Emanuele Montagna, la Scuola di Teatro Colli e il Metodo Stanislavskij

In questo articolo Anna Cavallo ti parlerà di:

Il regista e il suo rapporto con il Metodo, la preparazione dei giovani aspiranti attori, gli spettacoli in scena in Italia e all’estero

In questo periodo, in cui stanno riaprendo moltissime scuole di recitazione, dedichiamo un approfondimento al regista pugliese Emanuele Montagna e alla sua Scuola di Teatro Colli, che ha fondato a Bologna nel 1980, adottando il metodo Stanislavskij e che è oggi una delle più importanti scuole private italiane nel campo della didattica teatrale.

Chiediamo a Emanuele Montagna di raccontarci qualcosa del suo rapporto con il Metodo Stanislavskij e del perché l’abbia scelto rispetto ad altri e se l’ha eventualmente modificato o rielaborato

“Spesso sono solito dire che più che aver scelto io il Metodo, è stato il Metodo ad aver scelto me. Ne avevo sentito parlare sin da ragazzo, inseguendo i miei miti, da Marlon Brando a Robert De Niro ad Al Pacino, passando da Meryl Streep e Dustin Hoffman a tutta quella grande epopea di attori teatrali che, provenienti dall’Actor Studio, approdavano al cinema. Poi ci sono andato negli Usa, nel lontano 1978, ed ho toccato con mano quello che in fondo avevo sempre saputo.

La Memoria Emotiva, I se magici, le circostanze date hanno cominciato a fare parte della mia vita artistica e personale. Da queste ed altre esperienze è nata nel 1980 la Scuola di Teatro Colli, all’interno della quale da 42 anni, il Metodo è sempre quello, aggiornato pur sempre alle esigenze dei tempi cambiati”.

La Scuola di Teatro Colli: come è strutturata e che autori si studiano

Quanti sono attualmente gli allievi della sua scuola, quale l’età media, quali le materie e gli autori da affrontare?

“La Scuola è partita con la classe del Secondo Anno a metà ottobre e sono 8. Si tratta di allievi che, avendo superato tutti gli esami previsti nel primo anno, sono approdati al secondo e conclusivo periodo di studi. Per il Primo Anno, invece, sono in corso le selezioni e si partirà a metà novembre. I ragazzi e le ragazze provengono da ogni parte d’ Italia e l’età media è di 22 o 23 anni.

A scuola si insegnano le materie inerenti alla Recitazione, alla Voce, al Movimento espressivo, alla interpretazione della Canzone, alla Scrittura Drammaturgica, alla Recitazione Cine-Televisiva. Quest’ultima, in particolare, è stata di molto ampliata con una straordinaria casting director nazionale che è Loredana Scaramella, con la quale lavoriamo da 10 anni. Riguardo la scelta degli autori, noi prediligiamo i contemporanei inglesi e americani: Pinter, Albee, Williams e Miller”.

Secondo lei il talento è innato o si può acquisire con lo studio e l’esercizio?

“Il talento? Eduardo tanti anni fa in una lezione al Teatro La Pergola di Firenze ci disse: ‘Attori si nasce!’. Confermo questa affermazione specificando che la Scuola serve maieuticamente a tirar fuori quello che già comunque esiste”.

Dall’omaggio ad Anita Garibaldi al Dante Esoterico, dal laboratorio teatrale alla storia di Enzo Tortora

Oltre alla scuola di recitazione quali altre attività e spettacoli state portando o avete portato avanti in quest’ultimo periodo?

“Abbiamo prodotto col Comune di Ravenna lo spettacolo intitolato L’Attesa, andato in scena durante l’estate scorsa a Castiglione e Montefiore Conca, in occasione dei 200 anni della nascita di Anita Garibaldi.

Sempre in tema di celebrazioni, in occasione dei 700 anni della morte di Dante Alighieri, abbiamo riallestito il recital/concerto Dante Esoterico, con la partecipazione della nostra ex allieva Asia Galeotti e con la musica dal vivo del nostro ormai celebre ex allievo Franco Eco.

In più, in quel di Assisi, nel grande Teatro Lyrick abbiamo riallestito da poco Enzo Tortora/Storia di un galantuomo

A proposito di quest’ultimo spettacolo, è ancora viva la memoria sul personaggio televisivo di Tortora, a distanza di così tanti anni?

“Certamente. Lo spettacolo, su drammaturgia del nostro docente Michele Cosentini, andato in scena a distanza di oltre tre anni dall’ultima replica, è stato un clamoroso successo, alla presenza della ex compagna di Tortora. Segno che questo personaggio, come vittima sacrificale di una giustizia malata, è ben presente nella memoria collettiva.

E’ stata un’estate davvero impegnativa dopo il dramma Covid. Ora stiamo proseguendo con Dante Esoterico in Sudan, a Karthoum, dove siamo stati invitati dalla Farnesina, poi torneremo a Ravenna al Teatro Alighieri.

Infine, vogliamo proseguire l’esperienza ventennale del Piccolo Principe, il laboratorio teatrale per gli adolescenti nelle scuole che sta riscontrando un successo sempre crescente grazie ad Alessandra Cortesi che da 12 anni lo dirige”.

L’influenza di Carmelo Bene e del teatro della phoné

A proposito del Dante Esoterico: è stato apprezzato soprattutto per la grande attenzione alle potenzialità della voce e alla parte sonora dello spettacolo. Può raccontarci qualcosa a proposito di questo aspetto? E’ stato influenzato dal teatro della phoné di Carmelo Bene?

“In effetti lavoro professionalmente su Dante dal 1984, sotto l’influenza della magia di Carmelo Bene che lo aveva interpretato a Bologna proprio 40 anni fa esatti. Tredici anni fa, il fortunato incontro con Franco Eco, mio ex allievo, noto compositore di musiche da film, che ha aggiunto all’endecasillabo e alla mia voce tutte quelle prospettive sonore elettroniche che hanno reso ancor più visibile l’incredibile mondo fantasy del Poeta”.

Emanuele Montagna, la passione per Stanislavskij, i premi e le produzioni

Conosciamo meglio il regista Emanuele Montagna dando un’occhiata alla sua biografia professionale. Attore, regista e docente universitario, formatosi prima all’ Accademia d’Arte Drammatica dell’Antoniano di Bologna e poi specializzatosi, appunto, sul Metodo Stanislavskij-Strasberg negli Usa, ha vinto nel corso della sua lunga carriera numerosi premi.

Nel 1993 il Premio Giosuè Carducci per il Teatro e nel 2003 il Premio internazionale Rodolfo Valentino per la Comunicazione, mentre nel 2008 ha vinto il Premio dell’Avvocatura Veneziana “Carlo Goldoni”. Laureato in Giurisprudenza, ha insegnato Tecniche di Comunicazione della persuasione al dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara dal 2001 al 2015.

Direttore e interprete di un centinaio di spettacoli teatrali, ha lavorato anche nella fiction televisiva La Squadra su Rai 3 ed è stato tra gli attori protagonisti della fiction Pietro Mennea, la freccia del sud, sceneggiato da Simona Izzo per la regia di Ricky Tognazzi e prodotto da Rai1 Fiction nel 2015. E’ stato, infine, produttore e interprete del film Sono viva, credo… del 2005, diretto da Giovanni Bonicelli sulla strage di Marzabotto nel 1944 ad opera dei nazisti.

Nella foto sopra: da sinistra Asia Galeotti, Franco Eco e in basso, Emanuele Montagna – photocredit Gino Rosa

La drammatica svolta: colpo di Stato in Sudan, Montagna e Galeotti già rientrati. Eco in albergo protetto dall’Ambasciata

Proprio in concomitanza con la pubblicazione della nostra intervista, i media hanno diramato la notizia del colpo di Stato ad opera dei militari nel Sudan, dove Montagna si trovava insieme ad Asia Galeotti e Franco Eco, ospiti della Farnesina a Khartoum, durante la Settimana della Celebrazione delle lingua italiana.. Mentre lui e l’attrice sono riusciti a rientrare in Italia nelle prime ore del mattino di ieri, 25 ottobre, il musicista Franco Eco, che aveva deciso di intrattenersi ancora qualche giorno per partecipare Sama International Music Festival, insieme ad altri musicisti provenienti da tutto il mondo, si trova attualmente in un albergo, protetto da un carabiniere dell’Ambasciata italiana.

Auguriamo di tutto cuore a Franco Eco di fare ritorno il prima possibile a casa e che per la drammatica situazione nel Paese africano si trovi al più presto una soluzione pacifica. Musica e teatro sono da sempre veicolo di pace e di condivisione, che possono e devono poter continuare ad esistere ovunque. Vi terremo aggiornati sulla situazione attraverso le news nei prossimi giorni.

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