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Il Festival di Cannes: le origini e la sua storia

Il Festival di Cannes: le origini e la sua storia

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Continua la nostra rubrica Oltre il Teatro, attraverso la quale andiamo a conoscere più da vicino alcuni dei migliori festival cinematografici d’Italia e del mondo.

Nel nostro appuntamento precedente abbiamo conosciuto le origini del Festival del cinema di Berlino. Oggi invece ci trasferiamo in Francia per parlare del celebre Festival di Cannes!

Gli albori travagliati di un festival di rivalsa

Negli anni trenta primeggiava in Europa il Festival del Cinema di Venezia.

Si trattava di un evento che attirava nella città lagunare tantissimi artisti, attori e giornalisti, con serate glamour e ricche di cinema, proprio come oggi.

Ma gli anni trenta erano anche gli anni in cui, nel cuore del continente europeo, dominavano due delle peggiori dittature che la storia abbia mai conosciuto: il fascismo in Italia e il nazismo in Germania.

Mussolini e Hitler imponevano duramente e capillarmente la loro propaganda politica, anche e soprattutto attraverso l’arte e ovviamente il cinema.

Ne consegue che l’ingerenza politica nazifascista era tangibile anche nello svolgersi della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

L’allora ministro francese della pubblica istruzione e delle arti, Jean Zay, era profondamente indignato da tutto questo, e propose la creazione di un nuovo festival cinematografico da svolgersi a Cannes.

Un festival di risonanza internazionale che facesse da contraltare alla mostra del cinema di Venezia.

Nel giugno 1939 Louis Lumière accettò l’incarico di presidente della primissima edizione del Festival di Cannes che si sarebbe svolta per l’intero mese di settembre dello stesso anno.

Ma l’inizio della terribile seconda guerra mondiale vanificò tutto quanto.

E così la prima edizione del Festival di Cannes si svolse nel 1946, in una Francia distrutta dalla guerra ma desiderosa di ricominciare.

Nel corso del tempo, il Festival di Cannes diventò un evento cinematografico di rilevanza internazionale che niente ha da invidiare al festival della città lagunare.

Partecipare al festival francese, anche nelle sezioni non competitive, è un grande vanto per qualsiasi regista cinematografico.

Il logo del Festival

La ventunesima edizione del Festival

Il Festival di Cannes a partire dal 1946 si è svolto praticamente ogni anno, sempre con grande partecipazione da parte di artisti e spettatori.

Ma l’edizione del 1968 è probabilmente quella più importante, sebbene sia quella in cui il festival è stato boicottato dalla grandissima maggioranza degli artisti chiamati a parteciparvi.

La ventunesima edizione coincise, infatti, con gli eventi del celebre Maggio francese.

Il grande movimento di contestazione che animò la città di Parigi fece sentire la sua influenza fino a Cannes.

Il giorno di apertura del festival coincise con la notte delle barricate degli studenti nel Quartiere latino di Parigi, a cui fece seguito una violentissima repressione da parte della polizia con un centinaio di feriti.

L’evento indignò molto l’opinione pubblica e il Festival di Cannes venne invaso ripetutamente da studenti in rivolta, a partire dal 13 maggio.

Gli organizzatori della ventunesima edizione del festival, tuttavia, provarono a mandare avanti l’evento cinematografico in mezzo alle difficoltà che divenivano sempre più imponenti e problematiche giorno dopo giorno.

La Quinzaine des Réalisateurs

La rivolta studentesca ed operaia del Maggio francese fu talmente capillare da coinvolgere anche tantissimi altri settori della società, compreso quello artistico.

E così, il 18 maggio 1968 un gruppo di cineasti, tra cui Roman Polanski, Louis Malle e Francois Truffault utilizzarono la grande risonanza mediatica dei Festival di Cannes per protestare contro la decisione del Minsitero della Cultura che aveva rimosso Henri Langlois dal suo ruolo di direttore del Cinematheque francaise.

Ormai, la rivolta del maggio francese animava anche gran parte degli artisti participanti al Festival. Tra questi, un gruppo di registi in quei giorni tumultuosi fondò la Société des Réalisateurs de Films, che si proponeva di rappresentare la ribellione giovanile e operaia di quegli anni.

E l’anno successivo la Société, in netta contrapposizione ideologica al Festival di Cannes, organizzò una selezione parallela.

Il boicotaggio di altri artisti

Nei giorni successivi, anche molti altri artisti decisero di boicottare il Festival di Cannes.

Ad esempio, la nostra compianta Monica Vitti si dimise dalla giuria, assieme a Louis Malle e Roman Polanski. E i registi Alain Resnais, Carlos Saura e Milos Forman ritirarono i propri film dal concorso.

Infine, la proiezione del film “Frappè alla menta” di Saura venne impedita proprio dall’interprete protagonista, Geraldine Chaplin.

Gli organizzatori, a quel punto, furono costretti a interrompere il Festival di Cannes.

Il Festival di Cannes dopo il ’68

Gli organizzatori del Festival di Cannes, dopo la disastrosa edizione del 1968, fecero tesoro delle critiche ricevute dagli artisti e dalle motivazioni che spinsero molti di loro al boicotaggio.

E così, già a partire dall’edizione successiva, il Festival di Cannes migliorò, diventando sempre più prestigioso tanto da riuscire a rivaleggiare con il festival del Cinema di Venezia.

Il Festival di Cannes, oggi

Oggi il Festival di Cannes, nel corso di due settimane, presenta al proprio pubblico una grande varietà di film e cortometraggi, spalmati su diverse selezioni.

Il Concorso è la selezione più mediatica e glamour del Festival, in cui vengono presentate in anteprima le pellicole dei più importanti registi internazionali, portando alla ribalta anche artisti emergenti degni di nota.

È anche la selezione in cui registi, film e interpreti vengono giudicati da una giuria internazionale, formata dalle più importanti personalità artistiche.

Di fianco al Concorso, molto importante è anche la selezione Un Certain Reguard che riunisce tre sezioni fuori concorso create nel 1975.

All’interno del Festival di Cannes, come detto, è possibile partecipare anche a selezioni fuori concorso, ma altrettanto prestigiose che possono dare alle pellicole selezionate gran visibilità.

Infine, molto suggestiva è la sezione Cannes Classic, un tributo ai capolavori della storia del cinema attraverso proiezioni di classici film restaurati.

Non ho mai partecipato come spettatrice a questo festival, ma immagino che possa essere un’espereinza davvero entusiasmante.

Se sei interessato a saperne qualcosa di più, allora visita il sito web ufficiale del Festival di Cannes!

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