In questa nostra rubrica di volta in volta ci occupiamo di un attore o di una attrice che si sono imposti nell’immaginario collettivo e nel panorama cinematografico. Alcuni di questi, sono ancora in vita e la loro carriera prosegue anno dopo anno.
Altri purtroppo ci hanno lasciato ma il loro ricordo è rimasto indelebile. Marcello Mastroianni è certamente uno di questi nomi. Attore italiano amato e famoso anche all’estero. Divo e anti divo allo stesso tempo, ha attraversato il cinema italiano ed europeo dalla fine degli anni 40 fino alla sua morte, nel 1996. Con lui hanno collaborato importantissime altre figure, da attrici come Sophia Loren a registi come De Sica, Fellini, Petri e Germi. In questo articolo cercherò di approfondire la sua figura e di far scoprire alcuni film, non troppo noti, a cui ha preso parte.

L’infanzia, la vita adulta e il teatro
Nato a Fontana Liri (Frosinone) il 28 settembre 1924, Marcello Mastroianni era figlio di un ebanista di remota origine greca, nipote dello scultore Umberto Mastroianni. Cresciuto tra Roma e Torino, l’attore si forma a teatro per poi esordire al cinema e proseguire la carriera in entrambi i contesti.
Mentre conseguiva il diploma di perito edile, il protagonista del film La Dolce Vita muoveva i suoi primi passi nel cinema e nel teatro. Il debutto filmico avviene nel 1939 quando la Seconda guerra mondiale in Italia ancora non è scoppiata. Per quanto concerne il Teatro invece la sua prima affermazione fu in uno spazio universitario che avvenne nel 1948 in Angelica di L. Ferrero, al fianco di Giulietta Masina.
Segnalato a Visconti, Mastroianni continuo il suo percorso teatrale interpretando ruoli importanti in opera di grandissimo valore, da Un Tram che si chiama Desiderio di Williams a La Locandiera di Goldoni. Eppure, il ricordo più comune di tutti quelli che lo hanno amato, come il sottoscritto, è legato ai suoi film, ai suoi personaggi molto diversi l’uno dall’altro. Nel prossimo paragrafo approfondiremo quelli che sono stati i suoi ruoli più memorabili.
I film, il successo e l’immortalità di Marcello Mastroianni
Gli anni 50 per Marcello Mastroianni sono il periodo in cui si fa conoscere per le sue doti, per come può interpretare diversi ruoli, dall’innamorato senza speranza del film Le Notti Bianche di Visconti all’uomo innocente accusato di bigamia in Il Bigamo.
Anche nel film I Soliti Ignoti, Mastroianni interpreta un altro ruolo assai peculiare, tuttavia lo sapete benissimo di cosa sto per discutere. Certamente non si può non parlare di quest’attore senza citare i capolavori assoluti che ci ha regalato Fellini. Film come La Dolce Vita e 8 e mezzo in particolar modo, sono pellicole talmente indimenticabili che non hanno solo sconvolto l’immaginario di quel tempo ma anche oggi continuano a essere seminali per chi si approccia al mezzo.
Per moltissimi anni Mastroianni è stato alter ego del regista, aspetto che lo ha portato ad interpretare diverse vesti, diversi lati del carattere del cineasta de Lo Sceicco Bianco. Quello che sconvolge, oggi come allora, è la capacità dell’attore di non scivolare nel type casting, anzi di sovvertire la propria immagine di sex symbol.

Lo stesso anno del film La Dolce Vita (1960) dove Marcello Mastroianni deve essere fascinoso e seducente, esce anche Il Bell’Antonio di Mauro Bolognini dove Mastroianni interpreta un bellissimo uomo che però soffre d’impotenza. Ricordiamoci anche il contesto, siamo nel 1960, non esisteva nessuna cultura dell’accettazione di sé, nessuna letteratura mainstream che potesse in qualche modo rassicurare una persona sulle proprie difficoltà fisiche. Marcello Mastroianni non ha mai nascosto la sua bellezza, tuttavia solo come i migliori interpreti sanno fare, ha sempre evitato che il suo corpo rispondesse solo a un chiaro stereotipo, il quale ugualmente è nato dopo La Dolce Vita.
L’uomo dietro l’attore
Per comprendere meglio l’uomo dietro l’attore, ci vengono in aiuto le testimonianze dei suoi sodali. Nel 2016, Il Bifest di Bari dedica la propria mostra proprio all’artista in analisi quest’oggi.
“Quando gli si confidava un ruolo Marcello non interferiva sulla struttura della storia o sugli sviluppi del personaggio o sui dialoghi che lo esprimevano. Marcello si accingeva subito a ‘ricopiare’ il testo così com’era, ma con la sua personalissima calligrafia. E, che fosse italiano, americano, greco o francese, il ruolo diventava soltanto suo, gli calzava a pennello, tagliato sulla sua misura, come gli abiti che indossava e ai quali dedicava particolare cura”.
Così Ettore Scola lo ricorda in un testo che apre il programma del Bifest. Un’altra testimonianza rilevante riguarda proprio un film del regista poc’anzi citato. Mi riferisco a Una Giornata Particolare. Racconta Mastroianni:
“Mi piace Ettore. Ha humour; è simpatico. Con lui si può esprimere un’idea: se è valida, l’accetta. In Una giornata particolare , mi ricordo, c’era una telefonata molto delicata che io, nel ruolo di un omosessuale, facevo evidentemente l’amico. ‘Ettore – gli dissi – il pudore mi suggerisce di fare questa scena tutta di schiena. Vieni dietro la mia nuca, con la macchina da presa, perché le cose che dico non siano violente, non arrivino allo spettatore in maniera sgradevole’. Scola fu d’accordo. E quella telefonata è uno dei momenti più belli del film”.
Come avete potuto comprendere, riassumere la carriera di questo gigante del cinema del Novecento è davvero difficile. In questo articolo non ho parlato della sua vita privata, perché per quanto quest’ultima sia interessante, Marcello Mastroianni è una figura troppo importante per parlare di quest’argomento nella sede in cui scrivo. Se siete appassionati di cinema o di Arte in varie forme non potrete che rimanere affascinati da quest’attore così indimenticabile. E a volte, per conoscere un attore basta vedere i suoi film. Cominciare da quelli che ho citato in questo articolo, è un ottimo inizio.
