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L’archetipo del Mentore

L’archetipo del Mentore

Indice dell'articolo

L’archetipo del Mentore è uno dei più conosciuti tra i 7 archetipi fondamentali del viaggio dell’eroe.

Insieme all’eroe e al cattivo, è forse il personaggio più facilmente riconoscibile in qualsiasi storia.

Come vedremo più avanti, il mentore è spesso rappresentato come un “vecchio saggio”. In realtà è un archetipo molto versatile, che può comparire in una grande varietà di modi all’interno di una trama, rendendolo uno dei personaggi più affascinanti da interpretare per un attore o un’attrice.

Se non sai bene cosa sono gli archetipi o il viaggio dell’eroe, ti consiglio vivamente di leggere “Gli archetipi nella Ricerca del personaggio”, prima di proseguire con questo articolo.

L’archetipo del Mentore

L’archetipo del mentore si manifesta in tutti quei personaggi che insegnano qualcosa all’eroe, che lo proteggono o gli donano qualcosa per riuscire a proseguire con la sua avventura.

Questi personaggi sono solitamente figure positive, alleate del protagonista, che hanno interesse a fare in modo che il suo viaggio arrivi a compimento, che sia perché condividono gli obiettivi dell’eroe oppure anche solo perché sono affezionati al protagonista.

La stessa parola “Mentore” infatti deriva da un personaggio dell’Odissea, incarnazione della dea Atena, che aiutava Telemaco e poi suo padre Ulisse contro i Proci.

Uno degli aspetti più affascinanti di questo archetipo è che molto spesso un Mentore può essere visto come un Eroe del passato, che una volta raggiunta una consapevolezza superiore si mette al servizio degli eroi del presente.

Questa figura può rappresentare infatti il “punto d’arrivo” del viaggio dell’eroe.

Ne è un esempio il personaggio di Obi Wan Kenobi.

Nella trilogia originale rappresenta infatti il mentore di Luke Skywalker. Nei film successivi invece si può assistere al suo personale percorso di crescita, aiutato dal suo mentore Qui-Gon Jinn. Molto interessante anche il fatto che come mentore ha modo di crescere e imparare. Infatti il primo eroe a cui fa da mentore è Anakin Skywalker, che finirà poi per passare al lato oscuro. Non un bel risultato per un mentore alle prime armi!

Anakin rappresenta il più grande fallimento di Obi Wan Kenobi come mentore, come si vede nella struggente scena nel finale di Star Wars III – La vendetta dei Sith

La funzione psicologica del Mentore

Ogni archetipo può essere visto come la rappresentazione di un aspetto della psicologia umana, motivo per cui si possono riscontrare in tutte le storie raccontate dalle varie civiltà.

L’archetipo del Mentore infatti rappresenta la nostra coscienza, quella vocina dentro di noi che ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato. Spesso incarna la nostra massima aspirazione, la persona che vorremmo diventare.

È quindi un modello al quale l’eroe si ispira per migliorare se stesso.

Per questo motivo è strettamente legato alla figura del genitore, tanto da diventare per l’eroe una figura materna o paterna. Questo accade soprattutto quando i veri genitori sono assenti oppure non sono esattamente modelli da seguire.

C’è un bellissimo esempio all’interno dei film dell’universo Marvel.

L’eroe Tony Stark (Iron Man) che, dopo aver affrontato da eroe numerose avventure, evolve nella figura di Mentore per il giovane Peter Parker (Spiderman). Lo consiglia, lo protegge, lo rimprovera quando necessario, gli dona una tuta ipertecnologica…tutte classiche attività da mentore. Per l’eroe Peter, orfano sia dei genitori che dello zio Ben, Tony Stark diventa una figura paterna.

La funzione narrativa del Mentore

Solitamente, la sfida che l’Eroe deve affrontare sembra al di là delle sue possibilità.

D’altra parte, se fosse facile che avventura sarebbe?

Lo stesso Eroe potrebbe inizialmente essere riluttante ad affrontare il suo viaggio, proprio perché non crede di essere all’altezza del compito.

Ecco quindi che entra in gioco il Mentore. È questa figura che attraverso insegnamenti, consigli, doni o anche il suo esempio, fornisce all’eroe quello che serve per affrontare la sfida.

Non sempre sono armi magiche o addestramento. A volte può anche semplicemente essere la Motivazione o la spinta all’azione che serve all’eroe per iniziare il suo viaggio.

Una buona regola è che l’eroe si deve meritare l’aiuto del Mentore, attraverso il superamento di una prova oppure la bontà d’animo.

Per restare nell’Universo Marvel, Thor ha inizialmente avuto in dono dal padre il suo Martello per diritto di nascita, crescendo arrogante e viziato. Solamente dopo aver perso tutti i suoi diritti di nascita e la possibilità di utilizzare il Martello, Thor affronta un percorso di redenzione e crescita personale che lo porterà finalmente a essere di nuovo meritevole di impugnarlo. Odino in questo caso funge da Mentore per il figlio, negandogli un dono invece che facendoglielo.

La Versatilità dell’Archetipo del Mentore

Come per altri archetipi, quello del mentore non è un ruolo rigido ma una funzione che può essere svolta da personaggi diversi nel corso della storia. Attenzione quindi ad identificare il Mentore come il “Vecchio saggio”, perché più che la caratterizzazione fisica sono le azioni del personaggio che determinano la sua funzione archetipica nell’evoluzione della storia.

Come avviene per l’eroe, anche il mentore può avere dei risvolti negativi. Mentori oscuri o falliti possono loro malgrado dare un modello talmente negativo all’eroe da spingerlo verso la giusta direzione, mostrandogli l’alternativa disastrosa.

A volte le funzioni dell’archetipo del mentore possono trovarsi in personaggi “spalla” con risvolti comici. Molti esempi si trovano nelle commedie romantiche, in cui a un certo punto l’amico/a del protagonista fornisce conforto, insegnamento e consigli per riuscire a conquistare la persona amata. Il personaggio di Will Smith nella commedia “Hitch” agisce per quasi tutto il film apparentemente come mentore del suo cliente, ma alla fine è proprio il cliente (la spalla comica interpretata da Kevin James) a dare al protagonista l’esempio che gli permetterà di maturare e riuscire a conquistare la sua amata.

Insomma, la figura del mentore può essere individuata in una grande varietà di personaggi, compresi quelli che hanno già altre funzioni archetipiche. Le azioni tipiche del mentore possono anche essere suddivise tra più figure, ognuna delle quali ne interpreterà un aspetto.

Nella serie di film di James Bond ad esempio, c’è il personaggio di “Q” che fornisce doni al protagonista, “M” che gli affida incarichi e lo redarguisce quando necessario. E infine anche Moneypenny che gli da consigli, conforto e informazioni. Tutti e tre sono tipi diversi di mentore per l’eroe 007.

A volte l’archetipo del mentore può essere interiorizzato dall’eroe stesso.

Potrebbe essere il caso di un eroe esperto, che ha già ricevuto un addestramento prima dell’inizio della storia, che mette in pratica gli insegnamenti ricevuti per superare le difficoltà che incontra. Un esempio efficace potrebbe essere quello del detective di un romanzo/film giallo. Personaggi come Hercule Poirot, Jessica Fletcher, Colombo e via investigando, solitamente non hanno a che fare con dei veri e propri mentori nelle loro storie. Le loro capacità investigative straordinarie sono già acquisite, possono al massimo incontrare alcuni personaggi che li mettono sulla strada giusta per risolvere il caso su cui stanno indagando.

Infine, questo archetipo può anche non essere ricoperto da un personaggio vero e proprio.

A volte la funzione di guida del mentore può essere svolta da un codice di condotta o una morale interiore ai quali l’eroe si attiene. Oppure ancora da un libro che contiene insegnamenti utili, oppure oggetti che guidano l’eroe nel suo cammino attraverso le varie sfide.

3 esempi di Mentore nel Cinema e nel Teatro

Quella del Mentore è una delle figure più ricorrenti in tutte le storie del mondo. E spesso i mentori più famosi sono anche quelli che col tempo sono diventati quasi uno “standard”.

In questa sezione dell’articolo quindi porteremo come esempio alcuni Mentori particolarmente ben riusciti, che si scostano un po’ dal solito cliché e rielaborano in modo originale questo archetipo.

Personaggi come Gandalf, Albus Silente e il Maestro Yoda li diamo per scontati, in quanto è abbastanza semplice individuare le loro caratteristiche di mentori per i rispettivi eroi.

1. Don Diego de la Vega in “La maschera di Zorro”

In “La Maschera di Zorro” (Film del 1998 di Martin Campbell), il giovane bandito Alejandro (interpretato da Antonio Banderas) vuole vendicarsi dell’uccisione del fratello ma andrebbe incontro a morte certa perché il suo nemico è un soldato addestrato mentre lui è solo un ladruncolo scapestrato.

Il vecchio Don Diego de la Vega (Anthony Hopkins), che da giovane aveva vestito i panni dell’eroe mascherato Zorro, intuisce in lui delle potenzialità nascoste…molto nascoste…e decide di addestrarlo per far rivivere le gesta di Zorro. Lo allena, gli dona la maschera e la spada originarie di Zorro, lo aiuta nel suo piano.

Questo è un esempio interessante di mentore, perché mostra chiaramente la parabola di un eroe che terminato il suo viaggio mette la sua esperienza al servizio di un nuovo protagonista.

2. Gordon Gekko in “Wall Street”

Il personaggio di Gordon Gekko (interpretato da uno straordinario Michael Douglas) è un famoso squalo della finanza di Wall Street, che svolge la funzione di mentore per il giovane Bud (Charlie Sheen) ma lo fa dandogli il cattivo esempio. In questo caso Gekko è un Mentore oscuro, che prende sotto la sua ala il protagonista portandolo sulla cattiva strada.

Bud, ammaliato dalla figura di Gekko, lo segue nelle sue azioni illegali fino al punto in cui capisce di essersi spinto troppo oltre e di doversi redimere incastrando proprio il suo stesso mentore.

Gordon Gekko è uno dei personaggi più belli del cinema, proprio perché riesce a incarnare in modo molto originale numerosi archetipi. È il Mentore di Bud, ma ne è anche l’Ombra, il Guardiano della Soglia e Mutaforma.

3. Helena, in “Ricorda con Rabbia”

In quasi tutte le grandi storie vediamo evolvere il protagonista, che riesce a superare le proprie paure o correggere i suoi difetti. Nell’opera di Joan Osbourne invece il protagonista, Jimmy, rimane sé stesso praticamente per tutto il tempo, costringendo gli altri ad adattarsi a lui oppure facendoli scappare.

In particolare è molto interessante l’evoluzione del personaggio di Helena, amica di Allison, moglie di Jimmy. Al suo arrivo e per tutto il secondo atto, Helena rappresenta il mentore di Allison. La conforta quando lei viene maltrattata fisicamente e verbalmente dal marito, la supporta quando le confessa di essere incinta, le consiglia di fuggire da lui.

Capisce che Allison ha disperatamente bisogno di aiuto ma è come bloccata, quindi prende l’iniziativa e informa il padre di lei che poi infatti verrà a prenderla per portarla via dal marito. Anche il padre di Allison svolge ovviamente il ruolo di mentore, ma lo fa in modo più classico.

L’originalità del personaggio di Helena sta nel fatto che dopo aver svolto il suo compito di mentore, salvando l’amica dal marito, cade nella stessa trappola innamorandosi proprio di Jimmy.

Il terzo atto si apre addirittura allo stesso modo del primo, con Helena letteralmente negli stessi panni di Allison. Sarà poi il ritorno di Allison a far capire a Helena l’immoralità di quello che ha fatto, spingendola a sua volta a fuggire da Jimmy, scambiandosi ancora una volta di ruolo con l’amica, che tornerà dal marito.

Quali mentori conosci?

Noi tutti abbiamo i nostri personali mentori nella vita. A partire dai genitori e i famigliari, tante persone hanno contribuito a formare la nostra personalità (insegnanti, allenatori, amici…) e a fare di noi quelli che siamo oggi.

Come esercizio, prova a individuare i mentori che hai incontrato nella tua vita, cercando di capire in che modo ti hanno aiutato. In che modo ti hanno protetto? Quali insegnamenti ti hanno lasciato, che porti ancora con te oggi?

E tu sei mai stato il mentore di qualcuno? Come lo hai aiutato, che tipo di mentore sei nella vita reale?

Prova a individuare anche altri personaggi del mondo del cinema e del teatro che incarnano l’archetipo del mentore. Qual è il mentore che avresti voluto avere nella vita o che ti piacerebbe interpretare?

Se nella lista dei tuoi mentori riterrai opportuno includere anche Teatro per Tutti, ti invito a iscriverti alla nostra Newsletter per non perderti i nostri saggi consigli!

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