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I libri di Nick Hornby: tra psicanalisi e autobiografia

I libri di Nick Hornby: tra psicanalisi e autobiografia

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Dark humour, relazioni e quotidianità: sono questi gli ingredienti che hanno portato al successo i libri di Nick Hornby, scrittore, sceneggiatore, nonché critico letterario e musicale. 

Le radici della scrittura di Nick Hornby: come nascono i suoi libri

Uno dei temi più ricorrenti nei libri di Nick Hornby è la relazione di coppia, attentamente scandagliata dallo scrittore britannico sia dal punto di vista maschile che femminile. Spesso i suoi romanzi prendono in esame la tipica insoddisfazione dell’età adulta, che tuttavia non viene demonizzata, ma al contrario è presentata con una luce ironica e bonaria al tempo stesso. 

L’esperienza diretta della separazione dei genitori segna infatti l’autore. Nato nel 1957 a Redhill, Nick Hornby cresce con la madre e la sorella. È da qui che lo scrittore verosimilmente trae la sua notevole abilità nel tratteggiare la psicologia dei suoi personaggi, soprattutto di quelli femminili. 

Dopo aver frequentato la Maidenhead Grammar School, si iscrive al Jesus College dell’Università di Cambridge, dove consegue la laurea in letteratura inglese. Inizialmente, Nick Hornby si dedica alla professione di insegnante. Passa poi al giornalismo freelance, lavorando per riviste come GQ, Time Out, ed Esquire, ed è proprio la scrittura giornalistica ad avviarlo al mondo della letteratura. 

Fever Pitch (Febbre a 90): il primo libro di Nick Hornby

Risale al 1992 il suo primo libro, Fever Pitch (Febbre a 90), con il quale vince il premio William Hill Sports Book of the Year Award. Si tratta di una serie di racconti legati a delle partite significative giocate dall’Arsenal, la squadra del cuore dello scrittore. 

Dal libro di Nick Hornby, è stato tratto un film del 1997, diretto da David Evans e interpretato da Colin Firth. Nel riadattamento cinematografico del libro di Hornby il protagonista, Paul Ashworth, giunge a mettere in secondo piano persino la sua compagna a causa del calcio. 

Il successo del libro testimonia che l’autore non parla semplicemente del mondo calcistico. In particolare, la ricerca di un’identità, il tema dell’ossessione e l’analisi ironica e in parte autobiografica di un personaggio maschile sono tutti tratti che ricorreranno spesso nelle successive pubblicazioni.

E sarà proprio con i romanzi e i libri che Nick Hornby riuscirà a diventare uno scrittore di fama mondiale, apprezzato ad ogni latitudine. 

I libri più famosi di Nick Hornby

Tra i libri più noti di Nick Hornby non si può fare a meno di menzionare Alta fedeltà (1995), Un ragazzo (1998) e Come diventare buoni (2001).

I 3 bestsellers sono tutti accomunati da tematiche relazionali e indagano le dinamiche che si instaurano tra persone del tutto comuni. Hornby ha infatti dichiarato in un’intervista pubblicata sul sito Book Browse che, pur non amando l’etichetta di “domestici” affibbiata ai suoi libri, tuttavia non può negare come essi nascano proprio dal desiderio di colmare un vuoto lasciato dalla letteratura, spesso dedita ai grandi personaggi e sin troppo negligente verso la realtà quotidiana.. 

Nick Hornby con i suoi libri vuole rappresentare al contrario personaggi afflitti da vizi e virtù del tutto comuni, in cui il lettore si possa identificare. Sta poi al ruolo dello scrittore non banalizzare. Ed è proprio questo che fa la scrittura di Hornby, profonda e sagace ad un tempo. 

High Fidelity (Alta fedeltà) e l’ossessione per la musica

Una clip dal film Alta Fedeltà di Stephen Freas, tratto dall’omonimo libro di Nick Hornby

Alta fedeltà è uno dei diversi libri di Nick Hornby dedicato alle dinamiche di coppia e all’insoddisfazione dell’età adulta. Questa è una fase della vita nella quale i protagonisti dei suoi romanzi si trovano a riconsiderare le proprie scelte passate. Ed è proprio quanto accade al personaggio principale di Alta fedeltà.

Rob Fleming, è il gestore di un fatiscente negozio di dischi; la ragazza lo ha appena lasciato e l’infelicità che ne consegue lo porta a riconsiderare la sua vita, di cui è profondamente insoddisfatto. Il tutto ci viene raccontato grazie a un flusso di coscienza lungo il quale Hornby ci accompagna con maestria e arguzia. 

Anche in questo caso, il romanzo affronta il tema dell’ossessione nella psicologia maschile. Tuttavia, a differenza di Febbre a 90, qui è la musica, altra grande passione di Hornby, ad occupare a tempo pieno la mente del protagonista.

Anche da questo libro di Nick Hornby è stato tratto un film del 2000, diretto da Stephen Frears e interpretato da John Cusack. Nel 2006 è stato adattato a un musical di Broadway e nel 2020 ne è stata ricavata una serie televisiva. 

 About a Boy (Un ragazzo) e How to be good (Come diventare buoni)

Nei libri successivi di Nick Hornby si assiste ad un progressivo incremento di complessità, soprattutto per quanto riguarda l’analisi psicologica e la scelta di temi sociali.

In About a Boy (Un ragazzo, in italiano), l ’autore si confronta nuovamente con il tema dell’immaturità maschile, ponendo a confronto due figure, Will, sulla trentina, e Marcus, un ragazzino di 12 anni. Tra i due nasce un’improbabile amicizia dalla quale è Will quello che ha molto da imparare. 

A partire dal romanzo How to be good (in italiano: Come diventare buoni), Hornby si dedica all’analisi della psicologia femminile, alzando ulteriormente l’asticella della complessità. Qui la dottoressa Katie Carr, sposata e con due figli, è una donna che ha le idee ben chiare su cosa comporti essere una brava persona, eppure all’ennesimo litigio con il marito decide di chiedere il divorzio. 

Il libro di Nick Hornby a questo punto prende una piega inaspettata: lui, sempre adirato e scontroso, riesce a diventare una persona pacifica, mentre lei diventa sempre più preda dell’isteria e si vede costretta a mettere in dubbio quegli schemi etico-morali che si era faticosamente costruita. 

Il romanzo, con leggerezza e spirito, riesce ad affrontare il tema del matrimonio e dei suoi luoghi comuni, attraverso un rovesciamento dei ruoli che stupisce ad ogni pagina il lettore e riesce sempre a strappargli un sorriso.

Una scena dal film About a Boy, tratto dall'omonimo libro di Nick Hornby
Una scena dal film About a Boy, tratto dall’omonimo libro di Nick Hornby

Non solo libri…

Nel 2006 Hornby ha la possibilità di tornare ad occuparsi del pallone, pubblicando in occasione dei Mondiali di calcio la raccolta Il mio anno preferito, contenente racconti di vari autori. 

Ma Nick Hornby non è solo un romanziere: ha scritto anche 31 Songs, un saggio autobiografico che guida il lettore attraverso la musica più amata dall’autore, e The Polysyllabic Spree (2004), in cui ha raccolto i suoi contributi sulla cultura pop, precedentemente pubblicati per le colonne di The Believer. 

Slam, una maledizione di famiglia

Nel 2007  torna ad indagare la psiche maschile con Slam (in italiano: Tutto per una ragazza), romanzo vincitore del premio ALA Best Books for Young Adults. Il romanzo ha per protagonista Sam, un giovane appassionato di skateboard e intenzionato a non commettere l’errore che segna la sua famiglia da generazioni, ovvero quello di avere un figlio a 16 anni. 

Suo malgrado, incapperà anche lui in questa “maledizione di famiglia”, a cui cercherà di sottrarsi invano. 

Il titolo Slam è un gioco di parole, in quanto oltre a richiamare il nome del protagonista è anche un termine che rimanda ad una delle evoluzioni tipiche dello skateboard. 

Nel 2016 Andrea Molaioli ne ha ricavato un adattamento cinematografico, presentato al Torino Film Festival. 

Nick Hornby negli anni 2000

Nel corso degli anni 2000 Hornby ha poi pubblicato altri grandi libri di successo, come Juliet, naked (2009; trad. it. Tutta un’altra musica); Funny girl (2014), State of the union: a marriage in ten parts (2019) e Just like you (2020).

Nel 2010 è stato anche sceneggiatore della pellicola An education, nonché del film di Jean-Marc Vallée “Wild“(2014) e di Brooklyn

Insomma, Hornby è molto più di un romanziere: scrittore ironico e riflessivo, è riuscito a condividere grazie alla scrittura le sue più grandi passioni. Ed è per questo che in ogni riga dei suoi libri, in ogni frecciata rivolta ai suoi personaggi, verso i quali pure empatizza,  troviamo sempre un pezzettino della biografia e della personalità di Nick Hornby.

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