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Monologo di Rose da “Le Cognate” di M. Tremblay

Monologo di Rose da “Le Cognate” di M. Tremblay

Torna la rubrica più amata di Teatro per Tutti, il Monologo del Mese. Con questo articolo facciamo la conoscenza di Rose Ouimet, “casalinga disperata” nata dalla penna del geniale drammaturgo Michel Tremblay. Il monologo è tratto dalla graffiante commedia Le Cognate, dove l’autore canadese racconta e denuncia lo spietato consumismo degli anni sessanta, attraverso la storia tragicomica di un gruppo di casalinghe.

A interpretare per noi questo monologo è… la sottoscritta! Puoi vedere la mia interpretazione nel video pubblicato sul canale Youtube di Teatro per Tutti.

Perché Rose Ouimet?

Ho scelto di interpretare proprio Rose e il suo monologo, perché denunciano con spietata semplicità quello che molte donne, ancora oggi, subiscono dall’uomo che hanno accanto.

Tremblay con la sua commedia non si limita a denunciare il consumismo imperante nella società occidentale degli anni sessanta. Dona allo spettatore anche una visione della condizione femminile di quel periodo. La donna è incastrata nell’immagine della brava e bella casalinga, il cui unico compito è accudire casa figli e soddisfare il marito.

E purtroppo, nonostante i tanti passi in avanti in fatto di emancipazione femminile, ancora oggi per tantissime persone le donne devono essere l’uniche ad occuparsi della casa e dei bambini.

Un situazione che, nell’epoca di ambientazione della commedia, porta le donne a conformarsi all’idea che la società impone loro. E che le rende inevitabilmente frustrate e cattive le une con le altre.

La commedia di Tremblay perciò, anche se ci fa ridere, ci porta ad una profonda riflessione sulla società.

Chi è Rose?

Le Cognate è una commedia corale, dove protagoniste sono un gruppo di casalinghe.

Sulla carta sono legate da rapporti di parentela e di amicizia, ma nella realtà sono invidiose l’una dell’altra. Spettegolano e si attaccano, non risparmiando cattiverie.

Rose Ouimet è la sorella di Germaine Louizon. È una casalinga che la vita ha reso insoddisfatta e arrabbiata. Pronta a giudicare in maniera spietata il prossimo, è in realtà invidiosa di chi sembra essere più felice di lei.

La trama di Le Cognate, di Michel Tremblay

Ambientata negli anni sessanta, protagoniste della commedia corale di Tremblay sono quindici donne.

La maggior parte di loro è casalinga e vive la propria vita con frustrazione. Vessate da mariti che non le comprendono e vogliono da loro solo una cosa, sono vittime inconsapevoli dello spietato consumismo di quegli anni.

Germaine, una delle casalinghe disperate è riuscita a raccogliere un sacco di punti- premio e chiama a raccolta sorelle, cognate e amiche perché l’aiutino a incollarli tutti quanti.

Forse ingenuamente, crede che quel pomeriggio possa svolgersi in armonia e serenità. Al contrario la sua casa diventerà teatro di inevitabili pettegolezzi, scontri e litigi tra queste donne frustrate e invidiose.

Tremblay ha scritto questa sua commedia nel 1965 ed è, giustamente, considerata un capolavoro della drammaturgia canadese.

Le Cognate è una commedia in cui comico e tragico si alternano in un equilibrio perfetto e che ci descrive con sensibilità il vuoto esistenziale delle donne protagoniste, vittime di un consumismo sfrenato e di una società ipocrita e falsa.

L'autore della commedia Le Cognate, Michel Tremblay
L’autore della commedia Le Cognate, Michel Tremblay

Il monologo di Rose Ouimet

Rose Ouimet pronuncia questo monologo sul finire della commedia. Lei e le altre donne hanno praticamente finito di incollare tutti i punti – premio di Germaine ma, come detto, non è stato un pomeriggio piacevole.

tutte non hanno fatto altro che spettegolare, giudicare il prossimo e litigare tra di loro.

Neanche Rose si è risparmiata. In occasione di uno dei tanti pettegolezzi venuti fuori, Rose afferma che le ragazze madri possono far compassione solo nei film, perché in realtà se si sono ritrovate in quella condizione la colpa è soltanto loro.

Rose afferma inoltre che sua figlia Carmen non si dovrà mai ritrovare in una situazione del genere, perché altrimenti sarebbe la prima a cacciarla di casa.

Da questo spietato giudizio, nasce un litigio con una delle altre donne che porterà Rose a fare la riflessione che leggerai nel monologo qui sotto.

Sì la vita è la vita, e non ci sarà mai nessun maledetto film francese che riuscirà a descriverla: Ah! E’ facile per un’attrice far compassione in un film! Lo credo bene. Quando ha finito di lavorare, la sera, se ne torna nella sua reggia da centomila carte, e si sdraia in un letto grande due volte la mia camera!

Ma noialtre, quando ci svegliamo la mattina…(Pausa) Quando io mi sveglio, la mattina, lui è sempre lì che mi guarda… Mi aspetta. Tutte le mattine che Dio comanda, lui si sveglia prima di me, e mi aspetta. E tutte le sere che Dio comanda, va a letto prima di me, e mi aspetta. E’ sempre lì, sempre addosso a me, appiccicato come una sanguisuga! Porca puttana! Questo non lo dicono, nei film, per esempio! E no, son cose che non si dicono, queste! Che una donna è costretta a sopportare un porco per tutta la vita perché ha avuto la disgrazia di dire “sì” una volta, questo non interessa a nessuno! Ma Dio santo, è molto più triste di tanti film! Perché questo continua per tutta la vita!

(Pausa) Me ne sono pentita, eh, se me ne sono pentita! Mai mi dovevo sposare! Dovevo gridare “no” a squarciagola, e rimanere zitella! Almeno adesso me ne stavo in pace! A quell’epoca ero un’ingenua, e non sapevo quello che mi aspettava! Io, scema, pensavo solo alla “Santa Unione del Matrimonio”! Bisogna essere delle bestie per crescere i figli in un’ignoranza simile, bisogna proprio essere delle bestie!

Beh, ma la mia Carmen non si farà fregare così, chiaro? Perché io, alla mia Carmen, è da un pezzo che gliel’ho detto cosa sono, gli uomini! Non potrà dirlo lei che non l’avevo avvertita!(Sul punto di piangere) E non farà la fine mia, a quarantaquattro anni, con un ragazzino di quattro in collo e un porco di marito che non vuol capire niente e che esige il suo debito due volte al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno!

Quando arrivi a quarant’anni e ti accorgi che non hai niente dietro di te e niente davanti a te, ti viene voglia di piantare lì tutto e ricominciare daccapo! Ma le donne, non lo possono fare…Le donne, sono lì incastrate a vita per la gola, e ci resteranno fino alla fine!

E tu, come lo faresti?

Se hai voglia di interpretare anche tu il monologo di Rose , allora non avere paura e buttati!

Entra nel nostro gruppo facebook “Monologo del Mese” o clicca su “Monologhi ” del nostro sito e leggi come poter partecipare!

Se credi possa tornarti utile, abbiamo scritto e pubblicato un Manuale di Dizione,  che può esserti d’aiuto nel caso pensi di aver bisogno di correggere il tuo accento regionale.

Inoltre, puoi consultare gli articoli della nostra rubrica di recitazione, che possono darti un sacco di consigli utili. Non possono ovviamente sostituirsi ad una buona scuola di recitazione, ma gli articoli possono comunque essere un valido aiuto a chi sta muovendo i suoi primi passi nell’entusiasmante mondo della recitazione!

E infine non preoccuparti se pensi di non avere il “physique du rôle” o l’età giusta per recitare il personaggio di Rose. va benissimo lo stesso.

L’obiettivo di questa iniziativa è mettersi in gioco e confrontarci!

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