In questo articolo Rebecca Luparini ti parlerà di:

Ben ritrovati al nostro appuntamento con il Monologo del Mese.

Dopo aver conosciuto il mercante Lopachin di Cechov, oggi facciamo la conoscenza di un personaggio femminile nato dalla penna di Eduardo De Filippo, Rosaria di “Mia Famiglia”.

A interpretare per noi questo bel personaggio, è la giovane e brava attrice Camilla.

Puoi vedere la sua interpretazione del monologo di Rosaria nel canale youtube ufficiale di Teatro per Tutti. Se hai voglia di sfidare la nostra amica e recitare anche tu questo monologo, scopri come fare andando nella pagina web del nostro sito “Monologhi” o entrando a far parte del nostro gruppo facebook “Monologo del Mese“.

Perché Rosaria?

Rosaria è una delle protagoniste di uno dei testi teatrali meno conosciuti di Eduardo De Filippo.

“Mia famiglia” è un’opera che sonda i rapporti di una famiglia che deve fare i conti con i grandi cambiamenti, economici e di costume, che percorrono l’Italia dell’immediato dopoguerra.

Si tratta di cambiamenti inevitabili che portano all’analisi, da parte di Eduardo De Filippo, di temi ancora oggi attuali, come l’emancipazione femminile e lo scontro generazionale.

Rosaria è un personaggio che incarna entrambe queste tematiche, ma lo fa in maniera per niente banale. Ed è per questo motivo che ho deciso di inserirla nella rubrica più seguita di Teatro per Tutti.

Chi è Rosaria?

Come accennato poco più su, Rosaria è una delle protagoniste di “Mia Famiglia”, un’opera teatrale che Eduardo De Filippo ha scritto e interpretato nel 1955.

Rosaria si lascia affascinare dai cambiamenti di costume che soffiano in tutta Italia, accecata dai valori morali che essi incorporano.

Si atteggia quindi a giovane donna anticonformista e pioniera dell’amore libero da fastidiose catene morali. Tuttavia, forse non capendo fino in fondo quel cambiamento morale di cui si fa paladina, alla fine trapela la sua vera natura di ragazzina ancora un po’ ingenua.

Ma per capire ancora di più il personaggio di Rosaria, è meglio accennare qualcosa circa la trama di “Mia Famiglia”.

La Trama

Alberto Stigliano fa lo speaker radiofonico e tradisce la moglie Elena. È padre di due giovani, Beppe e Rosaria.

Elena, presa com’è dal gioco d’azzardo, trascura molto il marito, i figli e la casa. Beppe è un giovane con forti aspirazioni artistiche, deciso a fuggire all’estero per coronare il suo sogno.

Rosaria è una ragazza decisamente anticonformista, piuttosto ribelle e fidanzata con Corrado.

Tra i quattro non esiste, da tempo, dialogo.

Ognuno di loro, pur vivendo sotto lo stesso tetto, è talmente preso dalle proprie faccende e aspirazioni da non avere un vero legame con gli altri membri della famiglia.

La situazione peggiora nel momento in cui Beppe decide di trasferirsi in Francia, assieme al suo amico Guidone, per tentare di diventare una star del cinema.

Ma è solo un primo scossone al delicato equilibrio di questa famiglia ormai disgregata.

Tutto precipita quando Elena viene accusata da una delle sue amiche di avere un enorme debito di gioco che non riesce a saldare. Alberto reagisce con un ostinato silenzio che risulta essere particolarmente invalidante, visto il suo impiego come speaker radiofonico.

La moglie perciò torna a lavorare come sarta, per poter pagare i debiti di gioco.

L’apparente tranquillità che nuovamente regna in casa, viene fortemente scossa dall’improvviso ritorno in casa di Beppe, ricercato per l’omicidio del regista del film in cui recitava. Alberto, quindi, torna a parlare e denuncia il figlio alla polizia.

La famiglia si ritrova

Passa del tempo e Beppe, riconosciuto innocente, lavora col padre alla radio. La famiglia sembra iniziare a ritrovarsi, sebbene ormai Alberto viva con l’amante.

Inoltre Rosaria è convolata a nozze con Corrado e tutto sembra procedere per il meglio.

Ma in un pomeriggio come tanti altri, Corrado irrompe in casa Stigliano, assieme ad una Rosaria affranta e in lacrime. Il novello sposo, infatti, è furioso e indignato con la giovane perché lei gli ha confessato di aver avuto in passato un amore innocente per un altro ragazzo.

Ed è proprio sul finire della commedia, che esce fuori la vera natura di Rosaria: una ragazza abbagliata dai nuovi costumi anticonformisti, ma ancora tanto sprovveduta di fronte alle dinamiche dell’amore.

Rosaria, un’ ingenua anticonformista

Rosaria Stigliano è un personaggio con cui una giovane attrice dovrebbe confrontarsi, visto che è semplice da interpretare solo in apparenza.

Probabilmente, a differenza degli altri componenti della sua famiglia, Rosaria non porta avanti una evoluzione ed è la stessa ragazza che conosciamo a inizio commedia.

Tuttavia, è un personaggio profondo col quale è possibile portare avanti un bel lavoro di introspezione e interpretazione, perché rispecchia un po’ ciò che tutti noi abbiamo vissuto almeno una volta.

Rosaria, come tantissimi adolescenti, vuole apparire agli occhi degli altri ciò che in realtà non è. Si atteggia a donna adulta, che sa quel che vuole e che professa l’amore libero, anche se in verità l’amore nemmeno lo ha mai conosciuto.

Nasconde così la sua fragilità e la sua innocenza, dietro ad un atteggiamento spavaldo e ribelle, tipico di tanti adolescenti di qualunque famiglia e in qualsiasi epoca storica.

Rodsaria è un’ingenua anticonformista che ha paura del mondo e dell’amore. E che, inconsciamente, è ancora alla ricerca dell’approvazione del padre.

Rosaria è un personaggio vero a cui è molto difficile non affezionarsi.

Il Monologo di Rosaria

Il monologo che propongo rispecchia chiaramente il personaggio di Rosaria e la sua vera natura.

Dopo essere stata lasciata da Corrado, Rosaria ha una lunga conversazione con suo padre Alberto.

Siamo sul finire del terzo atto. A questo punto della commedia, la famiglia Stigliano pian piano sta rimettendo a posto i ciocchi e sta provando a tornare ad essere una famiglia unita.

E Rosaria coglie quindi l’occasione per poter parlare apertamente con suo padre. Per spiegargli, senza fronzoli e senza fingere di essere qualcun altro, il suo comportamento.

Il discorso che Rosaria fa al padre Alberto trasforma il tipico scontro generazionale tra figli e genitori, in un dialogo volto a restaurare il naturale legame tra padre e figlia.

Ed è infatti grazie alle sue parole che Alberto capisce il punto di vista di sua figlia, iniziando a ricucire il suo rapporto con lei.

Il testo del Monologo

Non complicare le cose. Non pensare: questa cosa è così, mentre invece vuole significare questo e quest’altro. Perché vuoi confondere momenti con momenti e fatti con fatti? Per certi fatti insignificanti può diventare indispensabile, e persino innocente la simulazione di un sentimento. Ma io non ti ho mai guardato così. Significa, allora, che il fatto è importante, no? E tu non devi confondere questo momento con altri momenti.

(Poi pensando a qualcosa che la intenerisce profondamente, si avvicina al padre per parlargli più da vicino, con maggiore dolcezza e meno voce) Sì, un’altra volta ti ho guardato così… e tu non puoi averlo dImenticato. Ero piccola piccola… ero seduta sulle tue ginocchia e ti torturavo la cravatta. Ti chiesi: “Papà, i figli come nascono?” Ora ti potrei dire parola per parola come mi rispondesti. Fosti bravo. Dicesti: “Quando due persone si amano, si sposano per vivere insieme. Infatti, quando queste due persone dormono vicine, i loro aliti si confondono, e nascono i figli.” Mi bastò… Ora, papà, io ti guardo come allora, come quando ero seduta sulle tue gambe, e torturavo la cravatta… (Sorride teneramente e dopo una breve pausa dice con semplicità e convinzione) Ti posso guardare come ti ho guardato, e tu non devi sentirne disagio.

Vedi, papà, se tu sapessi per quanto tempo ho cercato di risolvere da sola i problemi che mi riguardavano. E quale, secondo te, poteva essere quello che più mi stava a cuore, e che mi dava maggiore pensiero, se non di trovare marito? E tu che cosa avresti potuto fare, povero papà, per consigliarmi e facilitarmi il compito? Che ne sai tu della nostra generazione? E credi che l’astuzia della tua esperienza poteva essere utile a me come lo fu a te all’epoca tua? Capii che dovevo fare tutto da me. E ti pare facile agire da soli senza urtare contro il modo di vedere e di sentire degli altri?

Ecco perché cercai di essere libera, incontrollata. Sì, per non incontrare i tuoi occhi che mi rimproveravano ogni passo che facevo. Volli studiare disegno e pittura, e così conobbi un sacco di ragazzi, i quali mi sfottevano o perché non capivo le barzellette oscene o perché si passarono la voce che Rosaria Stigliano cercava marito.

Ma sai tu la miseria che si sente nell’animo quando un giovane ti offre di andare in gita con lui, e poi, al dunque, invece di limitare i suoi desideri alla gioia di scambiarsi idee, pensieri e belle parole, vuole ben altro da te… e ti ironizza, e ti pianta se gli hai resistito? (Ripetendo le affermazioni dei ragazzi moderni da lei avvicinati durante il periodo di cui sta parlando)“Ma dove vivi? Povera tocca, aspetta la Befana da sveglia! Ma tu sei imbalsamata?” E pure le amiche mi dicevano le stesse cose: “Ma che aspetti? Gli uomini oggi vanno al sodo… Io mi sono fidanzata così…”

E conobbi Corrado. Non volevo perderlo… Lo amavo veramente, con tutta la forza della mia vita! Volevo sentirmi apprezzata da lui, considerata come tutte le altre ragazze. Volevo mettermi all’altezza delle sue teorie e del suo modo d’intendere la vita di una ragazza d’oggi. Se m’avesse ironizzata lui, sarei morta dal dolore: e gli raccontai la storia di un errore commesso… (Ora il tono della sua voce diventa dolcissimo) Ma credimi, papà, io sono, fisicamente, come quando sedevo sulle tue gambe, quella volta, e ti torturavo la cravatta…

E tu come lo faresti?

Sono sicura che a molti di voi sia venuta la voglia di interpretare questo bel personaggio di Eduardo De Filippo!

Come vi ripetiamo sempre, l’interpretazione che  proponiamo non vuole essere assolutamente l’indicazione di come dovrebbe essere recitato il personaggio di Rosaria e questo suo monologo. Questa è solo l’interpretazione che la nostra Camilla ha dato di Rosaria. Siamo consapevoli del fatto che possono essercene innumerevoli altre! E siamo curiose di vedere come reciteresti tu queste parole!

Perciò, bando alla timidezza e buttati!

Per capire come poter partecipare alla sfida di Camilla, entra a far parte del nostro gruppo facebook “Monologo del Mese“ e segui le indicazioni che trovi sia nel gruppo che nella nostra pagina web “Monologhi”.

Se pensi possa tornarti utile, abbiamo pubblicato un Manuale di Dizione, che puoi usare per esercitarti un po’ prima di realizzare il tuo video e correggere eventuali difetti di pronuncia o il tuo accento. Nel nostro gruppo infatti potrai essere visto da attori provenienti da tutta Italia! Una buona dizione, anche se non obbligatoria, è molto apprezzata!

Se vuoi, puoi anche leggere i nostri tutorial di recitazione, che possono aiutarti a chiarire alcuni concetti base.

Questi nostri articoli non si sostituiscono ad una buona scuola di recitazione, ma possono comunque esserti molto utili!

Infine non preoccuparti se pensi di non avere il “physique du rôle” o l’età giusta per recitare per la Rosaria Stigliano creata da Eduardo De Filippo. A noi va benissimo lo stesso. Vogliamo vedere come la interpreteresti tu.

In poche parole, divertiti anche tu a rendere Virale il Teatro! 🙂

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