ENTRA NELLA COMMUNITY DI TEATRO PER TUTTI!

ENTRA NELLA COMMUNITY DI TEATRO PER TUTTI!

/
/
Harold Pinter: il teatro della minaccia e dell’assurdo

Harold Pinter: il teatro della minaccia e dell’assurdo

Indice dell'articolo

Angoscia e ironia sono le due emozioni che dominano su tutte il teatro di Harold Pinter. 

Ispirato da autori come Kafka e Samuel Beckett, la cifra distintiva di quest’autore rimane comunque l’unicità, al punto che si è dovuto coniare un termine apposito per definire il suo stile inimitabile: Pinteresque

Lo stile inconfondibile di Pinter: i drammi della reticenza

“In altre parole, oltre al noto e all’ignoto, che altro c’è?”

Già da questa semplice frase tratta da uno dei drammi dell’autore si può cogliere il significato di Pinteresque: uno stile fatto di silenzi, pause e non detti, che crea quell’alone di minaccia incombente che pervade tutte il teatro di Harold Pinter. 

Le radici di questo stile si possono rintracciare nella biografia di Pinter. 

Nato in un quartiere povero di Londra nel 1930 da una famiglia di origini ebraiche, è testimone sin da bambino di episodi di violenza e antisemitismo. Capisce senza molte esitazioni che il teatro è la sua strada. Comincia a studiare alla Royal Academy of Dramatic Arts, ma non completa gli studi per ragioni economiche. 

Pur continuando a scrivere e a recitare, Harold Pinter si vede costretto a lavorare come cameriere, lavapiatti e venditore porta a porta. Ma è proprio il contatto con persone appartenenti a strati sociali molto differenti a far sviluppare in lui una spiccata sensibilità linguistica per idiomi e accenti diversi, che confluiranno nei dialoghi delle sue opere. 

L’autore debutta a teatro con La stanza nel 1957 e Il Calapranzi nel 1959. Sono commedie in un unico atto in cui sono sono già presenti le caratteristiche principali del teatro di Pinter. La paura, il sospetto e il pregiudizio dominano i personaggi in scena. Sono spesso chiusi in uno spazio claustrofobico, in cui un intruso turba gli equilibri preesistenti. 

Le prime due importanti commedie di Harold Pinter, Il Compleanno e Il guardiano, ne sono due perfetti esempi.

Pinter, da giovane
Un giovane Pinter, nel 1962

Il compleanno

Il compleanno è il primo dramma di Pinter suddiviso in più atti . Debutta nel 1958 all’Ars Theatre di Cambridge, rivelandosi un fiasco totale. Oggi, al contrario, la commedia è considerata uno dei capolavori di Harold Pinter. 

Influenzata dal Processo di Kafka, l’opera si apre con un’innocua chiacchierata tra due coniugi gestori di una locanda. L’atmosfera viene subito turbata dalla comparsa di Stanley, ospite dei due. È l’inetto che turba gli equilibri, il tipico antieroe pinteriano che sfugge all’ordine ipocrita del non detto. 

La drammaturgia disturbante, le ambientazioni claustrofobiche, le atmosfere enigmatiche e i comportamenti contraddittori sono tutti ingredienti che si ritroveranno anche nei drammi successivi. E che caratterizzano la drammaturgia di Pinter come un vero e proprio teatro della minaccia e dell’assurdo. 

Il guardiano

Il Guardiano (The Caretaker, 1960) è la prima commedia con cui Harold Pinter riesce ad ottenere un grande successo. 

Anche in questo caso, il dramma si svolge in un ambiente chiuso. Aston e Mick sono due fratelli che scelgono di assumere Davies come guardiano della casa, l’intruso della commedia.

Gli atteggiamenti dei tre diventano sempre più ambigui e incomprensibili. Davies si rivela inadatto a ricoprire il ruolo assegnatogli, mentre Mick sembra assumere inspiegabilmente atteggiamenti manipolatori. La commedia si risolve senza un vero e proprio finale, abbandonando lo spettatore con più domande che risposte e lasciando quasi intendere che l’insensata convivenza dei tre prosegua all’infinito. Per questa ragione, essa è considerata un perfetto esempio di teatro dell’assurdo.

Questo dramma conferma inoltre l’appartenenza a pieno titolo di Pinter alla generazione dei cosiddetti Angry Young Men, accomunati dalla forte protesta contro l’establishment culturale e sociopolitico. Alludendo al passato di Aston, confinato per un periodo in un istituto psichiatrico, l’autore porta avanti due importanti denunce. Le pratiche violente e barbare nei confronti dei malati di mente, come l’elettroshock. E in secondo luogo l’esclusione di quest’ultimi dalla società.

Il drammaturgo inglese tornerà pochi anni dopo ad attaccare le istituzioni manicomiali in The hothouse, commedia scritta nel 1958 ma rappresentata solamente nel 1980. 

Jeremy Irons e Meryl Streep in una scena del film "La donna del tenente francese", la cui sceneggiatura è stata scritta da Harold Pinter
Jeremy Irons e Meryl Streep in una scena del film “La donna del tenente francese”, la cui sceneggiatura è stata scritta da Harold Pinter

Oltre il teatro: il cinema di Harold Pinter

Già a partire dagli anni ‘60 Pinter si cimenta nella sceneggiatura di vari film, nonché in adattamenti dei suoi stessi drammi come The Caretaker, film uscito nel 1963 per la regia di Clive Donner. 

Tra i suoi film più conosciuti si segnalano soprattutto Il servo e l’incidente (1967) e La donna del tenente francese (1981), interpretato da Meryl Streep.

Nonostante l’impegno nel cinema, Harold Pinter non abbandona mai il teatro . In questi anni scrive capolavori come Tea party (1965); The homecoming (1965); The basement (1967); Old times (1971); No man’s land (1975). Ed infine il complesso TradimentiBetrayal (1978), che per i presunti rapporti con la biografia di Pinter merita qualche cenno in più. 

Tradimenti (The Betrayal)

La commedia Tradimenti debutta nel 1978 a Londra e ripercorre a ritroso le vicende di una burrascosa storia d’amore, dal suo sgretolamento agli inizi. 

A causa dello scandalo avvenuto l’anno prima, quando Pinter lascia la moglie e attrice Vivien Merchant per iniziare una relazione con Antonia Fraser, molti hanno creduto di ravvisare nella commedia molti riferimenti autobiografici. 

Tuttavia Harold Pinter ha sostenuto che la commedia alluderebbe in realtà alla relazione extraconiugale avuta in precedenza con Joan Bakewell, autrice e giornalista inglese. All’epoca la Bakewell, offesa dall’opera di Pinter, rispose attraverso la sua personale rilettura dei fatti con il dramma Keeping in touch

L’impegno politico e la critica alle istituzioni

Pinter sin da giovanissimo mostra una spiccata sensibilità per i problemi dei suoi tempi e uno spirito di rivolta contro al violenza e la sopraffazione Nel 1949, all’età di 19 anni, è infatti obiettore di coscienza, rifiutandosi di prestare il servizio militare, e per questo viene multato. 

La forte critica alle istituzioni è un elemento che torna nella sua biografia. Importante, sotto questo punto di vista, è stato il suo viaggio in Turchia insieme ad Arthur Miller che gli permette di assistere alle angherie cui la comunità curda è sottoposta.

Harold Pinter non rimane affatto indifferente e, in occasione di una cerimonia tenutasi presso l’Ambasciata americana, denuncia le condizioni delle vittime dell’oppressione politica. Denuncia soprattutto il ricorso all’elettroshock nei confronti dei detenuti. In seguito al suo discorso, è costretto a lasciare la Turchia e viene seguito per solidarietà dall’amico e collega Miller. 

Qualche anno dopo Pinter si è adoperato per far sì che il suo impegno non restasse lettera morta e la sua denuncia è confluita nel dramma Mountain Language, in cui l’autore traccia “una parabola sulle torture e sul destino del popolo curdo”. 

Negli anni a seguire il drammaturgo continua ad interessarsi di politica estera e denuncia con particolare virulenza critica gli Stati Uniti d’America, sia per il sostegno dato alle dittature latino-americane, sia per l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq

Il Nobel per la letteratura

Harold Pinter vince il Premio Nobel per la letteratura nel 2005, in quanto a giudizio della critica con i suoi drammi riesce a scoprire

“il baratro nascosto sotto le chiacchiere di ogni giorno” costringendoci “a entrare nelle chiuse stanze dell’oppressione”. 

Muore tre anni dopo all’età di 78 anni il giorno della Vigilia di Natale. 

Il contributo dato da Harold Pinter alla letteratura inglese del secolo scorso è incommensurabile. Per dirla con le parole di Alessandra Serra, traduttrice italiana ufficiale dell’autore: 

“Pinter come Kafka, Proust e Graham Greene ha tracciato e fondato un territorio, la Pinterland, con una sua topografia ben definita.” 

altri articoli interessanti

Chi ha letto questa pagina, ha apprezzato molto i seguenti articoli
Nell'era dei social network i mezzi di comunicazione convenzionali hanno davvero perso efficacia? Ecco come usarli per promuovere la tua attività culturale!
Un libro imperdibile per ogni appassionato di William Shakespeare, in cui puoi trovare tantissime informazioni e curiosità sul bardo dell'Avon. Schemi, infografiche e immagini per conoscere e capire in modo
La parola è uno degli strumenti principali di un attore. Per emettere correttamente i suoni, in modo che tutto il pubblico capisca cosa stai dicendo, è fondamentale avere muscoli e
Una locandina fatta bene è importantissima per promuovere un evento. Ecco 5 consigli utili per realizzare locandine migliori per i tuoi spettacoli.

Cerca

Cerca tra tutti gli articoli di Teatro per Tutti, compilando il campo qui sotto.

ARTICOLI A SORPRESA

Ti proponiamo due articoli scelti casualmente dal nostro vasto archivio, per scoprire argomenti che non sapevi di voler conoscere!

Il nostro obiettivo è che tu non veda l'ora di ricevere la nostra newsletter

Dopo esserti iscritto alla Newsletter di Teatro per Tutti, potrai personalizzare le tue preferenze, indicando su quali argomenti vuoi essere aggiornato.