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Luigi Pirandello, perché è sempre una sfida avvincente portarlo in scena

Luigi Pirandello, perché è sempre una sfida avvincente portarlo in scena

Indice dell'articolo

Tra gli autori più rappresentati a teatro c’è sicuramente Luigi Pirandello, del quale ricorre in questi giorni l’anniversario della nascita, il 28 giugno 1867. Scrittore, drammaturgo e poeta, Premio Nobel per la letteratura nel 1934, autore di opere teatrali come Così è (se vi pare) rappresentato per la prima volta nel 1917, o i drammi Sei personaggi in cerca d’autore nel 1921 ed Enrico IV nel 1922. Sono solo alcune delle sue opere più conosciute e proprio a proposito a queste ultime due vorremmo dedicare un focus, per approfondire le tematiche di Pirandello e l’influenza che questo straordinario autore continua ad esercitare su registi e autori contemporanei. 

Lo facciamo con Beatrice Meloncelli, regista della Compagnia Le Acque di Bergamo, che proprio in questi giorni ha portato in scena  le due opere nella città di Bergamo con gli allievi della scuola di recitazione.

La rivoluzione di Luigi Pirandello con il concetto di teatro nel teatro

Nel vostro repertorio le opere di Pirandello hanno un ruolo considerevole. Cosa vi colpisce di Luigi Pirandello e in particolare dei personaggi de I sei personaggi in cerca d’autore ed Enrico IV?

Beatrice Meloncelli: “Come regista mi colpisce l’estrema attualità dell’autore, la molteplicità dei temi affrontati con un repertorio estremamente fecondo su vari generi. Considero Sei personaggi in cerca d’autore l’opera più rivoluzionaria e meravigliosa di Luigi Pirandello. L’aver creato il concetto di Teatro nel teatro, successivamente rivisto in Enrico IV, è semplicemente geniale. Per noi è un concetto scontato e spesso usato nella drammaturgia contemporanea ma all’inizio del’900, nessuno lo aveva mai usato e creò tantissimo scalpore. 

luigi pirandello enrico IV

I temi dell’Incomunicabilità e delle Maschere in Sei personaggi in cerca d’autore 

Sei personaggi in cerca d’autore mi affascina tantissimo, è un copione contemporaneo e più che mai fonte di riflessione, sviluppa il tema a me caro dell’incomunicabilità che imperversa nella nostra società, creando tantissimi problemi e sofferenze. Tema che verrà successivamente ripreso nel teatro dell’assurdo con autori che amo molto, come Beckett e Ionesco:

‘Il padre: Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo d’intenderci; non c’ intendiamo mai!

Estratto da “Sei personaggi in cerca d’autore”

Le diverse maschere che ogni uomo ha dentro di sé con le sue varie personalità, è l’altro tema importante trattato nell’opera che mi appassiona e che mi ha spinto a rimettere in scena lo spettacolo:

‘Il padre: Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi –  veda – si crede uno ma non è vero: è tanti, signore, tanti, secondo tutte le possibilità d’essere che sono in noi: uno con questo,uno con quello – diversissimi…”.

Estratto da “Sei personaggi in cerca d’autore”

L’insegnamento dei maestri del ‘900: Stanislavskij, Grotowski e Barba

Recitare in Sei personaggi in cerca d’autore o in qualsiasi altra opera di Luigi Pirandello per un attore della scuola “Teatrando”. Come regista, quali sono i primi consigli principali che dà ai suoi attori e attrici?

B.M.: “I consigli che cerco di trasmettere ai miei allievi/attori e che sono il cardine del mio lavoro, sono la continua ricerca di se stessi, l’ampliamento del proprio potenziale, il superamento dei limiti imposti. L’andare oltre le strade conosciute e  le soluzioni facili che sono frammentarie.

Arrivare alla consapevolezza che è poi la ricerca della verità, questo vale nella vita ma anche in scena: Il teatro è vita. Utilizzo oltre ad una mia personale ricerca in diversi ambiti, la ripresa dei grandi insegnamenti dei maestri del’900. Da Konstantin Stanislavskij, Jerzy Grotowski a Eugenio Barba. Ricordiamo che per la formazione dell’attore, Stanislavskij applicò il suo metodo che si basava sull’approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell’attore. I risultati dei suoi studi furono raccolti in volumi. Nel 1938 pubblicò Il lavoro dell’attore su se stesso e nel 1957 uscì postumo Il lavoro dell’attore sul personaggio.

Non modernizzare il linguaggio in opere non recenti e ridurre il testo piuttosto che aggiungerlo

Per quanto riguarda il lavoro sul copione di capolavori non attuali, prediligo non modernizzare il linguaggio che risulta così un po’ arcaico e complesso ma racchiude la bellezza e aiuta a contrastare il fenomeno dell’estremo  impoverimento e appiattimento del nostro lessico che è uno dei problemi dell’attuale comunicazione (non ci capiamo quasi mai, le parole non bastano… Se poi si riducono ulteriormente come intenderci?…). Infine tendo a non aggiungere nulla al testo ma se mai, in alcuni casi a ridurlo, per donare ritmo e freschezza allo spettacolo, perché i tempi di attenzione del pubblico, sono notevolmente ridotti rispetto al passato”.

C’è un personaggio pirandelliano al quale è particolarmente affezionata? 

B.M.:“No non c’è n’è uno in particolare ma molti”.

Qual è stato il suo primo approccio con le opere del drammaturgo?

B.M.: “Il primo vero approccio lo ebbi all’università. L’esame di italiano verteva prevalentemente sull’opera di Pirandello, avevamo una docente carismatica che ci appassionò con le sue lezioni di quest’autore così avvincente”.

L’attualità di Luigi Pirandello oggi secondo lei

B.M.: “Pirandello rimane un autore attualissimo avendo trattato infiniti temi con acutezza, intelligenza e con risvolti psicologici, pensiamo solo all”Enrico IV” incentrato sul tema della pazzia, conosciuta e vissuta dall’autore per la malattia della moglie. Tematica molto difficile, sia da comprendere che da trattare se non con estremo rispetto e competenza:

Enrico IV: Preferii restare pazzo e vivere con la più lucida coscienza la mia pazzia […] questo che è per me la caricatura, evidente e volontaria, di quest’altra mascherata, continua, d’ogni minuto, di cui siamo i pagliacci involontari quando senza    saperlo ci mascheriamo di ciò che ci par d’essere […] Sono guarito, signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio, quieto! – Il guaio è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla e senza vederla la vostra pazzia. […] La mia vita è questa! Non è la vostra! –La vostra, in cui siete invecchiati, io non l’ho vissuta!’”.

Estratto da “Enrico IV”
Luigi Pirandello
sei personaggi in cerca d'autore
Luigi Pirandello, autore di Sei personaggi in cerca d’autore e Enrico IV

Il teatro non dà certezze, ma emozioni, domande, parti di verità

Le chiedo, infine, di parlare, in sintesi, della compagnia teatrale Le Acque:quando e come è nata, quanti attori/attrici ne fanno parte, quali le vostre scuole di recitazione di riferimento e gli autori decisivi per la vostra formazione e in particolare della sua come regista.

B.M.:“Nel 1996 fondo a Bergamo, la compagnia teatrale Le Acque e incentro tutto il lavoro sulla mia personale ricerca di regista e dramaturg. Negli anni rimango la componente stabile della compagnia, mentre gli altri artisti, ora una decina, collaborano a singoli progetti. Da sempre sento un forte legame con il teatro, continuamente mi affascina e mi lega ad esso; credo sia un prezioso strumento di crescita per chi lo fa e per chi lo riceve, un mezzo che non offre certezze o la verità assoluta ma emozioni, immagini, sensazioni, domande, parti di verità. 

Il teatro come mezzo di esplorazione dell’universo umano e la formazione al Dams

Teatro nel tentativo di rispecchiare le varie sfaccettature della vita, per meglio riconoscersi e per progettare una realtà diversa, preferibile a quella presente. Sin dall’inizio del mio lavoro gli spettacoli sono stati tutti incentrati su tematiche sociali, gli autori li scelgo in base all’argomento che mi interessa analizzare e mettere in scena, oppure perché voglio approfondire l’opera del singolo drammaturgo. Per me è fondamentale esplorare l’universo umano e riflettere sui diversi aspetti della personalità e dell’anima per poter arrivare attraverso la conoscenza, alla consapevolezza. 

Ho anche creato spettacoli per bambini, affrontando un’espressività più magica e colorata, con particolare attenzione all’aspetto educativo pedagogico e al linguaggio, dopo decenni di lavoro nelle scuole.

Teatro contemporaneo per sperimentare: in scena il teatro dell’attore, il suo corpo, la sua voce e la sua parola.

Il mio grande riferimento è stato il Dams, in questa università feci degli esami fondamentali con docenti di rilievo, laureandomi sulla critica teatrale. L’ambiente bolognese e tutti i miei compagni hanno senz’altro contribuito a rendere tutto estremamente stimolante, sia culturalmente che socialmente. Per quanto riguarda le scuole di teatro, sono state diverse così come i corsi di aggiornamento, molteplici, costantemente motivanti e arricchenti.

“In un corso l’argomento trattato è secondario, prioritario è l’approccio al gruppo”

Infine una breve descrizione delle altre attività, quali appunto la scuola direcitazione Teatrando, i corsi di teatroterapia e i corsi di aggiornamento (da chisonotenuti equalitematichetrattano)

“La realizzazione di spettacoli è uno dei vari settori di cui ci occupiamo: laboratori di teatro nelle scuole di vario ordine e grado (dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di 2°grado); corsi di formazione e aggiornamento per aziende, professionisti ed insegnanti; corsi di recitazione personalizzati; teatro terapia in ambito sociale.

I corsi sono tenuti da me o da altri collaboratori, in base alle competenze e  alla disponibilità, le tematiche variano sempre dal singolo progetto. L’argomento trattato è secondario, prioritario è l’approccio al gruppo, l’empatia che si crea, le competenze del docente e quello che si riesce a trasmettere per la crescita del singolo. Il teatro è usato come strumento meraviglioso perché completo ma mai come fine. Luogo dei mondi possibili, è sinonimo di ricerca, di studio e di conoscenza.

Da anni curo collaborazioni artistiche in spettacoli teatrali, ho partecipato a produzioni televisive, eventi di teatro di strada, realizzato cortometraggi e videoclip.

In diversi anni ho organizzato e curato la direzione artistica di alcune rassegne teatrali in provincia di Bergamo tra cui: Serate d’attore, Domenica a Teatro e Letture teatraliestive.

Infine ho fondato e curo la direzione artistica da 23 anni di Teatrando la scuola di teatro a Bergamo, con corsi quinquennali per adulti, bambini e ragazzi che ha ottenuto ottimi risultati: 2.270 iscrizioni, 89 spettacoli e 13.200 spettatori”.

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