Chi è il vero Re degli Scherzi?
Beetlejuice? Loki? I gemelli Weasley? No, ci sono andati vicino… ma il vero maestro del caos è Puck di Shakepeare, il dispettoso folletto di Sogno d’una notte di mezza estate!
Un personaggio magico, caotico e imprevedibile, capace di spezzare la quarta parete e di trascinare il pubblico in un turbine di risate e colpi di scena.
Ma perché ci piace così tanto? E cosa possiamo imparare da lui come scrittori e attori? Scopriamolo insieme!
Puck: il folletto che incarna il caos
Il Puck di Shakespeare deriva dai miti celtici, dove è conosciuto come Robin Goodfellow, un folletto capace di trasformarsi in qualsiasi cosa e di giocare brutti scherzi agli esseri umani.
E nel mondo delle fate di Oberon e Titania, Puck è proprio questo: un burlone irriverente che si diverte a confondere, ingannare e ridere delle disavventure che crea.
Ha tre qualità fondamentali:
- È imprevedibile, o meglio… è il caos fatto persona.
- È scaltro, la sua furbizia gli permette di manipolare gli eventi e le persone.
- È dispettoso, ma non è cattivo. Il suo obiettivo è divertirsi e non si preoccupa delle conseguenze.
Il Puck di Shakespeare quindi ci piace così tanto perché rappresenta quella parte di noi che vorrebbe abbandonare le regole e godersi la vita senza preoccupazioni. È la nostra parte più infantile, la nostra voglia di ridere e scherzare che, diventando adulti, troppo spesso mettiamo a tacere.
Ma il Puck di Shakespeare è lì per ricordarci che a volte bisogna prendere la vita alla leggera!

Il ruolo di Puck nella commedia
La storia di Sogno d’una notte di mezza estate è una miscela esplosiva di magia, amore e… un sacco di disastri causati da Puck!
È caratterizzata da tre diverse trame che si intrecciano tra loro. In una di queste, nel regno delle fate, Titania e Oberon litigano a causa di un paggetto che il secondo vorrebbe avere per sé ma che la moglie non gli concede.
Oberon allora chiede a Puck, il suo servitore, di recuperare un miracoloso succo da un fiore che, se versato sugli occhi di un essere addormentato, porterà quest’ultimo a innamorarsi follemente del primo essere vivente che il suo sguardo incontra. Il suo piano è semplice: Puck deve far innamorare perdutamente Titania di un qualsaisi essere vivente, in modo che possa sottrarle il paggetto che, da quel momento non sarà più al centro dei suoi pensieri. Puck quindi farà perdutamente innamorare Titania di un attorucolo, di nome Bottom a cui lui stesso, per divertimento, ha trasformato la testa in quella di un asino.
Successivamente, Oberon assiste (senza essere visto) ad un violento litigio tra due ragazzi ateniesi, Demetrio ed Elena, dove il primo maltratta la seconda.
Dispiaciuto per la ragazza, decide di aiutarla, quindi ordina a Puck di versare quel liquido miracoloso sugli occhi di Demetrio una volta addormentato, in modo che risvegliandosi e posando lo sguardo su Elena, si innamori finalmente di lei.
Purtroppo però le cose non vanno esattamente secondo i piani e il folletto sbaglia ragazzo: fa innamorare Lisandro di Elena. Un errore che ovviamente lo diverte da matti!
Il Puck di Shakespeare è un catalizzatore di guai, un vero e proprio terremoto comico, che muove le fila della commedia con i suoi scherzi e sbagli!
Ma non è solo un burlone senza controllo: Puck è anche il personaggio che alla fine rimette tutto a posto. Certo, lo fa dopo essersi divertito parecchio… ma alla fine sistema le cose, dimostrando di avere un lato più responsabile.
E questa dualità – il caos che diventa ordine – è uno degli elementi che lo rendono così memorabile.
Perché Puck è un personaggio iconico?
Puck è forse uno dei personaggi di Shakespeare più amati di sempre. Ed è curioso vedere come il folletto influenzi molti personaggi della cultura pop. È infatti possibile cogliere delle somiglianze tra il Puck di Shakespeare e alcuni dei più celebri personaggi della letteratura per bambini!
Peter Pan proprio come Puck, ama giocare e non si prende mai troppo sul serio! Si diverte a ridere e scherzare e proprio come il folletto del Bardo, può muoversi tra il mondo umano e quello magico.
Anche Il Genio di Aladdin ha qualcosa del mitico folletto di Shakespeare. Come lui è esuberante, irriverente e spesso rompe la quarta parete!
Infine anche Il Gatto del Cheshire (Alice nel paese delle meraviglie) un po’ assomiglia a Puck. Proprio come il folletto è enigmatico, ambiguo e si diverte un sacco a confondere la povera Alice…
Puck è, in poche parole l’essenza della magia e del divertimento. Ed è per questo che il suo spirito continua a vivere in tanti altri personaggi che amiamo ancora oggi.

3 consigli di scrittura da parte del Puck di Shakespeare
Nonostante sia un personaggio secondario, Puck è quello che il pubblico ricorda di più. E non è un caso. Puck, infatti, ci insegna che esistono 3 caratteristiche che rendono un personaggio memorabile.
1. Un buon personaggio è contraddittorio
Puck è libero, imprevedibile e giocherellone… ma alla fine sistema le cose. Questa contrapposizione tra libertà e dovere lo rende affascinante. Shakespeare, grazie al suo folletto, ci avverte di non creare personaggi piatti! Cerca sempre di dare loro delle contraddizioni interne. È proprio l’equilibrio tra pregi e difetti a renderli realistici.
2. Un buon personaggio deve sorprendere il pubblico
Puck non è mai prevedibile. Il pubblico aspetta ogni sua apparizione con curiosità, perché sa che succederà qualcosa di inaspettato. Questo ci insegna che, per rendere un personaggio (e di conseguena la sua storia) accattivante è bene aggiungere colpi di scena, cambi di direzione… insomma azioni sorprendenti che meravigliano il lettore/spettatore! Attenzione però, a non abusarne, altrimenti si ottiene l’effetto contrario!
3. Un buon personaggio deve avere un impatto sulla storia
Non è il protagonista, ma le sue azioni cambiano tutto. Se lui non ci fosse, Sogno d’una notte di mezza estate sarebbe una commedia completamente diversa. Shakespeare, con il suo folletto, ci dice quindi che anche i personaggi secondari possono avere un ruolo attivo nella storia. Ricorda. se un personaggio può essere tolto senza che la trama cambi, forse non è così necessario. Ed è il caso di rivedere qualcosa!
Come interpretare il Puck di Shakespeare?
Portare il folletto di Sogno d’una notte di mezza estate in scena non è facile, perché deve essere buffo ma non un completo burlone! Insomma… non è un clown! E allora come interpretare al meglio il folletto di Sogno d’una notte di mezza estate?
Ecco alcuni consigli di recitazione che possono tornarti utili:
- Trova il tuo lato giocoso: Per interpretare il folletto di Shakespeare, devi riscoprire la tua parte più infantile e dispettosa. Questo è un aspetto della sua natura e sarebbe un errore trascurarlo. D’altronde Puck è un folletto che ama il caos, ma senza cattiveria. Devi sforzarti di vedere il mondo come un enorme parco giochi e tu puoi divertirti un mondo, senza dover pagare mai il biglietto!
- Sfrutta il movimento: Puck non sta mai fermo. È un essere magico, agile, leggero. Il modo migliore che noi attori abbiamo per comunicare l’esuberanza di personaggi come Puck è sfruttare al massimo la nostra fisicità. Non è un caso che molti attori che lo hanno interpretato hanno dato vita a performance quasi acrobatiche. Usa il corpo per esprimere la sua energia!
- Gioca con la voce e l’espressione: Puck può essere allegro, ma anche sfacciato e irriverente. E non mancano i momenti in cui è più dolce e delicato. Sperimenta le sfumature del tono di voce per creare un personaggio dinamico e imprevedibile.
- Trova il giusto equilibrio tra magia e caos: Puck non è solo un burlone: è un folletto dei boschi, una creatura magica. La sua energia deve riflettere il suo legame con la natura e con il mondo delle fate. Per catturare questa miscela di libertà, caos e mistero, lasciati andare all’istinto. E il pubblico si innamorerà di te!
Nel nostro canale Youtube, puoi vedere l’interpretazione del mitico folletto di Shakespeare da parte del nostro amico Tommaso Piroli, che a nostro avviso ha saputo cogliere molto bene lo spirito di questo perosnaggio!
I pooka, gli antenati del folletto di Shakespeare
Shakespeare non si è inventato Puck: lo ha preso in prestito dal folclore celtico. E ha dato vita ad uno dei personaggi teatrali più iconici di sempre.
Puck infatti deve alcune delle sue caratteristiche ai folletti di alcune leggende celtiche, al tempo di Shakespeare molto conosciute: i Pooka. Si tratta di folletti molto dispettosi, che erano in grado di trasformarsi in qualsiasi animale ed essere umano. Spesso portavano sfortuna, ma a volte potevano essere buoni e aiutarti!
Insomma erano imprevidibili e creavano scompiglio… esattamente come il nostro Puck! I Pooka sono folletti dispettosi che possono trasformarsi in animali o esseri umani.
A volte portano fortuna, altre volte creano scompiglio… proprio come Puck!
Questo lo rende uno dei personaggi più antichi e affascinanti di Shakespeare: un collegamento tra il mondo della magia e quello degli esseri umani che ancora oggi ci affascina!
Puck è quindi il folletto che non dimenticheremo. È il cuore della commedia di Shakespeare. Non è il protagonista, ma è comunque uno dei personaggi che più rimane nel cuore dello spettatore. D’altronde è quello che cambia la storia, fa ridere il pubblico e crea il caos.
E questo ci insegna una grande lezione: anche un personaggio secondario può rubare la scena, se è ben scritto e ben interpretato.
E tu? Qual è il tuo personaggio magico preferito? Scrivimelo nei commenti!
