Il teatro amatoriale italiano: intervista al Presidente di F.I.T.A Carmelo Pace

In questo articolo Rebecca Luparini ti parlerà di:

Il Teatro amatoriale in Italia costituisce una fetta molto importante del settore dello spettacolo. Tantissimi attori, probabilmente la maggior parte, muove i suoi primi passi sul palcoscenico di qualche piccolo teatro grazie a una compagnia amatoriale.

Nel corso della mia esperienza ho avuto modo di constatare con i miei occhi che, almeno in Italia, “Amatoriale” non è affatto sinonimo di “Scadente”. Ho visto spettacoli teatrali amatoriali degni di essere rappresentati nei migliori teatri d’Italia e attori che seguono questa loro passione soltanto la sera dopo il lavoro interpretare i loro personaggi a livelli altissimi.

Ho sempre pensato che il Teatro amatoriale in Italia ha una sua dignità e non andrebbe assolutamente snobbato.

D’altra parte rappresenta la valvola di sfogo artistica per tutte quelle persone che hanno una fortissima passione per la recitazione, ma che non hanno la determinazione o il contesto giusto per tentare di portare avanti una carriera di attore a livello professionistico.

Il settore dello spettacolo e del Teatro in particolare è ormai da molto tempo in crisi, anche prima del covid. C’è poco mercato e l’ambiente professionale è estremamente competitivo, poco trasparente e difficile da affrontare. Non ci deve sorprendere quindi che molti attori, mossi soprattutto dalla passione, decidano di vivere la recitazione in un modo più puro, divertendosi a recitare, senza le complicate implicazioni che la professione si porta dietro.

Il Teatro amatoriale permette questo. L’aspetto economico resta in secondo piano, rispetto alla possibilità di esprimere la propria arte, la propria creatività e la propria passione.

La Federazione Italiana Teatro Amatoriale (FITA)

Una delle realtà più importanti del Teatro Amatoriale Italiano è la FITA. Una Federazione che riunisce tantissime Associazioni artistiche e Enti del terzo settore, con lo scopo di stimolare e promuovere la diffusione del Teatro e la gestione degli spazi teatrali. Organizza eventi di formazione artistica e molte altre attività volte a sostenere il Teatro amatoriale in Italia.

Per conoscere meglio il mondo del Teatro amatoriale italiano e in particolare le attività della FITA, abbiamo intervistato il Presidente Nazionale, Carmelo Pace.

Presidente Nazionale di FITA, Carmelo Pace

1) Iniziamo conoscendo meglio la FITA. Da quanti anni siete attivi? Quali sono state le esigenze che hanno portato i fondatori a creare un’associazione che rappresentasse il Teatro amatoriale italiano? Di cosa vi occupate e quali sono i servizi che proponete ai vostri associati?


La F.I.T.A. nasce nel dopo guerra (1947) all’interno dell’ENAL (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori), ente che si occupava del “dopo lavoro”, cioè di tutte quelle attività promosse per l’occupazione del tempo libero dei lavoratori.

Nel 1972, a seguito della soppressione di questo ente, si è costituita formalmente in forma autonoma come associazione senza scopo di lucro, assumendo la denominazione di Federazione perché ad essa aderivano ed ancora oggi aderiscono gli enti del terzo settore che svolgono attività teatrale e culturale in genere.

La finalità dei fondatori, che con modalità diverse è quella tuttora perseguita, fu di mettere insieme i gruppi che allora erano definiti GAD (Gruppi d’arte drammatica) e che svolgevano attività teatrale non da professionisti, cioè dedicando a tale attività il tempo libero.

Allora era già sentita l’esigenza di valorizzare gli scambi di esperienza tra gruppi portatori di tradizioni diverse, ma saldati da un’unica passione, e di avere un’organizzazione che li rappresentasse e che si occupasse dei loro problemi.

Nel tempo, con l’evoluzione del settore sia in termini numerici che di qualità della proposta artistica, la F.I.T.A. ha assunto una rilevante funzione di promozione del settore e dell’attività delle compagnie iscritte, oltre ad assistere i propri associati per gli aspetti giuridici, fiscali ed assicurativi.

Ha accompagnato, assistendoli con esperti del settore, nei profondi mutamenti normativi di questi ultimi anni del terzo settore, ambito nel quale essi si collocano di diritto. Ha, inoltre, potenziato la sua funzione formativa, anche nel settore artistico, con numerosi progetti nazionali rivolti in particolare ai giovani e al teatro sociale.

Possiamo dire con orgoglio che oggi chi si rivolge a F.I.T.A. trova sempre una risposta ai suoi dubbi o ai suoi problemi e, soprattutto, entra in una comunità che valorizza e conferisce maggiore dignità alla propria passione per il teatro.

2) Facciamo un po’ di numeri, per riuscire a farsi un’idea chiara delle dimensioni del Teatro amatoriale in Italia. Esistono delle statistiche recenti su quanti spettacoli, quanti attori, quante compagnie amatoriali operano in Italia ogni anno? 

Intanto è bene fare un distinguo tra il Teatro Amatoriale organizzato e quello occasionale.

Vi sono esperienze che nascono e finiscono subito proprio perché occasionali.

Diversa e più da attenzionare è l’attività di quei gruppi costituiti formalmente (per lo più in forma di associazione non profit) e che quindi svolgono un’attività continuativa nelle comunità in cui operano.

Proprio per questo il “dato spettacolo” è e rimarrà sempre parzialmente rappresentativo dell’attività e della funzione del Teatro Amatoriale.

Le associazioni a noi aderenti spesso propongono corsi di avvicinamento o di perfezionamento al teatro, attuano progetti con le scuole di ogni ordine e grado, collaborano con comunità terapeutiche e di recupero e così via.

Ciò detto, anche il solo “dato spettacolo” consente di avere la dimensione del settore che per altro rende anche l’idea dell’aspetto economico del settore.

Non bisogna mai dimenticare che, anche se l’attore o gli altri componenti della compagnia amatoriale non vengono remunerati, la messa in scena e la rappresentazione di uno spettacolo determina costi per i servizi connessi e, quindi, lavoro: realizzazione della scenografia, tecnici del fonico e delle luci, trasporti, affitto dei teatri e così via.

Non escluderei da questo calcolo anche l’indotto connesso alle numerose trasferte delle compagnie amatoriali (pranzi, albergo…) e l’organizzazione di rassegne e festival.

Ma andiamo ai dati.

Partiamo dal fatto che oggi è impossibile avere un dato certo sulle associazioni che svolgono attività di teatro amatoriale. Possiamo azzardare dei numeri sulla base delle associazioni iscritte a enti vari.

Tra le federazioni specialistiche come la nostra, che è la più numerosa e viaggia su numeri medi di 1400/1500 associazioni iscritte, possiamo stimarne 3.000.

Tenendo conto delle associazioni iscritte a enti non specialistici e quelle che non sono iscritte ad alcun ente, possiamo giungere ad una stima molto approssimativa di 13.000/15.000 associazioni su tutto il territorio nazionale.

Un dato più attendibile potrebbe risultare dall’istituzione del Registro Unico nazionale del terzo settore, quando sarà definito, ma sarà sempre parziale perché l’iscrizione a questo registro – anche se opportuna – non è obbligatoria.

Il dato più attendibile potrebbe derivare dagli spettacoli.

E qui casca l’asino … o meglio la Siae.

Nonostante la Siae preveda nei suoi “listini prezzo” la differenziazione tra permessi di rappresentazione chiesti da professionisti e amatoriali, non ha mai pubblicato i dati differenziati, ma solo aggregati per genere (teatro etc.).

Non mi domandate perché. Noto solo che la Siae fornisce i dati sui permessi rilasciati a compagnie amatoriali per anno e con la specifica regionale ad un costo di circa 2.000,00 euro, oltre iva.

Faremo anche questo sacrificio pur di avere dei dati “certificati”. Ma questo lascia riflettere.

Chiunque, tuttavia, può rendersi conto come il movimento del teatro amatoriale potrebbe essere quantificato in almeno la metà degli spettacoli rappresentati, ove l’osservatorio 2015 Siae, tra teatro-rivista e commedia musicale, pubblica un dato complessivo di circa 88.000 spettacoli.

3) Negli anni prima dell’emergenza covid, quale era la situazione del Teatro amatoriale in Italia? Quali erano le difficoltà principali che si trovava ad affrontare? Tenendo conto che probabilmente queste problematiche non spariranno in seguito alla ripresa post-pandemia, quali soluzioni si potrebbero adottare per migliorare il settore?


Sul piano del riconoscimento giuridico avevamo compiuti diversi passi avanti anche a seguito di un incontro con il ministro Franceschini, promotore della nuova legge quadro sullo spettacolo dal vivo.

Sul piano della produzione il teatro amatoriale aveva sempre più acquisito spazi, anche grazie alla proficua collaborazione con gli enti territoriali.

Le difficoltà erano e sono ancora rappresentate dai costi rilevanti (soprattutto dei teatri), dall’esclusione del Teatro amatoriale dalle misure di finanziamento e della poca attenzione della Siae per questo settore.

Non cerchiamo soluzioni, ma percorsi che conferiscano definitivamente la dignità, anche formale, al ruolo del teatro amatoriale che opera in settori diversi da quello professionistico, ove spesso quest’ultimo per vocazione e per finalità tipiche non può arrivare.

Ritengo che debba fare riflettere le istituzioni proprio il contributo che il teatro amatoriale ha dato e sta dando alla ripresa post-pandemica: in ogni luogo ed in ogni maniera le nostre associazioni sono state da esempio e da stimolo perché l’attività riprendesse e si potesse ricreare la fiducia e la voglia di partecipare agli spettacoli.

Il Teatro amatoriale è un’ottima scuola di teatro e di vita

4) Spesso il teatro amatoriale rappresenta la prima esperienza di ogni attore alle prime armi. E molte volte gli artisti preferiscono restare in questo ambito, piuttosto che dedicarsi al professionismo. Che possibilità di carriera ci sono nel Teatro amatoriale? È possibile diventare “famosi”? L’amatorialità implica necessariamente la mancanza del fine di lucro, oppure è possibile guadagnarsi da vivere in questo settore?

Cominciamo col dire che la mancanza del fine di lucro è l’elemento caratterizzante dell’attore amatoriale.

Questo significa che non è il suo lavoro e non trae reddito dalla sua attività.

La carriera, intesa come la scelta di fare l’attore per professione, è sempre dietro l’angolo. Ma appunto è una scelta e sicuramente questa diventa più consapevole se dietro c’è un’esperienza di teatro amatoriale che, oltre a fornirti l’esperienza artistica, ti fa comprendere se può essere il tuo futuro professionale.

In questo senso il teatro amatoriale è un’ottima scuola di teatro e di vita.

Molti sono gli esempi di attori nati in Fita e poi diventati professionisti con diversi successi in carriera.

Quanto al “guadagnarsi da vivere”… Nel settore non vi sono solo attori, registi etc.

Com’è evidente, l’attività di una compagnia amatoriale è comunque organizzata come una piccola azienda.

L’obiettivo non è il profitto, che invece di essere distribuito tra i soci viene reinvestito nell’attività. L’attività coinvolge diverse competenze che possono essere fornite da soggetti che ne fanno il loro lavoro.

La risposta è dunque: l’attività teatrale amatoriale può consentire anche di “guadagnarsi da vivere”, anzi consente a tanti di lavorare.

Che qualcuno cominci a meditare, dopo aver compreso o meglio smettendo di far finta di non comprendere il rilievo economico che ha il Teatro amatoriale.

Gruppo FITA a Montecarlo

5) Le possibilità offerte dalle nuove tecnologie vengono accolte positivamente nell’ambito del Teatro amatoriale? Il settore è generalmente favorevole o restio all’introduzione nella pratica di tutti i giorni di nuove applicazioni, software o strumenti che possono semplificare o rendere più efficiente il lavoro?


Mi permetto di dire che la nostra Federazione è un esempio di come i nuovi strumenti tecnologici possano diventare un ausilio importante all’attività teatrale, sia pure svolta in forma amatoriale.

Il nostro sistema informatico che gestisce tutta la parte amministrativa centrale e delle strutture periferiche e che consente ai nostri associati di effettuare tutte le formalità on line è ormai in uso da anni. È stato sempre aggiornato e soprattutto è ormai utilizzato con successo dai nostri iscritti.

Consente di iscriversi on line e di gestire una pagina riservata, ove vi è anche la possibilità di utilizzare un sistema di redazione ed archiviazione di documenti, dei bilanci e della gestione contabile e fiscale.

La comunicazione avviene ormai da tempo a mezzo mail, abbiamo una newsletter, una pagina Facebook e Instagram. Poi la nostra FITA.TV, che consente la visione di appuntamenti informativi e formativi che rimangono nella piattaforma visibile a tutti sul nostro sito internet.

Nel tempo abbiamo costruito un sistema integrato che assicura la comunicazione in tempo reale con i nostri associati e la promozione di tutti i loro eventi.

Tutto questo per altro ci ha permesso di mettere in campo numerosi appuntamenti nel periodo della pandemia che hanno mantenuto vivo l’interesse del nostro pubblico e lo scambio tra gli associati.

Sul restio o favorevole: è la qualità della proposta che deve essere vincente. Se la proposta tecnologica è vincente perché riesci a far comprendere quanto sia anche utile, riesci a superare quella ritrosia che potrebbe esserci in un settore legato a sistemi tradizionali.

In tutto questo non facciamo mancare il contatto diretto e “dal vivo” con una segreteria nazionale dove operano due dipendenti e con l’attività dei nostri rappresentanti nel territorio.

6) Dal punto di vista istituzionale, qual è il riconoscimento del Teatro Amatoriale nella legislazione attuale? Secondo voi quali miglioramenti sarebbero necessari per una maggiore tutela?

Come detto, la riforma dello spettacolo dal vivo promossa nel suo primo mandato dal Ministro Franceschini introduce un riconoscimento del teatro amatoriale nel settore dello spettacolo dal vivo.

Era tuttavia una legge delega e come tale il passaggio fondamentale sarebbero stati i decreti attuativi. Purtroppo, il percorso si è fermato anche a causa della pandemia, periodo nel quale giustamente ci si è concentrati sulle difficoltà a cui andavano e vanno incontro i lavoratori dello spettacolo.

Condividiamo la priorità, ma adesso è venuto il momento di riprendere il percorso, dimostrando di essere convinti della fondamentale funzione del teatro amatoriale nello spettacolo dal vivo, non solo per il valore sociale e culturale, ma anche perché rappresenta una consistente parte economica del settore.

Sicuramente andranno riviste alcune norme del Fondo Unico dello Spettacolo (FUS).

Un passaggio fondamentale dovrà essere anche quello di dare delle direttive univoche alle regioni.

Sappiamo che operiamo nel campo di una competenza legislativa concorrente tra Stato e Regioni. Ma molta capacità e funzione di spesa è delle regioni. Non è ammissibile che alcune regioni abbiano emanato leggi con le quali riconoscono e sostengono l’attività del teatro amatoriale ed altre no.

Questo, legato all’istituzione del registro Unico del Terzo Settore, è il passaggio fondamentale.

Con questo strumento lo Stato ha giustamente chiesto che il settore non profit e quindi anche quello dell’associazionismo culturale si adeguasse e accettasse di essere qualificato con l’inserimento in un registro nazionale.

Non puoi chiedere dei giusti adeguamenti e di sottoporti a dei controlli se poi non dai dignità con il riconoscimento ad essere inserito nei vari percorsi di finanziamento con pari diritto degli altri.

Il Teatro amatoriale è il vero Teatro per Tutti

Grazie alle risposte del Presidente di FITA Carmelo Pace, siamo riusciti ad avere uno sguardo d’insieme più approfondito del Teatro amatoriale italiano.

Noi di Teatro per Tutti riteniamo che il Teatro amatoriale rivesta un ruolo fondamentale nella diffusione del Teatro e della recitazione, proprio perché rappresenta il primo passo di avvicinamento al mondo dello spettacolo per decine di migliaia di persone.

L’attività delle associazioni come la FITA è molto importante per unificare un settore fluido e frammentato come questo, ma che se opportunamente riconosciuto e supportato dalle istituzioni può generare innumerevoli effetti benefici sia a livello economico che sociale.

Attraverso i corsi di formazione, le scuole di teatro e la possibilità di mettersi alla prova sul palco, le compagnie amatoriali rendono il Teatro più accessibile alle persone, diffondendo la cultura e l’apprezzamento per questa forma d’arte.

Rappresentano la prima linea nella missione di portare il Teatro…a tutti.

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