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Il monologo di Beatrice da “Le Beatrici”, di Stefano Benni

In questo articolo Rebecca Luparini ti parlerà di:

Dopo aver fatto la conoscenza della giovane Rosaria creata da Eduardo De Filippo, parliamo del monologo di una Beatrice davvero particolare, nata dalla geniale penna di Stefano Benni.

Ad interpretare per noi questo monologo brillante è Mariagiulia Luzzi.

Potrai vedere il video del suo monologo nel Canale YouTube ufficiale di Teatro per Tutti .

Se vuoi sfidare la nostra attrice e amica, dando la tua versione di questo monologo, allora vedi come fare entrando a far parte del gruppo facebook “Monologo del Mese“, o visitando la pagina web del nostro sito “Monologhi“.

Perché Beatrice?

La scelta di inserire questo monologo nella nostra rubrica, nasce dall’esigenza di fornire alle attrici un pezzo teatrale brillante in cui sviluppare o migliorare la propria comicità.

E la Beatrice creata da Stefano Benni è davvero un personaggio divertente, in cui dare libero sfogo alla nostra vena più comica.

Chi è Beatrice?

La Beatrice di Stefano Benni è la Beatrice Portinari decantata e resa celebre nel mondo da Dante Alighieri.

Ma non aspettatevi la Beatrice dolce, delicata e “tanto gentile e tanto onesta” che ci ha tramandato il Sommo Poeta.

Nel suo monologo la Beatrice di Stefano Benni è una figura femminile sospesa tra il passato e il presente.

Deve sottostare alle regole della società trecentesca in cui è inserita, ma ha la vitalità e la mentalità di una ragazza d’oggi.

E, attraverso i suoi tarocchi, sembra conoscere alla perfezione i problemi che affronta l’Italia dei nostri giorni. Problemi che sbatte in faccia allo spettatore senza peli sulla lingua, in maniera assai schietta, diretta e sarcastica.

Non è assolutamente una ragazza ingenua, ma al contrario sa quel che vuole, solo che è imbrigliata in una società che la costringe ad aspettare che il Vate faccia il primo passo.

“Le Beatrici”

La Beatrice Portinari di Stefano Benni non è inserita in un testo teatrale canonico, ma in una raccolta di otto monologhi, tutti femminili, attraverso i quali l’autore ci illustra svariate sfaccettature della società odierna. Ti consiglio vivamente di leggerlo (lo trovi su amazon a questo link)

Fin dal titolo che ha voluto dare alla sua raccolta, “Le Beatrici”, Benni dissacra il ritratto femminile idealizzato, che vuole la donna delicata, buona e gentile, facendo quindi proprio riferimento alla Beatrice Portinari elogiata da Dante.

E questa demitizzazione della donna idealizzata inizia proprio con Beatrice Portinari, per poi proseguire con i ritratti delle altre sette donne.

Tutte le protagoniste di Benni posseggono un animo forte e determinato e hanno una personalità davvero travolgente, pur essendo ognuna profondamente diversa dall’altra.

L’ironica e simpatica Beatrice di Benni, che ben ci fa capire quanto le importi poco di essere “angelicata” da Dante visto che ha delle pulsioni come tutti noi, è solo un primo assaggio di ciò che arriva dopo.

Ogni donna, mantenendo sempre l’ironia pungente del nostro Benni, è lo specchio senza filtri delle brutture della nostra società. E anche nel momento in cui la donna che si racconta sul palco sa essere dolce, rivela sempre la sua natura spietata se non addirittura crudele.

Ti lascio qui la mia recensione di “Le Beatrici” in modo da saperne qualcosa in più.

Il Monologo di “Beatrice”

Ogni monologo della raccolta di Benni è un racconto lungo e ben strutturato, attraverso il quale la donna che lo pronuncia si svela al pubblico.

Nel caso della nostra Beatrice, ho estrapolato solo una parte dell’inizio del lungo monologo che Benni ha affidato alla sua Beatrice Portinari. Ma è comunque esaustivo per capire il caratterino di questo stupendo e spassoso personaggio femminile!

Il testo del monologo

Oh, è curiosa la vita nel Medioevo! Che poi Medioevo lo dite voi, io dico milleduecentottantaquattro, poi voi lo chiamerete come vi pare… le epoche, si sa, gli si dà il nome più tardi. Le dittature, per esempio: se ne parla sempre male dopo, intanto però tutti se le puppano.

Eh ma io non devo parlare di politica, che qua ci si mette tutti nei guai. A Canappione gliene stanno capitando di tutti i colori coi guelfi, coi ghibellini, coi bianchi e coi neri …

Chi è Canappione? Ah scusate, io L’Alighieri lo chiamo così. Mia madre mi dice “Eh non t’azzardare che è un grande e importante poeta lui!”. Sì però di grande e importante c’ha pure il naso, via! C’ha un becco che pare una poiana, pare… una caffettiera! Anche se non è ancora stata inventata.

Insomma, lui fa il poeta ma si incazza con tutti e li mette tutti all’inferno! E ce l’ha con Pisa e con Arezzo, e con i papi e con gli arcivescovi. Mi sa che prima o poi lo fanno fuori! Lo mettono fuori dal palinsesto a legnate!

Mi dispiacerebbe? Oh, lo dico a voi in confidenza: io a quello non lo sopporto! Mi ha vista la prima volta che c’avevo otto anni, lui nove. Mica mi ha detto “si gioca insieme, ti regalo un gelato…” no… c’ha fatto dieci poesie di duemila versi, il piccino!

Ci siamo incontrati solo una volta, l’anno scorso, c’avevo diciotto anni e da allora sparito, di nebbia! Gli è timido dicono. E poi tutti a dire “Oh ma quanto sei fortunata! Quello è un poeta, ti dedicherà il capolavoro della letteratura italiana., ti renderà famosa, è come.. come uno sponsor – sponsor è una parola latina, non inglese – sai quante vorrebbero essere cantate da lui?” Sì va beh, ma io sono una donna eh, mica una serenata! Mica posso aspettare che abbia finito il capolavoro e che mi abbia angelicata e intanto io buona e zitta!

A diciannove anni, nel Medioevo, si è già nell’anticamera da zitelle! O magari poi ti capita un casino come Giulietta! Tac, secca a quindici anni poverella… o come Ofelia!

Oltretutto poi, bello non è. Mi passa a venti metri, lo vedo che mi guarda, sospira, si gratta il becco ma mai che si facesse avanti! O vien qui tosto, Dantino mio! Fammi, che so, un regalino, un anellino! Va beh’, non si può andare al cinema, allora portami almeno a vedere la piena dell’Arno! E poi mi dicono “Sii paziente, gli è un poeta, ti regala i suoi versi!” Eh, una bella fava!

E tu, come lo faresti?

Scommetto che ti è venuta la voglia di interpretare questa Beatrice così particolare!

Mariagiulia si è messa in gioco con entusiasmo e si è davvero divertita a interpretare questo monologo.

Come ripetiamo sempre, il video che proponiamo non vuole essere assolutamente l’indicazione di come deve essere fatto questo monologo, ma solo una sua possibile interpretazione.

E noi di Teatro per Tutti siamo curiosi di vedere come reciteresti tu queste parole.

perciò, bando alla timidezza e buttati!

Entra a far parte del nostro gruppo facebook “Monologo del Mese“e partecipa al nostro gioco! Puoi seguire le indicazioni presenti nel gruppo o leggerle nella nostra pagina web “Monologhi”.

Se ti interessa, ti segnalo i nostri articoli del tutorial di recitazione, che possono aiutarti a chiarire alcuni concetti base.

Ovviamente i nostri articoli non vogliono sostituirsi ad una buona scuola di recitazione, ma possono comunque tornarti utili! Infine non preoccuparti se pensi di non avere il “physique du rôle” o l’età giusta per recitare il personaggio di Beatrice, a noi va benissimo. Vogliamo vedere come la interpreteresti tu.

In poche parole, divertiti e rendi virale il teatro, assieme a noi! 🙂

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