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Laura Morante, fra teatro film e scrittura

Laura Morante, fra teatro film e scrittura

Indice dell'articolo

Laura Morante è un’attrice italiana molto importante del nostro panorama cinematografico. In questo articolo ripercorriamo la sua vita tra teatro, cinema e scrittura!

Gli inizi nella danza

Laura Morante è nata il 21 agosto 1956 a Santa Fiora, in provincia di Grosseto. Suo padre era Marcello Morante, fratello minore della tormentata scrittrice Elsa Morante. Laura cresce in una famiglia numerosa, ma non tradizionale. I suoi genitori, infatti, si separarono quando lei era ancora piccola.

Fin da giovanissima è attratta dalla danza ed è in questo ambiente che muove i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo. È brava, anche se non se ne è mai resa conto fino in fondo. E appena ventenne si trasferisce a Roma, entrando a far parte di una compagnia di danza contemporanea.

Lavora sodo e tutte le mattine è in sala prove, ad allenarsi. Ma Laura Morante non è mai stata una persona che si accontenta della routine. Fin da giovanissima ha sempre amato sperimentare. Così, quasi per gioco, affianca il teatro alla danza.

Non frequenta nessuna scuola di recitazione, ma conosce l’ambiente teatrale romano e recita in una compagnia amatoriale, assieme ad alcuni amici.

Una giovane Laura Morante nel film "Bianca" di Nanni Moretti (1984)
Una giovane Laura Morante nel film “Bianca” di Nanni Moretti (1984)

L’Incontro con Carmelo Bene

Poi un giorno, improvvisamente, arriva la grande occasione! Carmelo Bene vuole Laura Morante per una serie di spettacoli teatrali. La futura attrice esordisce in teatro nel 1978, interpretando Ofelia nell’Amleto del grande regista italiano.

È un’esperienza che la metterà a dura prova, ma che porterà Laura Morante a intraprendere la carriera d’attrice.

“[Carmelo Bene] era un personaggio sicuramente molto affascinante ma anche estremamente impegnativo, anche solo per gli orari di lavoro, per me che venivo da una disciplina a metà tra l’atletica e l’arte, e che ero abituata a dormire la notte e ad alzarmi presto e andare in sala prove. Lui provava solo di notte, dalle dieci di sera alle cinque del mattino. Ho dovuto rovesciare tutti i miei orari, per me è stato un massacro.”

Stralcio da un’intervista che Laura Morante ha rilasciato a “Sipario” (20 ottobre 2020).

L’esordio al cinema

Due anni più tardi esordisce nel cinema. Nel 1980 ha infatti inizio la sua carriera sul grande schermo. Giuseppe Bertolucci sceglie Laura Morante come interprete per il suo film Oggetti Smarriti, dove recita al fianco di Mariangela Melato. La sua interpretazione di una ragazza tossicodipendente non passa inosservata, tanto che l’anno successivo è nel cast della pellicola La tragedia di un uomo ridicolo di Bernardo Bertolucci.

Il successo con La stanza del figlio

Laura Morante continua a lavorare nel cinema e ha l’opportunità di essere diretta da alcuni dei più grandi registi del cinema italiano, come Gianni Amelio, Mario Monicelli e Nanni Moretti.

Circa a metà anni ottanta, Laura Morante si trasferisce a Parigi. Ormai la recitazione l’ha conquistata e anche in Francia lavora in svariate produzioni cinematografiche e televisive, raggiungendo una discreta notorietà.

Non abbandona però il cinema italiano e nel 1990 entra a far parte del cast di Turnè, di Gabriele Salvatores, al fianco di Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio.

Fino a questo momento Laura Morante si è fatta notare dagli addetti ai lavori e dagli spettatori soprattutto per i ruoli drammatici, ma Paolo Virzì nel 1996 le dà l’occasione di far vedere al grande pubblico che è tagliata anche per la commedia, volendola nel suo film Ferie d’Agosto.

Morante lavora incessantemente, viene scelta dai migliori registi italiani per la sua versatilità, ma ancora non è un volto noto per il pubblico.

Poi, quasi inaspettatamente, arriva il successo.

Nel 2001 Nanni Moretti, dopo aver scelto la Laura Morante per Sogni d’oro e Bianca la chiama per uno dei suoi film più celebri La stanza del figlio. Laura Morante interpreta Adriana, una madre che affronta la tragica morte del figlio.

Una scena tratta dal film La stanza del figlio, grazie al quale Laura Morante ha vinto il David di Donatello e il Ciak d’oro.

La sua interpretazione è così vera e autentica, da suscitare enorme ammirazione da parte della critica e del pubblico. Il film vince la Palma d’oro al Festival di Cannes e la Morante riceve i premi come Miglior Attrice ai David di Donatello. e al Ciak d’oro.

Proprio grazie a Nanni Moretti, finalmente anche il grande pubblico si accorge di Laura Morante e della sua magnetica presenza sullo schermo.

Scrittura e Regia

Come detto, Laura Morante ha uno spirito avventuriero, che la porta a cimentarsi in differenti arti. E così, si cimenta anche nella scrittura e nella regia.

Assieme al regista e sceneggiatore Davide Costantini, scrive la sceneggiatura di quello che sarà il suo primo film da regista, la commedia Ciliegine del 2012. Per la sua opera prima compone un cast quasi interamente francese, fatta eccezione per il ruolo di protagonista interpretato dalla stessa Morante e la parte di Karim Faysal affidata al compianto Ennio Fantastichini.

Proprio grazie a Ciliegine, ottiene una candidatura al Globo d’oro come regista rivelazione, senza però aggiudicarsi il premio.

Qualche anno più tardi, nel 2016 Laura Morante torna dietro la macchina da presa, per il film Assolo. Sua è anche la sceneggiatura della commedia, scritta ancora una volta assieme a Davide Costantini.

L’insegnamento di Laura Morante

Laura Morante oggi è un’attrice che lavora con i migliori registi del cinema italiano. La sua ultima fatica cinematografica è il film di Francesca Archibugi, Il colibrì, al fianco di Pierfrancesco Favino.

Tuttavia non ha scordato il teatro, dove ha mosso i suoi primi passi d’attrice e attualmente è infatti in tournée con il reading teatrale Medea.

Probabilmente, l’insegnamento più grande che la brillante carriera di Laura Morante può dare agli attori e alle attrici emergenti è che per emergere è necessario sperimentare, esplorare campi artistici a noi sconosciuti.

Laura Morante stessa, in numerose interviste, dice che una delle sue più grandi caratteristiche è la voglia di non adagiarsi in quella che possiamo chiamare Comfort Zone.

E molto probabilmente proprio questo lato del suo carattere, assieme al palese talento per la recitazione, è stata la chiave del suo successo.

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