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Stephen King: la vita, le difficoltà, il successo

Stephen King: la vita, le difficoltà, il successo

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Stephen King è uno degli scrittori di romanzi horror più apprezzati e più prolifici di tutti i tempi e i suoi romanzi sono fonte di innumerevoli trasposizioni cinematografiche. Tuttavia, le cose non sono sempre state facili per lo scrittore. In quest’articolo, seguendo le tappe fondamentali della sua biografia, andremo alla ricerca delle origini del successo del Maestro dell’Horror, il quale ha ammesso in diverse occasioni le radici autobiografiche di molti dei suoi intramontabili bestsellers.

I primi anni e le difficoltà economiche

Stephen King nasce nel 1947 a Portland, nel Maine. I genitori, non riuscendo ad avere figli, avevano adottato un bambino qualche anno prima, di nome David Victor.

La vita di King è sin dall’inizio segnata da traumi, di cui il primo è l’improvvisa scomparsa del padre. Dopo essere uscito per comprare un pacchetto di sigarette, l’uomo non fa più ritorno, lasciando la madre dello scrittore, il fratello e il piccolo King, che allora aveva due anni, in una situazione di grave indigenza economica.

Ciononostante sua madre, Ruth Pillsbury, non si perde d’animo e accetta una serie di mansioni umili per riuscire a crescere i due bambini. A causa del lavoro, la donna è costretta spesso a lasciare i figli soli ed è in questo momento che una prima scintilla si accende nel futuro scrittore: infatti, i lunghi pomeriggi trascorsi a casa sono un’occasione preziosa per Stephen King per fare incetta di libri e alimentare la sua immaginazione.

Due congiunture del caso fanno sì che il giovane scrittore possa investire più tempo del previsto nella lettura: da un lato, il ritrovamento di vecchi romanzi horror e fantasy gelosamente custoditi dal padre nella vecchia soffitta della casa d’infanzia, e dall’altro una brutta tonsillite, che gli preclude per diversi mesi la possibilità di andare a scuola.

Stepehn King da giovane, assieme ad alcuni suoi libri.
Un giovane Stephen King, assieme ad alcuni suoi libri.

L’esperienza da giovane padre e i libri per l’infanzia 

Una delle ragioni per cui Stephen King ha destinato molti dei suoi libri ad un pubblico di bambini risiede nei suoi inizi assai precoci: sin da piccolo si diverte ad assemblare storie, con le immagini prima ancora che con le parole. 

Ma non è solo l’infanzia a segnarlo profondamente: anche gli anni del college lasciano in Stephen King una traccia indelebile e decisiva per le scelte compiute in seguito.

Durante l’università conosce infatti Tabitha Spruce, studentessa di storia e poetessa, da cui King avrà due figli nel 1970 e nel 1972. Anche il fatto di essere stato un giovane padre influenza profondamente le future scelte e inclinazioni dello scrittore- basti pensare a IT (1986), uno dei capolavori horror per bambini più amati di tutti i tempi.

L’autore ha infatti dichiarato in un’intervista:

 “Vivevo a stretto contatto con rabbia ed esaurimento emotivo. E queste cose andarono a finire nei miei libri, perché erano tutto ciò che conoscevo all’epoca.

 Anche questi primi anni non sono affatto facili economicamente: è costretto a svolgere una serie di mestieri mal retribuiti, per poi essere assunto come docente di inglese subito dopo il college.

Tuttavia, il denaro non è mai abbastanza. Nonostante le difficoltà economiche ed i lavori estenuanti, King non può fare a meno di scrivere; è nota infatti la sua infaticabile capacità di scrivere quotidianamente, eccezion fatta per 3 giorni l’anno.

Ed è così che nasce a poco a poco il suo primo romanzo, destinato a vendere oltre un milione di copie, ma dalla gestazione lunga e travagliata: Carrie.

Il primo libro di una lunga serie: un romanzo femminile

 Carrie esce nel 1974 e vede come protagonista una ragazza dotata di poteri telecinetici, vessata da una madre bigotta e bullizzata dalle compagne di classe. La manifestazione dei poteri paranormali di Carrie subisce una climax nel corso del romanzo, che porta la ragazza a vendicarsi delle persone che l’hanno ferita, uccidendole proprio grazie alle sue capacità di esercitare un controllo sulle menti.

 In un primo momento, Carrie nasce come racconto breve, ma progressivamente King lo amplia fino a renderlo un romanzo. Inizialmente restio a pubblicarlo, in quanto messo in difficoltà dalla necessità di sondare la psicologia femminile, si persuade a presentarlo alla casa editrice Doubleday solo grazie all’intervento della moglie. Il manoscritto viene venduto per 2500 dollari e ottiene in seguito una duplice trasposizione, sia cinematografica che fumettistica.

 Nella dedica del libro si legge:

 A Tabby, che mi ha fatto entrare in questo incubo, e poi me ne ha fatto uscire.

 È da questo momento, soprattutto grazie all’incoraggiamento della moglie, che Stephen King capisce di poter vivere della sua scrittura e diventa progressivamente un caso editoriale, cinematografico e televisivo.

Quanti libri ha scritto Stephen King? Le chiavi di una scrittura intramontabile

Dalla fine degli anni ‘70 King diviene uno scrittore affermato: in totale, da Carrie fino ad oggi ha pubblicato 60 romanzi e 200 racconti.

 Escono in questi primi anni alcuni dei suoi romanzi più noti, tra cui :

  1. The Shining (1977; da cui il film di S. Kubrick, 1980);
  2. The dead zone (1979; da cui il film di D. Cronenberg,1983);
  3. Misery (1987; da cui il film di R. Reiner, 1990);
  4. The green mile (1996; da cui il film di F. Darabont, 1999);
  5. Dreamcatcher (2001; da cui il film di L. Kasdan, 2003).

The Shining

 Molti dei capolavori di Stephen King sono ispirati a vicende legate alla sua biografia, come ad esempio Shining, in cui il protagonista del romanzo è uno scrittore squattrinato (proprio come King all’inizio della sua carriera), che accetta di lavorare come custode notturno in un hotel deserto.

 Nonostante il successo mondiale della trasposizione cinematografica di Kubrick, King ha dichiarato di non apprezzare il film in quanto “troppo freddo ed incapace di penetrare davvero le dinamiche familiari”, al contrario attentamente scandagliate all’interno del romanzo.

 Alla domanda circa il fulcro della sua scrittura, King ha risposto che non è tanto la paura a rappresentare l’oggetto principale dei suoi romanzi, quanto il caos: l’intrusione dello straordinario nell’ordinario, la capacità dell’uomo di interagire con ciò che gli risulta inspiegabile e le ripercussioni di ciò sulle relazioni interpersonali, è questo ciò che lo interessa davvero e che fa di Shining un thriller psicologico di grande successo.

Una biografia travagliata: la dipendenza e l’incidente

Gli anni ’80 della vita di King sono sì segnati dal grande e a lungo sperato successo, ma anche dalla dipendenza, prima dall’alcol e poi dalla cocaina: lo scrittore non riesce a smettere di scrivere e l’effetto delle sostanze stupefacenti lo aiuta per un certo periodo a mantenere ritmi serrati in qualunque momento della giornata. Anche quest’elemento della biografia interviene pesantemente nei romanzi dello scrittore, per sua stessa ammissione:

 Ma nei libri si è notato, dopo un po’. Misery è un libro sulla cocaina. Annie Wilkes è cocaina. Era la mia “fan numero uno”.

 Tuttavia, ad un certo punto King capisce di dover smettere, anche grazie all’ultimatum della moglie. Risalgono agli anni ‘90 altri suoi capolavori, come Cose preziose, Il miglio verde, Mucchio d’Ossa. L’autore continua a scrivere incessantemente, fino a quando un evento improvviso non sconvolge la vita dello scrittore.

Nell’estate del 1999, mentre porta a passeggio il suo cane, King viene brutalmente investito: si deve sottoporre a sette operazioni chirurgiche e da allora la sua proverbiale capacità di scrivere oltre 2000 parole al giorno viene inevitabilmente meno. 

Nonostante il trauma, King riprende da dove aveva interrotto e nel 1999 esce On Writing. Autobiografia di uno scrittore, in cui sceglie di raccontarsi da una prospettiva diversa, svelando i principali trucchi del mestiere.

 I film di Stephen King

Le trasposizioni cinematografiche dei libri di King sono oltre 65 e ovviamente non tutte hanno goduto dello stesso successo.

 Tra i film che hanno riscosso più successo non si può fare a meno di citare Carrie di Brian de Palma, in cui il regista riesce davvero a rendere giustizia al primo romanzo di King.

Altri film notissimi sono inoltre Stand by me, Le ali della libertà, film dedicato all’improbabile fuga di un uomo che è stato ingiustamente incarcerato, e Shining, che nonostante il giudizio assai critico formulato dallo stesso King continua ad essere considerato il film horror per eccellenza nell’immaginario comune.

“Il grande libro di Stephen King”

Se sei un fan di Stephen King e un amante dell’horror, allora ti consiglio di leggerti questa biografia del grande scrittore!

L’autore ci racconta la vita del re ma anche tutti i retroscena e i dietro le quinte dei suoi romanzi e delle relative trasposizioni cinematografiche e televisive!

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