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Il Cattivo: L’archetipo Ombra

Il Cattivo: L’archetipo Ombra

Indice dell'articolo

In ogni bella storia, l’eroe non potrebbe compiere la sua impresa se non ci fosse un forte antagonista ad ostacolarlo. Ogni storia che valga la pena essere raccontata ha sempre uno o più personaggi Cattivi, ovvero l’incarnazione dell’archetipo dell’Ombra.

Cosa sarebbe Star Wars senza Darth Vader?

Il Signore degli Anelli senza Sauron?

Cappuccetto rosso senza il lupo?

Abbiamo già parlato in un altro articolo degli archetipi in letteratura e del viaggio dell’eroe, ma in questo articolo cercheremo di approfondire meglio uno dei personaggi principali, ovvero il Cattivo.

Se non sai bene cosa sono gli archetipi o il viaggio dell’eroe, ti consiglio vivamente di leggere “Gli archetipi nella Ricerca del personaggio”, prima di proseguire con questo articolo.

L’archetipo “Ombra”

Questo archetipo rappresenta la prova più difficile da superare per l’eroe.

Solitamente sono proprio i suoi desideri, i suoi obiettivi e di conseguenza le sue azioni, a dare origine alla situazione che scuote il mondo ordinario dell’Eroe, costringendolo a partire per il suo viaggio.

Nonostante sia abbastanza semplice identificarlo con “il Cattivo”, in realtà questo archetipo è molto versatile. Tratti dell’ombra possono essere identificati anche in alcuni antagonisti, che non sono di per sé avversari o nemici del protagonista, ma che con le loro azioni lo mettono comunque in difficoltà.

Addirittura l’Ombra può materializzarsi anche nell’eroe stesso, come vedremo più avanti.

I risvolti psicologici dell’archetipo Ombra

Ogni volta che il nostro cervello reprime un trauma profondo, un senso di colpa, nascondendolo in profondità nell’inconscio, queste emozioni sepolte potrebbero trasformarsi in forze potenti che ci possono spingere a compiere azioni mostruose.

L’unico modo per riuscire a “disinnescare” questo pericolo è quello di affrontare le nostra paure, i nostri traumi e cercare di superarli. In questo modo potremo trovare di nuovo il nostro equilibrio psicologico.

L’Ombra rappresenta proprio le nostre paure più profonde.

È la materializzazione delle nostre psicosi.

O meglio, lo è per l’Eroe, nel quale noi tendiamo a identificarci.

Solitamente quindi la nemesi dell’eroe di una storia è l’incarnazione di alcune delle sue più profonde paure, dei traumi repressi.

Ma può anche rappresentare le proprie attitudini mai coltivate, i sogni a cui si è dovuto rinunciare, le emozioni anche sane (come rabbia o dolore) che abbiamo dovuto reprimere. Le opportunità che abbiamo perso, le nostre scelte sbagliate, i rimpianti.

Tutto il viaggio dell’eroe, ogni vicenda narrata in qualsiasi storia mai raccontata, ha lo scopo di far affrontare all’eroe (noi) la propria Ombra (il cattivo), per poter poi tornare al suo mondo ordinario profondamente cambiato (di solito in meglio).

Quale funzione ha il Cattivo all’interno di una storia?

In un contesto molto più pratico, l’archetipo dell’Ombra svolge una funzione drammaturgica all’interno di un storia, ovvero quello di sfidare l’Eroe. Il Cattivo crea il conflitto con il protagonista e si pone come il suo rivale più forte e solitamente l’ultimo da sconfiggere.

La sua funzione narrativa è talmente importante che spesso si dice che la qualità di una storia dipende dall’efficacia del Cattivo. Più è forte l’antagonista, più ardua sarà la sfida e più merito avrà l’eroe quando lo sconfiggerà.

Senza il cattivo, non ci sarebbe nemmeno una storia da raccontare.

Immagina se il Signore degli Anelli fosse soltanto una lunghissima e minuziosa descrizione delle normali attività del villaggio degli Hobbit, senza alcuna tensione, problemi o inconvenienti.

Che noia!

Frodo e Bilbo non avrebbero granché da scrivere nella loro biografia.

È solo grazie a Sauron e alla sua brama di dominio che le varie vicende della Terra di mezzo possono avere inizio e intrecciarsi, in quell’epopea che tutti conosciamo.

È grazie a lui che Frodo e Bilbo potranno vivere le loro grandi avventure.

Quando il cattivo non è poi così cattivo

Il personaggio, o i personaggi, che impersonificano i tratti dell’Ombra non sono sempre banalmente dei “Cattivi”. Arbitrariamente malvagi senza motivi apparenti.

È sempre bene ricordare che l’Ombra non crede di essere il cattivo.

Dal suo punto di vista è l’Eroe della sua storia.

Per lui è l’Eroe il nemico, che lo ostacola nel portare a compimento i suoi piani.

Alcuni dei cattivi più riusciti possiedono qualità apprezzabili, dei lati buoni, un tocco di umanità. Sono quindi personaggi complessi, sfaccettati, a volte anche fragili e vulnerabili, con motivazioni addirittura condivisibili.

Questa complessità può portare l’eroe addirittura a un conflitto morale nel momento fatidico in cui deve decidere se uccidere o meno il suo antagonista.

L’Eroe Ombra

Un modo molto affascinante in cui l’archetipo dell’Ombra può manifestarsi in una storia è quando è lo stesso eroe che lo incarna.

Questo succede quando alcuni aspetti della personalità del personaggio interferiscono con la sua missione, lo portano a comportarsi in modo autodistruttivo, oppure quando abusa del suo potere.

3 Esempi dell’archetipo Ombra nel Cinema e nel Teatro

La storia della letteratura, del teatro e del cinema è piena di esempi di personaggi che incarnano l’archetipo dell’Ombra. A volte è chiarissimo quale sia l’antagonista dell’eroe, a volte invece è un po’ più complicato identificare un vero cattivo. In alcuni casi l’Ombra non è nemmeno una persona vera e propria ma una forza misteriosa, un avvenimento avverso o anche semplicemente il tempo stesso.

Nel film “Non è mai troppo tardi“, i due protagonisti (Jack Nicholson e Morgan Freeman) non affrontano un vero e proprio nemico. Affetti da malattie terminali, cercano di realizzare il maggior numero possibile dei loro sogni rimasti nel cassetto prima che sia troppo tardi. Non combattono nemmeno la malattia, ma lo scorrere del tempo inesorabile.

Nel film “Dante’s Peak“, il protagonista Pierce Brosnan affronta un nemico molto particolare…un Vulcano! L’ombra non è quindi un personaggio ma una forza naturale, che rappresenta tutte le peggiori paure del protagonista, un vulcanologo che ha perso la fidanzata in una precedente eruzione.

Vediamo adesso invece alcuni esempi di personaggi cattivi interessanti.

1. Darth Vader, da “Star Wars” di George Lucas

Sembra che George Lucas abbia trovato l’ispirazione per scrivere Star Wars proprio dopo essere venuto a conoscenza della teoria degli archetipi e del Viaggio dell’eroe, leggendo “L’eroe dai mille volti” di Joseph Campbell (lettura molto interessante, puoi acquistarlo a questo link).

Non a caso i personaggi della saga sono degli ottimi esempi dei principali archetipi, motivo per cui sono diventati così iconici in tutto il mondo.

Darth Vader in particolare è l’ombra perfetta per un eroe come Luke Skywalker.

Rappresenta infatti tutte le sue paure, essendo l’esempio più terribile di cosa potrebbe accadere se Luke si abbandonasse al Lato Oscuro della Forza. Inoltre, in un ormai noto colpo di scena, Darth Vader si rivela essere suo padre. Ovvero la causa di uno dei traumi più importanti per un orfano, cresciuto senza sapere chi fossero i suoi genitori.

Infine, nonostante Darth Vader costituisca la personificazione dell’Ombra per la maggior parte della storia, George Lucas ce ne mostra anche il lato umano, paterno, quando nell’ultimo film della trilogia originale difende suo figlio dall’imperatore al costo della sua vita.

Darth Vader in una scena di Star Wars. Catturato da Luca Dell’Orto – BD, Copyrighted. Wikipedia

2. Hans Landa, da “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino

Probabilmente una delle “Ombre” riuscite meglio nella storia del cinema, per la sua complessità e particolarità…oltre che alla sensazionale interpretazione di Christopher Waltz (con cui si è meritato il suo primo Premio Oscar).

Pur essendo chiaramente il principale personaggio “Ombra” della vicenda, in realtà ne è soltanto un emissario. La vera Ombra che crea la motivazione per gli eroi di compiere il proprio viaggio è infatti Hitler e il suo Terzo Reich (che compaiono brevemente). In questo film tutti gli eroi partono all’avventura per uccidere Hitler, non Hans Landa.

Anzi, è soltanto verso la fine del film che gli Eroi (i Bastardi senza gloria) vengono anche soltanto a conoscenza di chi lui sia.

Ma per tutto il film, ogni sua scena incute negli spettatori una costante sensazione di ansia. Anche quando sorride e si comporta gentilmente, anzi forse anche di più.

In questo caso infatti, più che le sue azioni, è l’uniforme che porta addosso e il fatto di sapere che potrebbe compiere da un momento all’altro qualsiasi atrocità gli possa passare per la mente a solleticare le nostre più profonde paure. E la dissonanza tra il suo comportamento gentile e la sua potenziale pericolosità genera in noi un’ansia incredibile.

Molto interessante inoltre è constatare che alla fine del film, quando Landa cerca di accordarsi con gli alleati per salvarsi da tutte le accuse dando il suo aiuto determinante per uccidere Hitler, Quentin Tarantino riesce a toccare con quest’ombra una paura molto originale: quella di vedere una persona cattiva farla franca e non subire le conseguenze dei suoi atti malvagi.

Paura che hanno anche gli stessi Eroi, i quali però alla fine riescono ad affrontare, con uno stratagemma che renderà impossibile per Hans Landa lasciarsi alle spalle tutte le atrocità commesse.

Hans Landa, interpretato da Christoph Waltz in “Bastardi Senza Gloria” di Quentin Tarantino (2009)

3. Shylock, da “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare

Come ogni grande storia, in particolare quelle di Shakespeare, ne “Il mercante di Venezia” si intrecciano le vicende di numerosi personaggi. In ognuna di queste storie però il personaggio di Shylock rappresenta sempre l’Ombra contro la quale gli eroi devono lottare.

Per Antonio e Bassanio (e poi di conseguenza per la sua sposa Porzia), il vecchio usuraio Ebreo è un nemico mortale, carico di odio e risentimento verso i cristiani e soprattutto per Antonio, che proverà ad uccidere.

Per la figlia Jessica, il padre è un carceriere che le impedisce di essere felice con il suo amato Lorenzo, amico di Bassanio ma soprattutto di religione Cristiana.

Il personaggio di Shylock riveste quindi tratti diversi dell’archetipo dell’Ombra a seconda della sottotrama che si prende in considerazione.

Per la figlia Jessica, rappresenta il trauma di un padre oppressivo e la paura di perdere l’amore e la possibilità di essere felice.

Per Antonio incarna la paura del fallimento, portata all’esasperazione, in quanto l’impossibilità di ripagare il debito lo porterebbe alla morte per mano del vecchio Ebreo.

Per Bassanio rappresenta la paura di essere la causa della morte dell’amico Antonio, il quale per aiutarlo ha chiesto un prestito proprio all’usuraio ebreo.

Molto interessante notare che, nonostante inizialmente l’eroe della storia possa sembrare Antonio (ovvero il “Mercante” che da il titolo all’opera), in realtà le uniche che riescono ad affrontare e sconfiggere l’Ombra sono le due donne: Porzia e Jessica. Antonio e Bassanio restano inermi e sarebbero stati facilmente sconfitti da Shylock se non fosse stato per Porzia.

Per Porzia addirittura, Shylock non rappresenta un antagonista diretto. Lo diventa solo verso la fine della storia, quando viene a sapere che stava per uccidere l’amico del suo novello sposo.

Shylock, interpretato da Al Pacino nel film “Il mercante di Venezia”, diretto da M. Radford (2004). Screenshot catturato da Alexdevil, Copyrighted, Wikipedia

Quali Cattivi conosci?

Oltre ai 3 esempi riportati in questo articolo, il mondo della letteratura, del cinema e del teatro è pieno di grandi personaggi che incarnano l’archetipo dell’Ombra.

Se ne conosci altri o ne hai addirittura interpretati alcuni, raccontaci la tua esperienza nei commenti sui social!

E continua a seguire Teatro per Tutti perché in altri articoli analizzeremo nel dettaglio ogni archetipo e il Viaggio dell’Eroe.

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