Alla (ri)scoperta della scuola di teatro classico con Alessandra Casanova

In questo articolo Anna Cavallo ti parlerà di:

Intervista alla regista Alessandra Casanova della Scuola di teatro classico Luigi Rasi . L’importanza della voce e la cura dei costumi d’epoca

Teatro per Tutti dedica un approfondimento alla scuola di teatro classico e nell’occasione, incontra la regista Alessandra Casanova, che da oltre 15 anni dirige la scuola di teatro Luigi Rasi a Ravenna .

In questa scuola di teatro gli studenti hanno la possibilità di conoscere autori italiani e stranieri così come di prendere confidenza tanto con il genere comico che con quello drammatico. In questo modo la scuola Luigi Rasi prepara coloro che vogliono tentare di accedere alle Accademie

Attraverso le pratiche vocali e lo studio di autori che spaziano da A. Cechov a Puskin, da N. Gogol a J. Genet, da Feydeau  a H. von Hofmannsthal, la scuola si pone come punto di riferimento sia per quanti vogliono diventare attori professionisti che per i moltissimi che desiderano dedicarsi al teatro nel tempo libero, per passione.

La regista Alessandra Casanova –
photocredit Compagnia Luigi
Rasi

Il padre, Renato Casanova, allievo di Sharoff a Roma

Quando è nata la Scuola di Teatro Luigi Rasi?

“La Scuola di Teatro Luigi Rasi è nata a Ravenna 38 anni fa per volere di mio padre, Renato Casanova, ed è affiancata alla Compagnia teatrale omonima”.

Raccontaci un po’ di come è nata la Scuola

“Mio padre ha dedicato la sua vita al teatro: il teatro lo ha impegnato durante i tanti anni di studio, di perfezionamento ed insegnamento. Formatosi a Roma nel dopoguerra alla ‘Libera Accademia di Teatro’ (diretta da Pietro Sharoff, già aiuto regista del grande Stanislavskij), ha avuto l’opportunità di recitare coi maggiori attori che in quegli anni calcavano le scene.

Lasciata Roma verso la fine degli anni Cinquanta e trasferitosi a Ravenna, ha messo il suo bagaglio artistico e culturale a disposizione dei giovani desiderosi di avvicinarsi al Teatro. Il suo obiettivo era poter dare a Ravenna un punto di aggregazione per la conoscenza e lo studio del teatro classico. E ci è riuscito. Nel 1985, assieme all’Endas provinciale di Ravenna, un’associazione culturale, ha lanciato un progetto (rivelatosi, negli anni, vincente) che abbinava la Scuola di Teatro classico alla Compagnia teatrale”.

Quando hai assunto tu la direzione?

“Intanto devo dire che ho sempre accompagnato mio padre nel suo progetto della Scuola di Teatro Luigi Rasi. Dal 2004 ho assunto la direzione della Compagnia e, dal 2008, anche della Scuola.

Un’eredità importante che ho accolto e sviluppato. Oltre all’esperienza in ambito teatrale, gli studi compiuti (tra cui un diploma in pianoforte) mi hanno permesso di continuare a preparare i giovani attori che frequentano la scuola (ed avviarli anche verso la professione attoriale) e portare in scena i lavori che man mano si preparano”.

Un momento di una lezione all’interno della scuola – photocredit Compagnia Rasi

La scelta del metodo Stanislavskij, lo studio sulla voce…

Quale metodo usate nella Scuola di Recitazione?

“Noi ci avvaliamo del metodo Stanislavskij. Un metodo che l’insegnante e regista russo Konstantin Sergeevič Alekseev (poi diventato noto con lo pseudonimo di Konstantin Sergeevič Stanislavskij) mise a punto all’inizio del ‘900.

Puoi spiegare in sintesi, In cosa consiste?

“In poche parole, ti posso dire che, dopo aver studiato ed analizzato quali siano gli stati d’animo del personaggio che dobbiamo interpretare, dobbiamo cercare dentro la nostra memoria emotiva le emozioni che siano affini a quelle provate dal personaggio e cercare di crearlo quindi partendo da noi e dalle nostre emozioni”.

Anche la voce è importante per l’attore

“Certo. Pensa che una volta chiesero al grande Tommaso Salvini cosa occorresse all’attore tragico e lui diede una risposta netta: ‘La voix, la voix, la voix’ (la voce, la voce, la voce). E in effetti una buona portata sonora è indispensabile per un bravo attore. Il vero attore deve fare affidamento sulla sua voce per arrivare al pubblico.

Come lavorate sulla voce?

La prima cosa è imparare a respirare bene. Quintiliano diceva: “ bisogna esercitarsi in modo che il fiato possa durare il più a lungo possibile”.

Quindi si deve imparare la respirazione diaframmatica

“Per l’appunto. La respirazione diaframmatica si chiama così perché attiva in maniera consapevole un muscolo che si trova tra i polmoni e gli organi dell’apparato digerente: il diaframma. Dobbiamo diventare padroni di questa respirazione per aumentare l’intensità della voce ed arrivare ad una buona portata sonora”.

La passione per Anthon Cechov e i suoi Racconti presentati in forma teatrale

Qual’è il tuo autore preferito e quale sua opera prediligi?

Il mio preferito è senza dubbio Antòn Čechov, l’opera ‘Il giardino dei ciliegi’, ma devo dirti che essendo stato Čechov anche un grandissimo narratore, è stata una sfida per me portare in scena i suoi Racconti, in occasione del 150° anniversario della nascita nel 2010. All’inizio del ‘900 i racconti si presentavano al pubblico, ora non più. Io ne ho scelti alcuni e li ho presentati, alternati a canti e musiche del tempo, in forma teatrale. La rappresentazione ha ottenuto anche il patrocinio dell’Ambasciata della Federazione Russa nella Repubblica Italiana e questo mi ha resa felice”.

Oltre agli autori della tradizione russa, quali altri autori fanno parte del vostro repertorio?

” Il nostro repertorio è molto vasto. Andiamo dal Teatro classico a quello moderno, cercando di rappresentare autori italiani e stranieri. Anche il genere cambia, alternando il dramma alle commedie”.

Tra le commedie che autori scegliete di portare in scena?

“L’ultimo lavoro presentato prima della chiusura dei Teatri a causa del Covid 19 è stata la commedia ‘Ho sposato sette donne’ della scrittrice italiana Dory Cei. Ora stiamo preparando il vaudeville ‘Sarto per signora‘ per ricordare Georges Feydeau nel centenario della morte”.

Una scena dei Racconti di Anthon Cechov. Da sinistra: Elisabetta Rivalta, Caterina Marchetti e Giovanna Casanova – photocredit Compagnia Rasi

La grande attenzione allo studio del periodo storico e ai costumi d’epoca

Dovrete prestare attenzione anche ai costumi…

“Sì. E’ impegnativo perché abbracciando un repertorio così vasto è difficile avere sempre i costumi adatti al periodo storico rappresentato (che viene sempre studiato per valutare cosa devono indossare i personaggi). Alcuni costumi sono di proprietà della Compagnia. Altri dei singoli attori e, in alcuni casi, li prendiamo in affitto”.

Quante persone fanno parte della Compagnia e qual’è l’età media?

“Circa una ventina di persone. In più ci sono i ragazzi dei Corsi che spesso entrano in Compagnia aggiungendosi agli altri. Forse l’età media è sui 30/35 anni. Consideriamo che ho ragazzi di appena 18 o 20 anni ed altri attori/attrici che sono in Compagnia da moltissimi anni e ora hanno 50 o 60 anni. La cosa importante è che abbiano passione e continuano a studiare. Per raggiungere buoni risultati occorre studiare tanto”.

Che genere di pubblico vi segue?

“Un pubblico vario. Pensa che non sempre presento lavori in vista di un riscontro di pubblico. E questo soprattutto succede quando mi cimento con testi che si rifanno alla tragedia greca o, comunque, desueti per il pubblico d’oggi. La cosa che ho scoperto è che spesso anche questi testi che mi lasciavano un po’ in apprensione per l’impatto che avrebbero avuto sul pubblico si sono rivelati vincenti e gli spettatori li hanno accolti con entusiasmo. E’ anche questo che mi spinge ad affrontare generi così diversi e testi così complessi. Il pubblico va oltre le nostre aspettative. Direi che è un passo avanti. Non devo dimenticare neanche il pubblico sul web che è molto presente”.

Presenti anche sul web con 30 mila visualizzazioni su Dante. Nel 2022 Pascoli e Shakespeare

Presentate anche qualcosa sul web?

“Sì. Quest’anno c’è stata la parziale chiusura dei Teatri causa emergenza Covid ed ho pensato di rimanere legata al nostro pubblico presentando Dante. Abbiamo celebrato l’anno dantesco proponendo i 100 canti della Divina Commedia. A questo progetto abbiamo aggiunto i più bei Sonetti, Ballate e Canzoni del padre della lingua italiana. Il pubblico è stato generoso. Le nostre pubblicazioni su YouTube hanno superato le 30.000 visualizzazioni. Molti insegnanti si sono avvalsi delle nostre pubblicazioni e questo mi ha spinta a continuare con un progetto a favore delle scuole”.

Quali i prossimi progetti in cantiere per il teatro sul web nel 2022?

“Con i ragazzi della Compagnia teatrale presenteremo le poesie di Pascoli nella prima parte dell’anno. Verso fine anno presenteremo invece i Sonetti di Shakespeare.

E i lavori a Teatro, Covid permettendo?

“Sperando che il Covid ci lasci lavorare, abbiamo in programma due commedie, La sconcertante signora Savage di  John Patrick e Intermezzo di Noel Coward per il 2022. E, comunque vada, Auguro un magnifico 2022 a chi lavora nel mondo del Teatro: attori, registi, giornalisti e, soprattutto, il pubblico! Buon anno a tutti!”

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