Sophia Loren è stata per un periodo di tempo l’incarnazione di un preciso stereotipo: la popolana bella, prosperosa ed esuberante. Non era la sola però a ricoprire questo ruolo. Accanto a lei come eterna rivale, c’è stata sempre Gina Lollobrigida. Entrambe ancora oggi rappresentano nel mondo una visione d’intendere la donna italiana, specialmente del sud.
Tra le protagoniste del cinema italiano e neorealista, Sophia Loren, fin da giovane, ha saputo districarsi nei ruoli più disparati. Ha così allontanato da sé tutte quelle critiche che potevano sorgere a causa del suo aspetto, il quale tra l’altro, rappresentava esattamente l’idea di bellezza ed erotismo occidentale in quel periodo. Marilyn Monroe insegna.
L’infanzia e i primi passi nel cinema della giovane Sophia Loren
Nata a Roma nel 1934 e cresciuta a Pozzuoli, Sofia Scicolone, nome vero dell’artista romana, nasce in una famiglia per nulla ricca, anzi. La madre della nostra protagonista era un’aspirante attrice ed è costretta fare l’impossibile per mantenere le sue figlie Maria e Sofia. Non solo, Romilda Villani, madre della futura star, aveva anch’ella un sogno simile a quello che avrà sua figlia. Per pochissimo, infatti, quando era giovanissima sognò Hollywood e non a caso. Grazie alla sua bellezza Romilda vince a Pozzuoli il concorso per andare negli Stati Uniti a fare la controfigura di Greta Garbo. I genitori per lei volevano un’altra carriera, le avevano infatti fatto prendere il diploma di pianista e perciò quella prospettiva sfumò.

Quel sogno diventa un’ossessione che si rifletterà nella carriera della figlia maggiore. Come sua mamma Romilda, la giovane Sophia Loren muove i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo grazie ai concorsi bellezza. Grazie a questi, Sophia Loren diventa protagonista di una serie di fotoromanzi, accanto ad Antonio Cifariello e al cantante Achille Togliani.
Quella della sua famiglia è una storia particolarissima da cui si possono trarre tantissime riflessioni, ancora oggi attuali. In questo breve articolo non possiamo indagarle tutte, ma attraverso le testimonianze apprese da un articolo de La Stampa anche voi potete farvi un’idea in merito.

Il ricordo di Sophia Loren della madre
Sophia Loren ricorda così sua madre:
“Dietro l’apparenza rigida, impositiva, drammatica, perfino dura per occhi estranei, nascondeva il cuore di una bambina sperduta che voleva essere amata: era fragilissima. Quando arrivavo a casa sua, per qualche giorno, mi preparava le polpettine, i peperoni, le melanzane per farmi sentire gli odori della nostra cucina”
Maria, invece sorella di Sophia, è di tutt’altra opinione:
“Pretendeva l’impossibile. Ho potuto cominciare ad essere me stessa quando l’ho chiusa in un cerchio: ma è stata dura. Solo adesso faccio quello che voglio. Da lei ho ereditato la testardaggine. Volevo studiare, ma dopo la terza elementare mi tolsero da scuola perché a Pozzuoli una alunna senza il cognome paterno era una vergogna. Mi sono laureata in lettere a 38 anni. Ho avuto una infanzia infelice. Per mesi sono rimasta chiusa a chiave, a Roma, in una stanza mentre mia madre usciva con Sofia per trovarle qualche particina a Cinecittà. È vero. Ho vissuto di luce riflessa, ma quella luce mi è bastata. Senza Sofia non avrei potuto neppure mangiare”
L’esordio cinematografico e l’arrivo ad Hollywood
Cuori sul mare di Giorgio Bianchi è il vero esordio della giovane Sophia ma alcune Enciclopedie, tra cui la Treccani, sostengono che l’entrata in scena al cinema dell’attrice sia con un altro film.
Entrambi sono degli anni 50 ma in ordine d’uscita la pellicola poc’anzi citata ha la precedenza. L’altro film, ben più celebre, sancirà un altro tipo d’esordio, ben più importante se vogliamo. Luci del varietà (1950) non è certamente uno dei migliori esempi della filmografia di Fellini ma indubbiamente è un modo giusto per una giovane attrice per farsi notare in un certo ambiente d’intellettuali. Continuando a lavorare conosce il suo futuro marito, il produttore Carlo Ponti.
Da quel momento in poi Sophia Loren ha davvero tutto per diventare una star: talento, contatti e un fascino indescrivibile. Nei successivi anni la giovane promessa del cinema lavora con diversi registi importanti, tra cui Vittorio De Sica ed ovviamente viene anche notata ad Hollywood dove avrà una carriera parallela.
Negli Stati Uniti Sophia Loren lavorerà con attori importantissimi come Cary Grant, William Holden, John Wayne, Paul Newman, Frank Sinatra, e con registi altrettanto noti come Stanley Donen.

L’Oscar però non arriverà con i film di produzione americana ma con un ruolo che la consacrò come una delle attrici italiane più talentuose di quel periodo. E, stranamente, così come nell’attualità una bellissima attrice deve nascondere o modificare il proprio aspetto per raggiungere certi risultati, anche Sophia Loren dovette interpretare un ruolo dove la bellezza era del tutto secondaria.
I maggiori capolavori di Sophia Loren
È il 1960 quando per la giovane, bella e talentuosa Sophia Loren arriva il ruolo di una vita, quell’interpretazione che resta ancora oggi nei libri di storia. Parliamo ovviamente de La Ciociara di Vittorio De Sica. La pellicola racconta di Cesira e sua figlia che fuggono dalla città di Roma per trasferirsi in campagna. Lì però le aspetta l’ennesimo orrore.
Tratto dal romanzo di Alberto Moravia, questo è uno dei maggiori film del regista e dell’attrice, la quale ottenne i riconoscimenti più importanti tra cui il citato Premio Oscar e anche il premio come miglior attrice al Festival di Cannes nell’edizione del 1961.
Indubbiamente Sophia Loren è una delle attrici più rappresentative del nostro cinema nel mondo. E di sicuro è un’attrice a cui ispirarsi se si vuole diventare attore o attrici. Se fai parte di questa categoria o se sei un un appassionato di cinematografia, consiglio di guardare non solo il film La ciociara, ma anche Ieri, Oggi e Domani, Una Giornata Particolare, Pane Amore e…, ed infine Matrimonio All’Italiana.
