Dopo aver affrontato il Metodo Strasberg, in questo articolo cerchiamo di capire per bene in cosa consiste la Tecnica Meisner, un metodo di recitazione ideato dal maestro e regista Sanford Meisner. Molto conosciuto negli Stati Uniti, in Italia si sta diffondendo negli ultimi anni grazie soprattutto all’attrice e insegnante di recitazione Anna Maria Cianciulli.
Questo metodo di recitazione è stato pensato per aiutare gli attori e le attrici ad essere più veri e autentici mentre interpretano i loro personaggi sul palcoscenico o sul set e perciò può davvero essere d’aiuto per l’immedesimazione nel personaggio.
Chi era Sanford Meisner?
Prima di spiegare la Tecnica Meisner è bene raccontare qualcosa del suo ideatore. Sanford Meisner nel corso della sua vita ha avuto come occupazione principale quella di insegnare ai giovani attori a recitare. Ha insegnato per praticamente tutta la sua esistenza, diventando uno dei più importanti insegnanti di recitazione del XX secolo. Nato nel 1905, è stato uno dei membri fondatori del celebre Group Theatre di New York, un collettivo di attori, drammaturghi e registi composto tra gli altri anche da Lee Strasberg e Stella Adler.
Il Group Theatre mirava a creare un nuovo tipo di teatro, più realistico e profondamente connesso alle emozioni umane. nel corso degli anni, Meisner si è staccato dal Group Theatre per sviluppare il suo metodo di recitazione, concentrandosi sull’idea che l’interprete per essere autentico deve avere reazioni spontanee e sincere agli stimoli che riceve in scena.
L’obiettivo di Meisner era chiaro: trasformare gli attori in esseri autentici e presenti in ogni momento, capaci di reagire istintivamente e senza artifici. Il suo approccio mira infatti a eliminare la recitazione forzata e a consentire agli attori di “vivere veramente” ogni situazione sulla scena.
Chi ha conosciuto Sanford Meisner dice che era un bravissimo maestro, capace di guidare i suoi allievi facendoli sentire a proprio agio. E tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo sono concordi nel dire che Sanford, anzi Sandy come si faceva chiamare dai suoi allievi, era un insegnante che amava veramente insegnare.

Che cos’è la Tecnica Meisner?
La tecnica Meisner è un approccio alla recitazione che si concentra sull’essere completamente presenti nella scena e sul rispondere autenticamente agli stimoli esterni. Non a caso Meisner era solito iniziare i suoi corsi di recitazione con questa frase:
“Il fondamento della recitazione è la realtà dell’azione“.
Con “realtà dell’azione” Meisner indicava quel momento magico in cui, mentre stai recitando, sei così concentrato su quello che sta vivendo il tuo personaggio, che ti “dimentichi” di essere un attore o un’attrice che sta recitando sul palcoscenico o sul set.
Sanford Meisner, infatti, era consapevole del fatto che moltissimi interpreti, mentre recitano, tendono a concentrarsi troppo su se stessi, a come dire la battuta invece che a dirla, semplicemente. Recitare in questo modo rende l’interprete artificioso, meccanico e poco vero con il risultato di non reagire in modo naturale a quello che avviene sulla scena, come invece farebbe se si lasciasse andare all’istinto.
Il fondamento della tecnica Meisner è infatti quello di
“vivere realmente sotto circostanze immaginarie“
La tecnica Meisner si distingue da altri metodi di recitazione come il metodo Stanislavskij e il metodo Strasberg proprio perché pone l’accento su questo aspetto. Per Sanford Meisner non era così importante porre l’attenzione sull’analisi psicologica del personaggio o ancora sulle esperienze personali dell’interprete. Per Meisner il fondamento di una buona recitazione sta sull’ascolto e sulla spontaneità. Solo così l’attore reagisce agli stimoli della scena in modo autentico, senza preconcetti e senza dover ricorrere, costantemente, ai propri ricordi personali.
Gli Esercizi Chiave della Tecnica Meisner
Sanford Meisner per insegnare la sua tecnica di recitazione era consapevole che doveva soprattutto insegnare ai suoi allievi a non pensare. Durante le sue innumerevoli lezioni di recitazione, ripeteva spessissimo che “l’attore non deve usare la testa” mentre recita.
L’attore non deve essere razionale, ma deve essere istintivo. Per questo motivo, nel corso degli anni, Meisner ha ideato e portato avanti alcuni esercizi chiave che hanno come scopo proprio questo: rendere spontaneo e istintivo l’interprete.
1. Ripetizione
Uno degli esercizi fondamentali del Meisner training è l’esercizio di ripetizione, il più famoso ideato da Meisner, ma anche particolarmente efficace.
Durante l’esecuzione di questo esercizio, due attori si siedono uno di fronte all’altro e iniziano ad osservarsi attentamente. Poi, quando l’insegnante darà l’ok, uno dei due attori descriverà in modo diretto e semplice un dettaglio della persona che ha di fronte. Ad esempio, potrà dire “hai una maglietta rossa”, a cui l’altro attore dovrà rispondere, ripetendo l’esatta frase appena pronunciata dal suo compagno.
Guidati dall’insegnante, questo scambio dovrà essere ripetuto fino a quando non avverrà un cambiamento autentico, cioè fino a quando il dover ripetere la stessa frase alla fine non porterà i due attori ad esprimere un’emozione autentica.
L’esercizio della ripetizione, che ha diverse varianti, serve a raggiungere due importanti obiettivi: distogliere l’attenzione su noi stessi e prestare l’attenzione sull’altro, sviluppando quindi l’ascolto.
Quando avviene un ascolto spontaneo e una risposta autentica, allora chi pratica l’esercizio è finalmente riuscito a non concentrarsi su se stesso e ad ascoltare, veramente, chi ha di fronte.
2. Attività indipendenti
Le attività indipendenti sono un altro elemento centrale della tecnica Meisner, volta a vivere autenticamente la scena. Nei corsi sulla Tecnica Meisner, si passa a questo secondo esercizio, solo quando l’esercizio della ripetizione ha raggiunto il suo scopo.
Le attività indipendenti sono compiti pratici che l’attore deve svolgere mentre si trova in scena, come ad esempio risolvere un puzzle. Devono essere attività che richiedono un certo grado di attenzione e concentrazione per essere svolte e sulla scena gli attori devono svolgere queste attività indipendenti per una questione emotivamente importante. Facciamo un esempio: un’attività indipendente potrebbe essere il dover scrivere una lettera a qualcuno che per noi è importante e che sta per partire per un lungo viaggio che lo terrà lontano per molto tempo.
L’esercizio prevede che il compagno entri in scena durante lo svolgimento di questa attività indipendente e provi ad interromperci ripetutamente.
Le attività indipendenti hanno come obiettivo quello di far rimanere l’attore concentrato e presente su quello che sta facendo in scena, in modo da rispondere e reagire spontaneamente con gli altri attori sulla scena. L’attenzione alle attività indipendenti aiuta a costruire una risposta autentica agli eventi e alle circostanze che avvengono in scena, senza cadere nella recitazione meccanica.

3. Circostanze Immaginarie
La capacità di vivere realmente circostanze immaginarie è uno degli obiettivi principali della tecnica Meisner. Per arrivare a questo, Meisner ha ideato una serie di esercizi il cui scopo è rendere capace l’interprete di seguire la propria verità.
Un primo esercizio per vivere realmente le circostanze immaginarie è strettamente connesso a quello delle Attività indipendenti e si svolge pressoché allo stesso modo. In scena uno dei due attori svolge la sua attività indipendente, ma il compagno che deve ripetutamente interrompere questa attività, deve immaginare e inventarsi un motivo semplice e specifico per farlo. Con questo esercizio Meisner ci insegna che non è sempre necessario ricorrere alla propria esperienza personale per seguire la propria verità. Meisner ci dice che è possibile credere alle circostanza immaginarie anche grazie alla nostra immaginazione. Ma è fondamentale che il motivo per cui agiamo in scena sia semplice e concreto.
Lo svolgimento di questo esercizio è simile a quello precedente solo che chi deve interrompere l’attore che fa la propria attività indipendente ha un motivo semplice, specifico ed emotivamente concreto. Facciamo un esempio: L’interprete che deve interrompere il compagno che svolge l’attività indipendente vuole comunicare qualcosa d’importante, o deve fargli una richiesta impellente, come farsi prestare dei soldi per pagare il corriere fuori dalla porta.
L’obiettivo dell’esercizio è eliminare l’ansia di essere sulla scena in modo da avere una interazione spontanea con l’altro.
4. Improvvisazione
L’improvvisazione è un altro aspetto cruciale della tecnica Meisner. È un tipo di esercizio che consente agli attori di lavorare sulle emozioni e quindi sul personaggio. Ma prima di passare all’improvvisazione, è necessario aver lavorato sugli aspetti e sugli esercizi della tecnica Meisner spiegati fino ad ora.
Per Sanford Meisner qualsiasi personaggio ha a che fare con le emozioni e queste ultime sono direttamente determinate da come l’attore si sente rispetto alla situazione che vive il personaggio.
Un primo passo per lavorare su questo aspetto è l’esercizio della Preparazione, cioè il mezzo che ci consente di iniziare la scena emotivamente pronti. Per Meisner si può usare la propria esperienza emotiva ma anche l’immaginazione libera da inibizioni e moralismi. Cioè quello che Meisner chiama “fantasia ad occhi aperti” e che fa riferimento al lato più personale e intimo di ognuno di noi. Questo esercizio porta l’attore a credere che le circostanze immaginarie siano vere. E quindi ad avere reazioni autentiche e una connessione reale con ciò che succede in scena.
Nell’improvvisazione, il passo successivo è rendere la Preparazione ancora più forte, immaginando qualcosa di molto emozionante, che ti è appena successa e che vuoi raccontare. Facciamo un esempio: se la situazione da improvvisare, prevede di entrare in scena molto felici, l’interprete dovrà immaginare qualcosa che lo rende particolarmente felice, come ad esempio l’essere entrato in una prestigiosa accademia teatrale che desidera fortemente frequentare. Se al contrario, la situazione da improvvisare prevede entrare in scena disperati, l’attore in questione dovrà immaginare che gli sia successo qualcosa di talmente brutto, da farlo stare male, come ad esempio l’aver parlato al telefono con un medico che ti informa che qualcuno a cui tieni ha un tumore.
Ma attenzione: perché l’emozione scaturita dalla preparazione sia autentica deve essere il più semplice possibile. In questo modo l’attore che svolge l’attività indipendente non viene solo interrotto, ma viene affrontato dal proprio compagno, che è entrato in scena vivendo un’emozione piena e vera.
L’interazione tra i due darà vita quindi ad un’improvvisazione che consente gli attori di reagire senza filtri, provando entrambi emozioni vere scaturite dalle circostanze immaginarie.
3 Benefici del Metodo Meisner
La Tecnica Meisner hanno come obiettivo lo sviluppo di 3 caratteristiche che rendono la recitazione più autentica:
- L’Ascolto Attivo, cioè la capacità di ascolto profondo nei confronti del partner e di ciò che capita sulla scena, distogliendo così l’attenzione su noi stessi che rende la nostra recitazione artificiosa
- La Reazione Spontanea è una caratteristica che sviluppiamo solo se approfondiamo la nostra capacità di ascolto attivo. Ci permette di reagire spontaneamente in scena, senza pensare troppo a cosa dire o fare.
- L’ Essere nel momento è una diretta conseguenza delle prime due caratteristiche. Essere nel momento significa che l’attore non deve pensare all proprie battute e tanto meno deve controllare le proprie emozioni, ma tutto deve emergere spontaneamente, in modo naturale reagendo autenticamente a quello che accade in scena.

La Tecnica Meisner fa per me?
Negli Stati Uniti la Tecnica Meisner è un metodo di recitazione molto praticato e diffuso. Sanford Meisner è tra gli insegnanti di recitazioni più celebri di sempre e molti attori di Hollywood utilizzano la sua tecnica per portare sul grande schermo emozioni autentiche. Sono tanti gli attori celebri che hanno avuto come insegnante Sanford Meisner, come Diane Keaton, Robert Duvall e Steve McQueen. E ancora Tom Cruise, Sandra Bullock, Michelle Pfeiffer e Susan Sarandon usano la tecnica Meisner per rendere memorabili le loro interpretazioni.

È una tecnica che spinge l’interprete a lasciarsi andare all’istinto, a non pensare e a vivere la recitazione senza freni, liberamente. Personalmente, me ne sono innamorata grazie ad un laboratorio che ho svolto un po’ di tempo fa. E perciò io, alla domanda poco più su, sento di rispondere che sì, fa per me. Perché per me recitare significa principalmente proprio questo: liberarmi da tutte quelle congetture che mi costringono a comportarmi in un certo modo. E la tecnica Meisner ti aiuta a liberartene senza farti male e senza far del male al prossimo.
Ma siamo tutti diversi, perciò se una volta che provi questo metodo di recitazione senti di non esserti arricchito, allora probabilmente troverai più nelle tue corde un altro metodo, un’altra tecnica. Ma ricordati, questo non significa che tu non sia pronto per recitare.
Ad ogni modo, se vuoi approfondire la tua conoscenza della Tecnica Meisner ti consiglio caldamente di leggere il libro “La recitazione” edito da Dino Audino Editore. È una guida dettagliata agli insegnamenti di Meinser, che potrà farti avere un’idea più concreta della sua celebre tecnica.
Se invece vuoi conoscere e approfondire altri metodi di recitazione, allora ti consiglio di iscriverti alla newsletter di Teatro per Tutti, per non perderti gli altri articoli in cui parlerò di altre tecniche di recitazione!
