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5 testi teatrali sull’amore

5 testi teatrali sull’amore

Indice dell'articolo

Non sia mai ch’io ponga impedimenti

all’unione di anime fedeli; Amore non è Amore

se muta quando scopre un mutamento,

o tende a svanire quando l’altro s’allontana.

Oh no! Amore è un faro sempre fisso

che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;

è la stella-guida di ogni sperduta barca,

il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.

Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote

dovran cadere sotto la sua curva lama; L’Amore non muta in poche ore o settimane,

ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio.

Se questo è errore e mi sarà provato,

Io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

Shakespeare, Sonetto 116

San Valentino.
Amore.
Amore!
Amore!!

Chi meglio di noi amanti del teatro può capire che cosa vuol dire amare qualcosa o qualcuno e non poterne fare a meno!

Nella giornata più romantica dell’anno Teatro Per tutti vuole regalarti alcune storie d’amore che hanno conquistato il cuore di milioni di spettatori. E che ancora oggi accrescono la voglia di andare a teatro.

O magari di salire sul palco e dare vita a parole indimenticabili.

Dall’antica Grecia fino ai giorni nostri, i drammaturghi scrivono di amore corrisposto, amore tragico, fortemente voluto o ferocemente contrastato.

È la vita, e come ci insegna Shakespeare: “il mondo è un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte” (Il mercante di Venezia).

Così come nella vita di ognuno di noi, l’amore in teatro non è solo rose e fiori!

È un’altalena di emozioni, batticuori continui, risate, complicità e lacrime.

Eppure lo sappiamo e non possiamo farne a meno: l’amore, da millenni, è il motore che muove tutto.

L’atmosfera è pronta.

Abbassiamo le luci e diamo il via al nostro omaggio a personaggi indimenticabili, storie d’amore divertenti, sognanti, laceranti nati dalla penna di grandi autori che nelle loro pagine hanno saputo alimentare tutte le stagioni del cuore.

“Miles gloriosus”, di Plauto – Il trionfo della giovinezza –

Partiamo dall’antica Roma del II secolo A.C..

Qui, Tito Maccio Plauto scrive alcune delle più importanti e divertenti commedie dell’epoca. Plauto riprende temi e personaggi del mondo greco ma li riadatta per il pubblico romano, con accenni agli usi e costumi della sua contemporaneità.

Il genere è quello della palliata, che deve il suo nome al pallio (dal latino pallium, che traduce il greco himation), la veste di foggia greca indossata dagli attori.

In questo quadro culturale prende vita il Miles gloriosus o, tradotto, Il soldato fanfarone.

Il giovane ateniese Pleusicle e la cortigiana Filocomasio sono innamorati. Pirgopolinice, il soldato spaccone che dà il titolo alla storia si innamora della giovane e la rapisce per portarla ad Efeso.

Ma qui è Palestrione, lo scaltro servo di Pleusicle, ad essere vero protagonista della vicenda. Pleusicle, infatti, architetta una serie di macchinazioni, intrighi e inganni (ludificationes) che permetteranno di riunire i due innamorati.

E di beffare una volta per tutte il vecchio soldato fanfarone, Pirgopolinice che per tutta la vicenda non fa altro che vantarsi di avventure mai vissute.

I temi affrontati sono quelli cari a Plauto: l’intrigo amoroso, la beffa e le macchinazioni ordite dal servo, e lo scambio di persona.

Pleusicle, il servo scaltro e furbo, fa credere al servo stupido di Pirgopolinice che Filocomasio abbia una gemella.

Così facendo i giovani innamorati possono incontrarsi quasi senza sospetto e vivere in beatitudine il loro amore.

Nella leggerezza della vicenda, che ancora oggi viene rappresentata, l’amore giovanile trionfa davanti a mille ostacoli e davanti alla prepotenza del vecchio soldato.

Idue giovani innamorati possono vivere uniti anche dopo che il sipario viene calato, consapevoli che niente e nessuno potrà mettersi contro la loro felicità.

“Romeo e Giulietta”, di William Shakespeare – l’eternità di un amore –

Nella Verona del ‘500 i giovani innamorati di Shakespeare trovano ad accoglierli una sorte ben più tragica degli amanti di Plauto.

Non hai bisogno di leggere di nuovo la trama dell’opera ma non potevo certo scrivere un articolo sull’amore a teatro senza parlare di Romeo e Giulietta!

Sarebbe come aprire un romanzo d’amore e trovare le pagine completamente bianche!

Perché la storia tormentata e osteggiata di Giulietta e del suo Romeo è ancora oggi fonte di ispirazione per il teatro, il cinema e la letteratura!

Emblematica la scena del balcone che vede il sedicenne Romeo arrampicarsi fino alla camera dell’amata

Sfidando le avversità delle famiglie i due giovani sanno che non esiste diversità che possa contrastarli perché come dice Giulietta

è solamente il tuo nome ad essermi ostile: tu saresti sempre lo stesso anche se non fossi un Montecchi. Che cosa vuol dire la parola Montecchi? non è una mano, o un braccio o un viso… Quello che noi chiamiamo col nome di rosa, anche chiamato con un nome diverso ,conserverebbe ugualmente il suo dolce profumo. Allo stesso modo Romeo, se portasse un altro nome, avrebbe sempre quella rara perfezione che possiede anche senza quel nome. Rinuncia quindi al tuo nome, Romeo, ed in cambio di quello, che tuttavia non è una parte di te, accogli tutta me stessa”.

Il loro è un amore che supera la paura stessa della morte e che trova la completezza proprio nel tragico destino che li attende.

L’ardore giovanile è nel pieno dello splendore e l’amore che li unisce supererà tutti gli ostacoli, anche se questo dovrà includere la morte.

Una volta chiuso il sipario il loro rimarrà un amore eterno che né il veleno né la spada potranno sconfiggere. Rimarranno lì, a vegliare sugli innamorati che verranno, perenni protettori degli amori contrastati.

Romeo e Giulietta in versione baby! Trovi questa maglia nello Shop di Teatro per Tutti!

“Sogno di una notte di mezza estate”, di William Shakespeare – Il gioco dell’amore –

Per fortuna l’amore non risplende solo nella tragedia, e Shakespeare lo sa bene.

Lasciando da parte le bellissime e tragiche storie di Amleto, Otello, Macbeth ci spostiamo in un mondo di favola! Qui, i molteplici amori si intrecciano e trovano tutti il lieto fine.

Esiste un mondo nascosto ad Atene pervaso dalla magia.

Oberon e Titania regnano in questo sottobosco circondati da elfi e fate. Le loro scaramucce si intrecciano talvolta con la vita degli esseri umani causando eventi che, grazie alla magia riescono a trovare il lieto finale.

Per conoscere la divertente trama di Sogno di una notte di mezza estate ti consiglio di leggere l’articolo dedicato a Puck, il pasticcione aiutante del re degli elfi Oberon.

Ma ora voglio portare la tua attenzione non tanto sul classico amore tra i giovani cittadini ateniesi ma su un amore molto particolare, oserei dire bestiale!

Per punire scherzosamente la moglie in seguito ad un torto subito, Oberon comanda a Puck di spremere sugli occhi di Titania addormentata il succo della viola del pensiero.

Con questo succo, al momento del risveglio Titania si innamorerà perdutamente del primo essere che le comparirà davanti.

Ma nel frattempo Puck, per puro divertimento ha trasformato la testa di Bottom, un attore di una stramba compagnia teatrale nel muso di un asino!

Combinazione vuole che Titania si risvegli subito dopo e si innamori perdutamente di lui. Lei così bella e avvezza a indossare corone di fiori, innamorata perdutamente di un brutto e puzzolente asino!

Shakespeare va oltre la bellezza, oltre le apparenze, anche se solo per intercessione della magia.

L’amore supera davvero ogni ostacolo, sociale e in quest’occasione fisico. Del resto lo sappiamo: non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace! E’ il trionfo dell’amore a 360°!

“La scuola delle mogli” di Molière – L’amore che risveglia l’ingegno –

Tra le commedie di Molière più famose e ben riuscite, c’è senz’altro “La scuola delle mogli” scritta e rappresentata nel 1662 in presenza del Re Sole in persona.

Protagonista della vicenda è Arnolfo, un vecchio signore borghese che in passato è stato tradito dalla moglie, per cui ha una cattivissima reputazione delle donne e del matrimonio.

Tuttavia, non vuole certo rinunciare ai piaceri che la vita coniugale sa regalare.

Decide quindi di adottare un’orfana, Agnese. La educa in modo che cresca come una ragazza completamente ingenua e innocente, per poi sposarsela una volta che abbia età da marito.

Il suo intento è quello di avere al suo fianco una moglie devota e fedele. Una moglie che non sappia niente di uomini e che non abbia la malizia tipica delle donne.

Purtroppo per Arnolfo, casualmente, la giovane Agnese incontra e si innamora, contraccambiata, di Orazio, un giovane rampollo vicino di casa di Arnolfo.

Venuto a conoscenza della cosa, Arnolfo proverà in tutti i modi di impedire alla sua protetta di continuare a vedere Orazio, arrivando perfino ad anticipare la data del matrimonio.

Agnese tuttavia, pur essendo stata fino a quel momento una ragazza molto sprovveduta e immatura, di fronte al reale pericolo di non poter più vedere il suo Orazio, si ingegna.

Nel corso della commedia diventa una persona piuttosto scaltra, intraprendente e pronta anche a mentire al suo tutore, pur di stare con il suo innamorato.

In questa commedia di Molière l’amore ha un potere straordinario. È solo il suo innamoramento per Orazio, che fa cambiare Agnese, la quale da ragazza ingenua e sempliciotta, diventa una persona coraggiosa e sagace!

“La gatta sul tetto che scotta” di Tennessee Williams – L’amore malato –

Il nostro viaggio prosegue e si ferma nel 1954.

La stazione che raggiungiamo non è un’isola di felicità. Ma se esiste l’amore felice, eterno e spensierato, esiste purtroppo anche il suo esatto rovescio.

La scena si svolge interamente nella camera da letto dei due protagonisti Brick e Maggie, articolandosi in tre atti.

Luogo per eccellenza di intimità e amore, in quest’occasione la stanza ospita un dramma in cui l’elemento chiave è l’ipocrisia.

Maggie e Brick portano avanti un matrimonio bianco, senza sesso.

Eppure il desiderio della donna è proprio quello di mettere al mondo un erede.

Chiede costantemente al marito di unirsi a lei, senza però riuscire a muovere minimamente le fantasie dell’uomo.

Maggie cerca disperatamente un figlio per compiacere il suocero ed entrare a pieno diritto nella linea testamentaria.

La ragazza, infatti, si come una gatta su un tetto che scotta decisa a non cadere giù.

Conquistata a fatica una posizione sociale non intende in alcun modo tornare nelle sofferenze della povertà.

E Brick perché non desidera la moglie? Ecco che nelle sue parole si cela una omosessualità repressa che non gli permette di lasciarsi completamente andare tra le braccia della moglie.

Dove è l’amore in questa coppia? Come possono due persone continuare a vivere un rapporto che non sta in piedi se non con l’ipocrisia?

Brick e Maggie preferiscono scegliere la strada del silenzio, del non detto, della repressione pur di non affrontare la realtà una volta per tutte.

Meglio scegliere la menzogna che vivere per sempre soli e abbandonati a se stessi.

Meglio avere una persona accanto, che non si ama, pur di non rimanere soli. E chissà… magari un giorno si riuscirà anche a provare dell’affetto…

Una storia moderna che, una volta chiuso il sipario, è destinata a portarsi avanti senza anima, senza passione.

Cosa fai a San Valentino?

Sì,lo so, concludere così è un po’ triste perché oggi è San Valentino, ma purtroppo ogni medaglia ha il suo triste rovescio.

Tu, comunque, non pensarci e se non l’hai ancora trovato, continua a cercare il vero amore!

Magari potresti comprare un biglietto per uno di questi spettacoli e, chissà, seduto/a accanto a te potresti trovare la tua anima gemella!

Cupido e le sue frecce d’amore si nascondono anche nel soffice velluto delle poltroncine… Parola di Teatro per Tutti!

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