, qui allestita in occasione della visita del gan duca Alessandro, principe ereditario di Russia avvenuta il 21 febbraio 1839.

L’incendio del 1936

Nel 1936, le fiamme di un violento incendio distrussero quasi completamente il bel Teatro Regio.

Niente si salvò, il palcoscenico, la platea e i suoi meravigliosi interni andarono perduti per sempre, ad eccezione della facciata aflieriana, che rimase eretta quasi per miracolo.

La città di Torino pianse a lungo la perdita del maestoso teatro. Sebbene la voglia di ricostruirlo era tanta e sentita da ogni torinese, l’avvento della brutale seconda guerra mondiale ritardò la ricostruzione del teatro di circa quaranta anni.

Il ritorno all’antico splendore

Solo nei primi mesi del 1973 l’antico Teatro Regio tornò a splendere in tutta la sua bellezza.

Stavolta è l’estroso architetto Carlo Mollino ad occuparsi della costruzione, che ha dato vita ad un teatro archetettonicamente suggestivo, partendo dall’antica facciata rimasta in piedi.

L’obiettivo dichiarato era ricreare l’antico splendore di un tempo che avesse però un gusto nuovo e moderno.

Mollino quindi decise di abbandonare l’antico impianto architettonico, tirandosi addosso le critiche della comunità artistica, per orientarsi verso nuovi modelli stilsitici.

E così oggi la pianta del Teatro Regio ha una forma particolare, che ricorda la cassa di un violoncello, mentre la stessa platea ricorda un’ostrica semiaperta.

Infine la pianta della sala è ellissoidale. E se si guarda in alto non si può non rimanere colpiti dal meraviglioso e imponente lampadario che sovrasta le poltroncine di velluto rosso!

Il Teatro Regio oggi

Il 1973 segna dunque la rinascita del Teatro Regio e della sua attività produttiva che, nel corso degli anni è andata ad incrementarsi sempre più ed è progressivamente aumentata.

Inoltre dal 2007 al 2018, grazie anche al nuovo Direttore musicale, Gianandrea Noseda, il Teatro è andato numerose volte in tournée. Giappone e Cina, San Pietroburgo, e moltissime le città anche extra europee. Parallelamente si è molto intensificata la presenza delle produzioni nel mercato video-discografico.

Sei mai stato al Teatro Regio di Torino?

Sei mai stato a vedere uno spettacolo dentro questo maestoso teatro? Penso che debba essere un’esperienza davvero suggestiva, vista la particolare eleganza dei suoi interni, così raffinati e moderni!

Se sei nei dintorni del capoluogo piemontese, sappi che ad oggi è possibile visitare il teatro! Ogni settimana si tengono dei tour guidati della durata di 45 minuti. Puoi prenotare il tuo biglietto direttamente dal sito ufficiale del teatro. 

Se vuoi assistere a uno degli spettacoli o eventi che il Teatro Regio organizza, puoi riamnere aggiornato attraverso i suoi account Facebook e Instagram.

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