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Registi italiani famosi: Franco Zeffirelli

Registi italiani famosi: Franco Zeffirelli

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La bellezza è la sola qualità che ci rende uomini fin dalla nascita. Un corpo, un gesto e un colore che ci inebriano sono l’unico incentivo consentito all’uomo per creare l’opera d’arte e congiungersi a Dio.

Così affermava Franco Zeffirelli regista, sceneggiatore, scenografo e anche politico, uno degli uomini di spettacolo italiani più noti al mondo.

Franco Zeffirelli: la vita e i primi passi nel teatro

Franco Zeffirelli è stato peculiare in tutto, anche nel nome.

Nasce nella Firenze del 1923 (il 12 febbraio) da una relazione extraconiugale di Ottorino Corsi – commerciante di stoffe –  con Alaide Garosi Ciprian, in un’epoca in cui i figli nati fuori dal matrimonio non potevano assumere il cognome di nessuno dei genitori.

Per questo motivo, la madre lo registra all’anagrafe inventando il cognome Zeffirelli (pensando agli “zeffiretti” cantati nell’Idomeneo di Mozart).

A 19 anni cambia però legalmente cognome, adottando quello del padre aggiungendo poi “in arte Zeffirelli”.

La sua fu un’infanzia difficile, fra padre assente e madre scomparsa prematuramente.

Frequenta il collegio nel convento di San Marco a Firenze e successivamente l’Accademia di Belle Arti e alla Facoltà di Architettura sempre a Firenze . È in questi anni, nel secondo dopoguerra, che esordisce come scenografo, curando una messa in scena di Troilo e Cressida diretta da Luchino Visconti.

A metà degli anni Quaranta si trasferisce a Roma dove esordisce come attore di cinema e teatro. Da lì a poco sarebbe nto il Zeffirelli regista che tutti conosciamo!

Zeffirelli regista
Un giovane Franco Zeffirelli

Gli esordi del Zeffirelli regista

Negli anni cinquanta esordì come regista sia in teatro sia al cinema, continuando il suo impegno come pittore-scenografo e costumista.

L’incontro con Visconti sarà di fondamentale importanza nella sua carriera, di cui è stato assistente per più di dieci anni, e nelle vesti di aiuto regista lo assisterà in La terra trema e in Senso.

Si data al 1954 il suo debutto alla regia teatrale al Teatro alla Scala dove dirige gli spettacoli L’elisir d’amore e Cenerentola di cui cura anche i costumi e le scenografie. 

Successivamente al Teatro di corte di Napoli presenta l’opera lirica Don Giovanni.

Dopo un breve intermezzo cinematografico, in cui dirige Camping, torna occuparsi principalmente di teatro per circa un decennio.

In questi anni cura la regia di grandi opere in prestigiosi teatri come Pagliacci al Royal Opera House di Londra, Otello al Royal Shakespeare Theatre, mentre negli Stati Uniti si fa conoscere con Romeo e Giulietta al City Center di Broadway. Torna quindi in Europa con La bohème al Wiener Staatsoper di Vienna e Chi ha paura di Virginia Woolf? Al Théâtre de la Renaissance di Parigi.

Sono indiscussi i suoi meriti nell’affrontare la drammaturgia moderne del Novecento, rimanendo fedele al testo e aggiungendo originale inventiva. Grazie a lui, hanno nuova linfa vitale nei teatri di tutta Europa autori come Edward Albee, Arthur Miller. E ancora Luigi Pirandello e Eduardo De Filippo.

 “Le mie produzioni non sono rimaste immobili nel tempo: si sono evolute e sono cambiate, perché le mie idee sono progredite e ho scoperto modi nuovi per servire gli autori”. 

Il cinema e la televisione

Verso la fine degli anni sessanta il nostro Zeffirelli regista si impose all’attenzione internazionale grazie a due trasposizioni cinematografiche di opere shakespeariane: La bisbetica domata con Elisabeth Taylor e Richard Burton(1967) e Romeo e Giulietta (1968).

Zeffirelli regista
Franco Zeffirelli insieme agli attori Olivia Hussey e Leonard Withing, protagonisti di Romeo e Giulietta

Ma nel mondo del cinema il suo nome è legato anche ad altre grandi pellicole celebri quali Fratello Sole e Sorella Luna (1970-1971), Il Campione (1980), Amore Senza Fine (1982). Negli anni novanta ricordiamo le pellicole Amleto (1991), Storia di una Capinera (1993), Jane Eyre (1994), Un tè con Mussolini (1998). Infine l’ultimo suo film Callas Forever, risale al 2002. 

Il nome di Franco Zeffirelli risuona anche nel piccolo schermo. Per la televisione firma infatti grandi successi come Gesù di Nazareth (1976-1977), che si calcola sia stato visto da un miliardo e mezzo di persone. Ma si cimenta anche nei documentari. Importante è il suo Mundial ’90 – sulla storia del Calcio Fiorentino di cui è sempre stato un grande tifoso.

Le grandi produzioni e collaborazioni di Zeffirelli

Franco Zeffirelli è riuscito ad eccellere anche in campo lirico. Innumerevoli sono le sue produzioni nei maggiori teatri del mondo. E celebri sono le collaborazioni con eccelsi artisti come Maria Callas, Plácido Domingo, Luciano Pavarotti, Herbert von Karajan, Leonard Bernstein e tantissimi altri. Con molti dei quali ha instaurato anche un rapporto di stima e amicizia.

Il nostro Zeffirelli regista firma numerose memorabili produzioni che sono parte della storia teatrale italiana. Si ricorda per esempio, Il Turco in Italia di Rossini con Maria Callas, Aida di Verdi e La Bohème di Puccini alla Scala di Milano. E ancora la Carmen di Bizet alla Staatsoper di Vienna, Tosca e Turandot di Puccini, Falstaff e La Traviata di Verdi al Metropolitan di New York. Infine Aida e Il Trovatore di Verdi, Carmen e Madama Butterfly di Puccini a Verona.

Continua negli anni a firmare grandi produzioni e calcare palchi internazionali come il Bol’šoj di Mosca in cui nel 2004 porta in scena l’Aida e successivamente La Traviata. A Tel Aviv mette in scena Pagliacci di Leoncavallo . Nel 2011 una nuova Turandot inaugura l’apertura della Royal Opera House di Muscat nel Sultanato dell’Oman, messa in scena con i complessi artistici e tecnici dell’Arena di Verona.

Artista instancabile, Zeffirelli continua a lavorare e dirigere opere teatrsali fino al 2019, quando si spegne all’età di 96 anni.

Politica e riconoscimenti

Franco Zeffirelli si dedica anche alla vita politica in maniera significativa. È il 1994 quando viene eletto senatore della repubblica nelle liste di Forza Italia. Con lo stesso partito si candida anche alle elezioni europee del 1999, senza risultare eletto, concludendo la sua esperienza parlamentare nel 2001.

Zeffirelli ha visto riconosciuta la sua arte in numerose occasioni. Tra i premi da lui vinti si contano cinque Premi Donatello, due Nastri d’argento e due candidature personali all’Oscar.

Senza dimenticare che nel novembre del 2004 la regina Elisabetta II lo nominò Cavaliere Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico (KCBE).

Nel 2023 ci sono state grandi celebrazione in onore dei 100 anni dalla nascita di Zeffirelli, fra cui il passaggio delle Frecce Tricolori su Firenze, una dedica di un Belvedere presso il Piazzale Michelangelo di Firenze e la realizzazione di un documentario breve che racconta la vita del regista prodotto dalla Fondazione Zeffirelli ed Istituto Luce.

Zeffirelli regista
Il regista e scenografo Franco Zeffirelli

Con Zeffirelli il melodramma diventa popolare!

Franco Zeffirelli è stato rappresentante di teatro musicale mai rivolto a un’élite colta o abbiente, ma dalla capacità di catturare un pubblico ampio e popolare. Questo fu possibile grazie alla spettacolarità dei suoi allestimenti e alla fusione di opera lirica, televisione, cinema. 

Grazie a lui il melodramma esce dalla nicchia tradizionale reclamando la posizione di patrimonio condiviso da tutti.

Con il Teatro alla Scala di Milano, Zeffirelli ha una collaborazione che copre più di mezzo secolo e seguirne il flusso rende evidente lo sviluppo stilistico dell’artista.

Nel 1953 firma il suo primo spettacolo scaligero quale regista: La Cenerentola, di Rossini e con Carlo Maria Giulini sul podio. A circa trent’anni Zeffirelli lega il suo nome a una stagione ben precisa: quella serie di opere tra Sette e Ottocento che si alternano tra il palcoscenico grande e l’ambito raccolto e prezioso della Piccola Scala. 

Una serie di titoli culminanti nella riscoperta del Turco in Italia di Rossini insieme con Gianandrea Gavazzeni e Maria Callas.

Oltre che le sue regie, sono anche i suoi bozzetti a sottolineare il suo stile peculiare: dal tratto lieve e raffinato, mostrano gusto per l’eleganza, per gli accostamenti cromatici, l’estro dei movimenti scenici sono apprezzati.

La svolta decisiva è nel 1963 con La bohème di Puccini, e soprattutto con il grande quadro del secondo atto: l’esito è la perfetta sintesi di una poesia intimistica e di un realismo spettacolare. A partire da quella Bohème (31 gennaio 1963) e dalla successiva Aida di Verdi (22 aprile 1963), lo stile di Franco Zeffirelli si carica sempre più di un realismo cinematografico e di una grande ostentazione di splendore.

è così che il suo teatro diventa sempre più un grande romanzo popolare, un’epica melodrammatica.

Il rapporto con la Scala sarà sempre fondamentale e Franco Zeffirelli tornerà a inaugurare la stagione scaligera due volte, nel 1992 con Don Carlo di Verdi e nel 2006 con una nuova versione di Aida diretta da Riccardo Chailly.

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