Ci lasciamo alle spalle le ribellioni giovanili degli anni sessanta e settanta, per approdare nel decennio più sfrenato del ventesimo secolo: gli anni 80!
Questo è stato un periodo di grandissimi cambiamenti sociali e politici che influenzarono la cultura e quindi anche il modo di fare musical!
Il contesto culturale del musical anni 80
Probabilmente, quando pensiamo agli anni ottanta ci vengono in mente parole come eccesso e abbondanza.
Gli anni ottanta sono infatti gli anni del consumismo più sfrenato, gli anni dell’individualismo e dell’ascesa della musica pop, ma anche rock e alternative!
Sono stati anche anni di importanti innovazioni tecnologiche, che contribuirono a cambiare il modo di fare e fruire l’arte e la musica.
La radio FM, la tv via cavo e i Videoclip!
Negli anni ottanta si diffusero in maniera esponenziale le stazioni FM.
Rispetto alle tradizionali stazioni AM, ponevano un’attenzione maggiore alla musica rock, pop e a tutti gli altri generi emergenti, promuovendo così nuovi artisti e diffondendo nuove tendenze musicali. Le radio FM, inoltre, non si limitavano a far ascoltare soltanto musica, ma ospitavano anche programmi tematici e interviste agli artisti, aumentando così l’accesso alla cultura popolare.
Inoltre, in questo decennio si diffuse in modo capillare la televisione via cavo che portò alla creazione di numerosissime emittenti tv private.
Questo si tradusse in una sempre più ampia scelta di canali rispetto alle tradizionali reti televisive. E quindi a una maggiore diversità di contenuti.
È proprio in questo periodo che nacquero i primi canali dedicati al cinema, allo sport e… alla musica.

Venne così alla luce MTV, la più celebre emittente televisiva di contenuto musicale.
Nel mondo della musica si imparò ben presto quanto un bel videoclip musicale possa essere rilevante per il successo di una canzone.
Mai come in questi anni la musica diventò qualcosa di visivamente coinvolgente.
I videoclip si configurarono come una forma d’arte che contribuiva a definire lo stile dell’artista musicale in questione, promuovendo allo stesso tempo la sua immagine, il suo stile e la sua musica.
Il Megamusical: la spettacolarità dei musical anni 80
In un’epoca in cui tutto è esagerato e psichedelico il musical torna a essere un grande spettacolo!
E torna ad avere livelli di popolarità che ricordano da vicino l’era d’oro del musical.
Le nuove tecnologie del tempo permisero di dare libero sfogo ad una creatività esplosiva che portò alla nascita del cosidetto Megamusical.
E la spettacolarità raggiunse livelli mai visti prima.

Ma cosa si intende con la parola “megamusical”?
Il termine Megamusical può essere associato alla parola “blockbuster”, suo equivalente cinematografico.
I Megmausical sono spettacoli musicali di grande impatto, per i quali si consumano enormi risorse, con l’obiettivo di ricevere grandi profitti.
La parola d’ordine è: stupire il pubblico.
I cast sono sempre molto numerosi e le coreografie strabilianti.

Grazie alle nuove tecnologie, le scenografie dei musical anni 80 sono infatti sempre più grandiose e incantano gli spettatori di tutte le età.
Dal punto di vista musicale, i megamusical contengono canzoni dalle melodie orecchiabili e lussureggianti, mentre le parti in prosa vengono quasi del tutto accantonate, a favore del recital-cantando.
Ma ciò che fa di un musical un megamusical è che fin dalla sua ideazione, è pensato per poter essere replicato in massa in ogni parte del mondo.
Questo comporta una rigida standardizzazione nell’esecuzione del musical, anche da parte di team e cast differenti dall’originale.
Per questo motivo, alcuni esperti hanno clonato il termine di “Mc Theatre“, con il chiaro riferimento alla catena mondiale di fast food americana.
Un primo esempio di questo genere di musical è probabilmente l’amato Les Miserables, anche se effettivamente a inaugurare l’era del megamusical è il celebre Cats, assieme al famosissimo The phantom of opera.
Musical anni 80: Les miserables
Se noi oggi possiamo ammirare i grandiosi spettacoli dei megamusical, dobbiamo ringraziare il re Mida dei musical, l’impresario e produttore teatrale Cameron Mackintosh.
Mackintosh inizia la sua attività negli anni settanta e, fin dagli inizi della sua carriera si rivolge agli artisti emergenti e si interessa di spettacoli innovativi.
È proprio con questo spirito che nota nel 1980 la prima versione del musical Les Miserables scritto dal musicista Claude-Michel Schönberg e dal librettista Alain Boublil .
Ispirato al celebre e omonimo romanzo di Victor Hugo, il musical incanta il produttore britannico che decide di realizzarne una versione inglese con la Royal Shakespeare Company.
Viene così alla luce, nel 1985 Les Miserables con le sue canzoni intramontabili, come “I Dreamed a dream” che ancora oggi commuove e emoziona gli spettatori di tutto il mondo.
Il musical anni 80 che ha inaugurato il Megamusical: Cats
Cats è il musical che, nel 1981, inaugurò l’epoca del Megamusical.
Composto da Andrew Lloyd Webber sulla raccolta di poesie Il libro dei gatti tuttofare di TS Elliot e prodotto dall’impresario Cameron Mackintosh, è tra i musical più longevi che esistano, campione di incassi in tutto il mondo.
Con Cats lo spettatore viene calato in un mondo fantastico, dove protagonisti sono i gatti parlanti della tribù Jellicle.
I costumi di scena, il trucco, le coreografie contribuiscono alla creazione di un mondo surreale dove i gatti cantano e ballano. Un mondo che affascina grandi e piccini, grazie anche a melodie indimenticabili, come Memory, ormai passata alla storia!
Il Musical anni 80 per eccellenza: The phantom of the opera
Dopo il grande successo di Cats, Andrew Lloyd Webber ci riprova e aiutato ancora una volta dall’impresario e produttore teatrale Cameron Mackintosh, nel 1986 porta alla luce The phantom of the opera.
Un altro musical anni 80 che ancora oggi viene portato in scena, con enorme successo, in tutto il mondo!
Ispirato all’omonimo romanzo del francese Gaston Leroux, il musical racconta dell’amore impossibile di un musicista sfigurato (il fantasma del titolo) per la dolce e bella soprano Christine Daaé, fidanzata del visconte Raoul De Chagny.
L’ambientazione è quella lussuosa e affascinante dell’Opéra di Parigi, resa magica da strabilianti soluzioni scenografiche e da sapienti giochi di luci.
Ma a far innamorare il pubblico sono l’emozionanti musiche e canzoni di “The phantom of the opera”.
D’altronde chi non conosce la canzone che dà il titolo a questo straordinario musical?
I megamusical ancora oggi continuano ad affascinare gli spettatori di tutto il mondo!
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