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Alessandro Baricco: la vita e i libri di uno scrittore camaleontico 

Alessandro Baricco: la vita e i libri di uno scrittore camaleontico 

Indice dell'articolo

Il nome di Alessandro Baricco è legato a una lunga serie di libri di successo. Ma non si è limitato a scrivere libri. Ha anche condotto svariate trasmissioni televisive, celebri sono i suoi interventi su alcune delle testate giornalistiche italiane più importanti e tanti sono i suoi scritti di riflessione sui problemi più scottanti della nostra contemporaneità. 

Ma questo autore assai prolifico non ha sempre messo d’accordo tutti. Al contrario, molti dei suoi libri sono stati soggetti a stroncature pesanti, al punto da poter dire senza troppe esitazioni: Baricco o lo si ama o lo si odia. 

Chi è Alessandro Baricco? Alcune informazioni biografiche

Nato a Torino nel 1958,  Alessandro Baricco consegue una laurea in filosofia sotto la supervisione del professor Vattimo. 

La scrittura lo conquista sin da subito. All’inizio della sua carriera tenta di coniugare con essa la sua passione per la musica. Ha pubblicato saggi di critica musicale come Il genio in fuga (1988), su Rossini, e L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin (1992), sul rapporto tra musica e modernità.

Ha poi esordito esordito come critico musicale su Repubblica e avviato una collaborazione con La Stampa, per cui lavora tuttora come editorialista culturale.

Ma è con il primo romanzo, Castelli di rabbia (1991), che l’allora trentatreenne Baricco ottiene un successo assai largo, vincendo il Premio Selezione Campiello e il Prix Médicis étranger. È in primis la sua scrittura incisiva ed evocativa al tempo stesso a conquistare pubblico e critica.

A volte le parole non bastano.

E allora servono i colori.

E le forme.

E le note.

E le emozioni

A partire da questo primo romanzo Baricco non nutre più dubbi sulla sua vocazione principale: la scrittura narrativa. 

I libri più amati (e odiati) di Alessandro Baricco

Al grande successo di Castelli di rabbia, fa seguito due anni dopo Oceanomare. In questo libro, vero e proprio fiume di parole, è il mare il protagonista indiscusso, metafora dell’esistenza, che fa conquistare allo scrittore il Premio Viareggio.

In questi anni Baricco debutta anche in televisione. Conduce due trasmissioni televisive della Rai: L’amore è un dardo e Pickwick-Del leggere e dello scrivere, programma dedicato alla lettura di grandi classici e non solo.

Ma Baricco non lascia nulla di intentato e si cimenta anche nel teatro. Sempre agli anni ‘90 risale Novecento, «una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce».

Baricco concepisce la storia di quest’orfano visceralmente legato al suo pianoforte come un lungo monologo teatrale. Nel 1998 Giuseppe Tornatore, sull’onda del successo, ne ricava il film La leggenda del pianista sull’Oceano.

Un'immagine dal film "La leggenda del pianista sull'oceano" tratto da "Novecento", libro di Alessandro Baricco.
Un’immagine dal film “La leggenda del pianista sull’oceano”, tratto da “Novecento” libro di Alessandro Baricco

La fondazione della Scuola Holden

Nel 1994, stesso anno dell’uscita di Novecento, Baricco si cimenta in un’impresa guardata all’epoca con sospetto. Insieme ad altri 4 colleghi e amici trentenni fonda la Scuola Holden, prima scuola di scrittura creativa in Italia. All’epoca l’idea di insegnare a scrivere era guardata da molti con perplessità, addirittura con disprezzo. 

Il nome scelto per questa scuola suggerisce il desiderio di inclusività e la convinzione che tutti possano accedere alla scrittura, se equipaggiati con i giusti strumenti. Il prototipo di alunno ideale è infatti un po’ come il giovane Holden, protagonista dell’omonimo romanzo di Salinger: scapestrato e ribelle, ma tremendamente curioso. 

Gli ultimi libri degli anni ‘90: Seta e City

Nonostante i numerosi impegni, Alessandro Baricco trova comunque il tempo di scrivere nuovi libri. Nel 1998 pubblica per la casa editrice Rizzoli Seta, il suo terzo romanzo.

Il libro si presenta breve e segmentato in tante piccole sezioni e racconta la storia di Hervé Joncour, commerciante francese che, a causa di un’epidemia che ha colpito l’Europa e l’Africa, deve recarsi direttamente in Giappone per procurarsi i bachi da seta. 

Il tema centrale del romanzo è il viaggio, che simboleggia il cammino della vita. Il protagonista si lascia affascinare dall’esotismo di luoghi remoti, per poi comunque tornare alla vecchia vita. Con queste parole Il narratore descrive Hervé Joncour:

“Era d’altronde uno di quegli uomini che amano assistere alla propria vita, ritenendo impropria qualsiasi ambizione a viverla”.  

Nel 1999 Baricco compie un nuovo esperimento con l’uscita di City, primo libro ad essere pubblicato dapprima esclusivamente in rete, attraverso un sito web dedicato ed un forum di lettori. 

La scelta singolare di non pubblicare City in formato cartaceo prelude alle riflessioni di Baricco sulla rivoluzione digitale, apparse in svariati quotidiani e confluite da ultimo in uno dei suoi libri più recenti, The Game (2018).

Per Baricco, la rivoluzione digitale non ha solamente smantellato mappe mentali e schemi culturali, ma si è anche inquadrata in una cornice ben precisa: il tentativo di fuga dagli orrori del Novecento. 

L’autore ha poi scelto di adattare il libro ad un pubblico più giovane, pubblicando due anni dopo The game. Storie del mondo digitale per ragazzi avventurosi (2020).

Alessandro Baricco, da giovane.
Alessandro Baricco, da giovane

L’Iliade di Baricco: rilettura di un grande classico

Nei primi anni 2000 Baricco è ormai uno scrittore affermato e continua a pubblicare con ritmi serrati: risalgono a questi anni Senza sangue, 2002; Questa storia, 2005; Emmaus, 2009. 

Nel 2004 esce Iliade: in questo volume, dapprima concepito per il teatro e poi riadattato in formato libresco, Baricco si propone di rileggere il poema omerico. Smontando e rimontando l’Iliade in 24 monologhi +1, corrispondenti ai personaggi e all’aedo che racconta le vicende, l’autore affronta e sviscera il tema centrale del poema omerico, la guerra

Attingendo anche a quelle versioni apocrife dell’Iliade che circolavano nell’Antichità, Baricco tesse una trama polifonica, dove ogni voce racconta la sua versione della storia. Nella versione di Baricco tuttavia c’è una sostanziale differenza rispetto ad Omero: qui non c’è spazio per gli dei e la tragedia si consuma in un mondo esclusivamente terreno e mortale, da cui emerge un forte desiderio di reviviscenza, di attualità guardata attraverso la lente di un passato assai remoto.

E, in effetti, lo scrittore torinese non è mai rimasto indifferente ai problemi più cocenti dei nostri tempi.

Non solo narrativa: i libri di Alessandro Baricco sulla globalizzazione e sulla pandemia

Alessandro Baricco non si è occupato solamente di narrativa, ma ha spesso preso posizione sulle vicende d’attualità e sui problemi contemporanei. 

Per questa ragione ha scelto di dedicare al tema della globalizzazione un volume intitolato Next. Piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà. Senza dare nulla per scontato e con una prospettiva da non addetto ai lavori, Baricco si pone domande, provando a formulare risposte. E tenta di raggiungere una percezione più precisa e meno pregiudizievole di quel fenomeno che chiamiamo con il spaventoso nome di “globalizzazione”.

In tempi più recenti Baricco è stato anche tra gli intellettuali che hanno espresso la loro opinione sulla pandemia da Covid-19. Riflessione che possiamo riassumere con queste poche righe tratte da Quel che stavamo cercando (2021), libro dedicato al tema:

Bisognerebbe provare a comprendere la Pandemia come creatura mitica. Le creature mitiche sono prodotti artificiali con cui gli umani pronunciano a se stessi qualcosa di urgente e vitale. Sono figure in cui una comunità di viventi organizza il materiale caotico delle proprie paure, convinzioni, memorie o sogni.

La polemica con Ferroni

Ma i libri di Alessandro Baricco non hanno sempre conquistato tutti, anzi. 

Risale al 2006 il famoso scontro tra Baricco e uno dei critici letterari più eminenti, Giulio Ferroni, avvenuto sulle colonne di Repubblica poco dopo la pubblicazione di Questa storia. 

«Cari critici, ho diritto a una vera stroncatura», diceva Alessandro Baricco. «Caro Baricco, io la recensisco ma lei non mi legge», rispondeva Giulio Ferroni.

Da allora fiumi di parole sono stati scritti per difendere l’una o l’altra fazione. Da un lato c’è chi ama la scrittura di Baricco, trovandola originale e incisiva. Dall’altra c’è chi condivide con Ferroni l’idea che quella di Baricco, così come di molti altri scrittori contemporanei, sia “una scrittura a perdere”. Ovvero pensata per un pubblico medio-borghese da compiacere nelle sue mediocri aspirazioni e nei suoi banali timori. 

La malattia e l’ultimo libro di Baricco

Negli ultimi anni Baricco ha continuato a scrivere, pubblicando il libro per bambini Storia di Don Giovanni (2010); Mr. Gwyn (2011); Tre volte all’alba (2012); Smith & Wesson (2014); La sposa giovane (2015).

Nel 2022 ha annunciato di essere affetto da una forma di leucemia, che lo ha costretto a ritirarsi dalle scene. Tuttavia, Baricco non ha voluto smentire la sua fama di scrittore instancabile e nel 2023 ha annunciato l’uscita del suo ultimo libro, che ha definito come “western metafisico”: Abel.

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