Già da qualche tempo sono a lavoro su un reportage di cui vado molto fiera: “Dentro le grandi accademie di recitazione” e per la prima tappa di questo viaggio ho intervistato Sebastiano Valentini, docente dell’Accademia Internazionale di Teatro di Roma.
Il reportage nasce con un obiettivo chiaro: creare un ponte tra gli aspiranti attori e attrici e chi si occupa di alta formazione teatrale tutti i giorni.
Grazie all’attore e docente Sebastiano Valentini sono riuscita a capire che cosa viene osservato durante le audizioni, quali errori i candidati commettono più spesso e che cosa significa vivere ogni giorno il percorso di alta formazione teatrale offerto dall’Accademia Internazionale di Teatro.
Puoi guardare l’intervista completa sul canale YouTube di Teatro per Tutti, o ascoltarla su Spotify.
Accademia Internazionale di Teatro, i punti principali dell’intervista
Durante la mia conversazione con Sebastiano Valentini sono stati toccati un sacco di argomenti relativi all’accademia e al percorso formativo che offre. Ecco i punti più importanti dell’intervista.
Cosa cercano alle audizioni
Alla domanda precisa “cosa cercate nei candidati durante le audizioni”, Sebastiano Valentini mi ha detto che le caratteristiche del buon candidato per l’Accademia Internazionale di Teatro sono essenzialmente tre: presenza in scena, ascolto, saper apprendere le indicazioni che vengono date.
In altre parole, non si tratta solo di arrivare preparati al momento dell’audizione, ma di mostrare alla commissione di essere aperti e disponibili al lavoro. Presenza in scena significa essere davvero lì, concentrati su ciò che si sta facendo. Ascolto significa non recitare “chiusi” nella propria idea del personaggio, ma restare aperti a quello che accade in scena e alle indicazioni ricevute. E a questo si collega l’ultimo aspetto, cioè mostrare di avere la capacità di modificare qualcosa durante il provino nel momento in cui arrivano delle indicazioni. Questo mi è sembrato essere, per il docente, un segnale davvero importante. E quindi da tenere in mente.
L’errore più comune durante le audizioni
Sebastiano Valentini è docente presso l’Accademia Internazionale di Teatro dal 2011 e ha assistito a molte audizioni. In questi anni ha riscontrato un errore molto comune da parte dei candidati: l’overacting.
Mi ha raccontato che tanti aspiranti allievi e allieve, probabilmente a causa della forte emozione che suscita quei momenti, tendono a “strafare” in scena per dimostrare di essere quelli giusti. Così facendo, però, abbandonano ciò che in realtà per i docenti dell’Accademia sono le caratteristiche più importanti: presenza e ascolto.

Il percorso di 10 giorni prima dell’audizione
Un altro aspetto interessante che è venuto fuori durante l’intervista è il percorso propedeutico all’esame di ammissione. Sebastiano Valentini mi ha spiegato che, dopo il colloquio conoscitivo, propongono un percorso di 10 giorni, completamente gratuito, durante il quale i candidati lavorano con gli stessi docenti che poi avranno durante i tre anni di formazione presso l’Accademia.
È un percorso facoltativo, ma che il docente consiglia caldamente di affrontare per due motivi.
Il primo è che il percorso è finalizzato proprio alla preparazione dell’audizione e perciò del pezzo che poi il candidato dovrà interpretare di fronte alla commissione. Il secondo motivo, altrettanto importante, è che con questo percorso il candidato può farsi un’idea molto più chiara di quella che sarà la vita all’interno dell’Accademia. E quindi può capire se il metodo usato gli è congeniale o meno e se, banamente, si trova bene con i docenti con cui dovrà avere a che fare per i successivi tre anni della sua vita.
La vita quotidiana dentro l’Accademia
Successivamente Sebastiano Valentini mi ha raccontato com’è la vita quotidiana degli allievi e delle allieve dentro l’Accademia Internazionale di Teatro.
Mi ha precisato che gli allievi vivono dentro l’Accademia dalle otto alle dieci ore, ogni giorno. La vita quotidiana non è fatta solo di lezioni, ma anche di percorsi extra curriculari offerti dall’Accademia stessa.
Un percorso certamente faticoso ma che riflette la natura stessa di un’accademia riconosciuta dal MUR che rilascia un diplomia accademico di primo livello, riconosciuto a tutti gli effetti come una laurea triennale nel sistema universitario italiano.
È un percorso molto intenso, che difficilmente può conciliarsi con attività diverse ed esterne all’Accademia stessa. Si tratta quindi di una vita quotidiana molto impegnativa, che richiede senza dubbio passione, determinazione e voglia di fare.
Ma il docente ha anche messo in evidenza i lati positivi di un’esperienza così totalizzante, primo fra tutti la crescita personale che il rapportarsi quotidiano con altre persone porta necessariamente con sé, nonché la nascita di amicizie profonde.
Dopo il diploma, non avere fretta
Con Sebastiano Valentini ho anche parlato di ciò che succede dopo il diploma.
Mi ha spiegato che l’alta formazione teatrale dell’Accademia comprende anche una formazione burocratica necessaria per orientarsi al meglio all’interno del mondo dello spettacolo. Ha poi precisato che i docenti rimangono spesso in contatto con gi ex allievi diplomati per offrire loro consigli e supporto, attraverso ad esempio la messa a disposizione di aule per prove o organizzazione di consulenze.
Inoltre, molto spesso i diplomati vengono inseriti nel mondo de lavoro attraverso varie realtà teatrali partner dell’Accademia.
L’Accademia internaziale di Teatro cerca sempre di dare supporto e sostegno ai propri diplomati, tuttavia, anche per la natura stessa del mestiere dell’attore, il diploma dell’accademia non assicura un lavoro continuativo.
Sebastiano Valentini mi ha infatti spiegato che, molto spesso, i giovani attori tendono ad avere fretta di raggiungere i propri obiettivi. Ma ha anche precisato che la fretta è cattiva consigliera e forse la peggior nemica per chi sceglie questo mestiere. Sebastiano Valentini ha infatti ribadito un concetto fondamentale: il mestiere dell’attre è un percorso in cui gli errori e gli sbagli sono parte integrante del lavoro stesso e non un capitolo che poi si chiude e non vivrai più.
Quello che mi ha colpito di questa intervista è che Sebastiano Valentini non mi ha solo spiegato come funziona l’Accademia Internazionale di Teatro… Mi ha soprattutto spiegato quale è l’atteggiamento giusto per affrontare un percorso di alta formazione teatrale. Atteggiamento che penso di poter riassumere così:
meno ansia da prestazione e più ascolto!
Una formula che, aggiungo, dovrebbe essere messa in pratica sempre, non solo quando si ha a che fare con le grandi accademie di recitazione.
Se stai valutando di intrprendere un percorso di questo tipo, allora iscriviti alla newsletter di Teatro per Tutti per seguire le prossime tappe del reportage ed entrare in altre grandi accademie di recitazione!
