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Monologo di Trigorin da “Il gabbiano” di Cechov

Monologo di Trigorin da “Il gabbiano” di Cechov

Ben ritrovati! Torna il “Monologo del Mese“, la rubrica più amata di Teatro per Tutti! Oggi il nostro amico e attore Andrea Brenna interpreta per noi il monologo di Trigorin, uno scrittore di successo del dramma Il Gabbiano di Cechov.

Puoi vedere la sua interpretazione nel canale Youtube di Teatro per Tutti.

Perché Trigorin?

In Il Gabbiano, Trigorin assieme a Nina, Treplev Konstantin e Arkadina ci dà un chiaro quadro di cosa significa essere artisti, ieri come oggi. Ci fa capire, cioè, quanto la creatività sia strettamente connessa alla vita e alle nostre sensazioni. E soprattutto in questo monologo, ci svela anche i lati più nascosti dell’essere un artista, quanto la creazione di nuove storie possa essere difficile, assillante e stressante.

Chi è Trigorin?

Come accennato poco più su, Trigorin è uno scrittore di successo. È il compagno Arkadina, un’attrice molto celebre, che però non sembra amare così tanto. È un uomo carismatico, che tutti, uomini e donne, ammirano.

Durante il suo soggiorno nella tenuta del fratello di Arkadina incontra una giovane donna, Nina, aspirante attrice. Quest’ultima ammira molto Trigorin, ne è affascinata e, per quanto lui sia impegnato con Arkadina, alla fine sembra cedere volentieri alle lusinghe di Nina. Ben presto il loro cortese rapporto si trasforma in qualcosa di più intimo e Nina diventa l’amante dello scrittore.

La trama de Il Gabbiano

Per capire meglio le dinamiche di quello che nel corso dell’opera diventa un triangolo amoroso tra Trigorin, Arkadina e Nina, è meglio spendere due parole sulla trama de Il Gabbiano.

È estate, e l’ex consigliere di Stato, Sorin, invita nella sua tenuta estiva alcuni amici e parenti. Tra i suoi invitati ci sono sua sorella Arkadina, suo nipote Konstantin e il nuovo compagno di Arkadina, Trigorin.

Treplev ha appena finito di scrivere un nuovo testo teatrale e sfrutta l’occasione per mettere in scena il suo nuovo dramma, decidendo di chiamare a recitare sul palcoscenico una ragazza di cui è innamorato, Nina, figlia del vicino di casa di Sorin.

La messinscena del testo però non ottiene il successo sperato. Arkadina non ha che parole sprezzanti per l’opera del figlio e così i già difficili rapporti tra i due peggiorano. A rendere ancora tutto più difficile c’è la malcelata antipatia che Treplev cova per Trigorin.

In questa situazione decisamente non idilliaca, Nina finisce per innamorarsi di Trigorin. Dapprima lo avvicina per esprimergli le sue lodi, poi scatta l’attrazione tra i due, sotto gli occhi di un impotente Treplev, che ama Nina senza essere contraccambiato.

Arkadina e Trigorin alla fine tornano a Mosca e Nina fa altrettanto, per seguire il suo sogno di diventare un’attrice. Tra il noto scrittore e l’aspirante attrice nasce una relazione clandestina, che però Trigorin presto interromperà per tornare tra le braccia della celebre Arkadina e continuare a vivere con lei tra tournée e drammi di successo.

Anton Cechov legge "Il Gabbiano" agli attori che lo metteranno in scena con la regia di Stanislavakij
Anton Cechov legge “Il Gabbiano” agli attori che lo metteranno in scena con la regia di Stanislavakij

Il Gabbiano, una riflessione sul mestiere del drammaturgo

È sbagliato ridurre il Gabbiano di Cechov ad una storia in cui si parla d’amore non corrisposto. Il dramma di Cechov, infatti, dietro a questo e altri intrecci amorosi, porta avanti un’importante riflessione sul teatro e sul mestiere del drammaturgo.

Riflessione che l’autore russo ci svela attraverso due personaggi: Treplev e Trigorin.

Il primo rappresenta il bisogno di rinnovare la drammaturgia e il teatro che lo stesso Cechov sentiva impellente. Novità che non sempre possono essere capite dal pubblico, come ci suggerisce il fiasco di Konstantin a inizio spettacolo.

Trigorin fa da contraltare a Treplev. Il compagno di Arkadina è infatti l’emblema del vecchio modo di scrivere e di fare teatro. Le sue opere teatrali sono tutte concepite per piacere al pubblico e quindi scritte per un teatro consolatorio, che non vuole invece indurre riflessioni sugli spettatori.

Il monologo di Trigorin

Il monologo che il nostro Andrea Brenna ha interpretato viene pronunciato da Trigorin nel secondo atto de Il Gabbiano. Nina lo ha avvicinato per dirgli quanto lo ammira, proprio come farebbe una fan con la sua star preferita.

Parlando insieme di teatro e drammi, Nina gli chiede qualcosa sul suo lavoro e lui si lascia andare ad un’amara riflessione. Le racconta quanto, in realtà, non sia poi così piacevole essere un drammaturgo di successo. Le spiega quanto l’aspettativa da parte dei suoi ammiratori, possa essere un fardello pesante e come l’ispirazione possa essere difficile da gestire.

Il testo del monologo di Trigorin da Il gabbiano

Lei ha toccato, come suol dirsi, il mio lato debole, ed ecco io comincio a turbarmi e ad essere alquanto irritato. Del resto, parliamone pure. Parliamo della mia bellissima, luminosa esistenza…

Bene, da dove cominceremo? sono delle idee ossessive: quando uno, ad esempio, pensa sempre di notte e di giorno, alla luna, e anch’io ho una mia simile luna. Giorno e notte mi affligge un solo pensiero molesto: io devo scrivere, io devo scrivere, io devo…

Ho appena finita una novella, che subito, non so perché, devo scriverne un’altra, e poi una terza, e dopo la terza, una quarta… Scrivo senza interruzione… Oh, che vita assurda! Sto qui con lei, mi agito e intanto a ogni istante ricordo che mi aspetta una novella incompiuta.

Vedo una nuvola simile a un pianoforte. Penso: bisognerà accennare in qualche racconto che fluttuava una nuvola simile ad un pianoforte. C’è odore di eliotropio. Mi imprimo nella memoria: aroma dolciastro, color vedovile, accennarvi nella descrizione di una sera d’estate. Colgo ogni parola, ogni frase, che io e lei pronunciamo e mi affretto a rinchiuderle tutte nel mio deposito letterario: potranno servirmi!

Quando finisco un lavoro, corro a teatro o a pescare, potrei riposarmi, dimenticare, e invece nella mia testa già rotola una pesante palla di ghisa, un nuovo soggetto, e già mi attira il mio tavolino, e bisogna affrettarsi daccapo a scrivere e scrivere. E così sempre, sempre, e non ho pace da me stesso, e sento che sto consumando la mia esistenza, e che, per dare del miele a qualcuno nello spazio, io rubo il polline ai miei fiori migliori, li strappo e ne calpesto le radici.

Non sono pazzo? I parenti e gli amici mi trattano forse come uno sano? «Che sta scrivendo? Che ci prepara di bello?». Sempre lo stesso, lo stesso, e mi pare che le premure dei conoscenti, le lodi, l’ammirazione: tutto questo sia inganno, che mi ingannino come un malato, e temo talvolta che qualcuno si appressi quatto quatto alle mie spalle, per afferrarmi e portarmi, come Poprišč, al manicomio.

E tu, come lo faresti?

Se hai voglia di interpretare anche tu il personaggio di Trigorin da Il Gabbiano di Cechov, allora bando alla timidezza e buttati!

Vieni a far parte del nostro gruppo facebook “Monologo del Mese” oppure vai nella sezione “Monologhi ” del nostro sito per capire come poter partecipare!

 Nel caso tu ne avessi bisogno, abbiamo anche pubblicato un Manuale di Dizione, per esercitarti un po’ prima di realizzare il tuo video, soprattuto se pensi di avere un forte accento.

Nel nostro gruppo potrai essere visto da attori provenienti da tutta Italia e una buona dizione, anche se non obbligatoria, è molto apprezzata!

Se vuoi, puoi anche leggere gli articoli del nostro tutorial di recitazione, che possono esserti utili per chiarire alcuni concetti base. Non pretendiamo con il nostro Tutorial di sostituirci ad una buona scuola di recitazione, ma siamo sicure che potrai trovare alcuni ottimi consigli!

E infine, vogliamo lasciarti un’ultma raccomandazione: non ti preoccupare se pensi di non avere il “physique du rôle” o l’età giusta per recitare il personaggio a noi va benissimo.

Vogliamo solo vedere come lo interpreteresti tu.

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