Come si fa a rendere immortale un personaggio con poco più di cinquanta battute?
Shakespeare ci è riuscito, e il risultato è Ofelia, uno dei personaggi più struggenti e iconici dell’Amleto.
In questo articolo vediamo tre tecniche narrative che hanno reso grande l’ Ofelia di Shakespeare — e che possono aiutarti a costruire personaggi indimenticabili anche nelle tue storie.
Ma prima di procedere, vorrei ricordare che un bel personaggio ha sempre un Conflitto Interiore forte e ben definito. È questo conflitto a smuovere i personaggi, come ti spiego ad esempio nell’approfondimento su Amleto stesso.
Oggi però ci concentreremo su altre tecniche di scrittura creativa che è bene imparare!
1. Il personaggio Foil
La prima delle tecniche narrative che andiamo ad analizzare è quella conosciuta col nome ” Personaggio Foil” o “Foil Character“.
Ma che cos’è? Un “foil” è un personaggio che funziona come contrappunto a un altro, facendo risaltare le sue caratteristiche attraverso il contrasto.
Nell’Amleto ce ne sono diversi: uno su tutti è Laerte. Lui è l’opposto di Amleto (impulsivo il primo, riflessivo il secondo). Ma Shakespeare con Ofelia fa un passo in più.
Ofelia non è il “foil” di un singolo personaggio: è il foil dell’intera corte di Danimarca.
Mentre tutti gli altri tramano, mentono e uccidono, lei è l’unica pura, ingenua, senza doppi fini.

Ed è proprio questa innocenza che amplifica la corruzione degli altri.
Quando muoiono gli altri, pensi “se la sono cercata”. Ma quando muore Ofelia, invece, ci resti male. Perché la sua fine non se la meritava.
Se vuoi creare un buon foil, non limitarti a inventare un “contrario del protagonista”.
Pensa invece a come il suo percorso di vita lo ha portato a essere l’opposto.
Nel caso di Ofelia, con ogni probabilità, la sua dolcezza deriva dal fatto di essere cresciuta protetta e coccolata da padre e fratello – lo capiamo bene nell terza scena del primo atto. Questo perciò ci lascia supporre che Ofelia di Shakespeare non abbia dovuto sviluppare la durezza necessaria a sopravvivere a corte.
2. Il correlativo oggettivo
Tra le tecniche narrative di oggi, vorrei anche parlarti di un concetto letterario reso celebre da T.S. Eliot, ma che Shakespeare aveva già messo in pratica secoli prima.
Si tratta di comunicare emozioni e idee non in modo diretto, ma attraverso oggetti o situazioni concrete.
Qui possiamo vedere quest tecnica nella celebre scena in cui la giovane amante del principe di Danimarca è impazzita.
L’Ofelia di Shakespeare non dice chiaramente che è disperata. Ma lo mostra con i fiori che distribuisce, ognuno con un significato simbolico (l’amore, il tradimento, l’innocenza).
E lo canta nei versi sconnessi che mescolano ricordi e dolore.
Così, quello che altrimenti sarebbe “banale” — dire che è triste o ferita — diventa un momento potentissimo.
Il correlativo oggettivo ti ricorda questo: non limitarti a dire le emozioni dei tuoi personaggi, falle vedere con gesti e simboli. E il tuo personaggio potrebbe diventare potente esattamente come l’Ofelia di Shakesepeare, anche nel caso abbia poche battute!

3. I turning point
Una delle tecniche narrative più usate e forti sono quelli che si chiamano Turning Point.
Ogni storia ben scritta ha i suoi. Ma che cosa sono i Turning Point? Sono gli eventi che cambiano la direzione della trama.
In questa tragedia del Bardo ce ne sono tanti: l’apparizione dello spettro, la messinscena teatrale, la morte di Polonio.
Ma la morte dell’ Ofelia di Shakespeare è un turning point particolare: è un punto di non ritorno.
Fino a quel momento Amleto, pur immerso nei dubbi e nell’ossessione della vendetta, poteva ancora sperare in un futuro migliore con lei. Ma con la sua tragica fine, Amleto rimane completamente solo.
Ed è proprio questo evento a far precipitare le cose, a rendere inevitabile la catastrofe finale. Proprio grazie alla sua morte tanto ingiusta, l’Ofelia di Shakespeare diventa un punto focale ed emotivo della trama davvero potente.
Se vuoi rendere la tua trama davvero avvincente, inserisci almeno un punto di non ritorno: qualcosa che cambi non solo la storia, ma la percezione emotiva del tuo protagonista, coinvolgendo ancora di più il pubblico.
Ofelia dimostra che non servono centinaia di battute per entrare nella storia della letteratura.
Bastano un conflitto interiore forte e tre tecniche ben usate:, il ruolo di foil rispetto agli altri, il potere del correlativo oggettivo e l’utilizzo di un Turning Point potente.
Shakespeare l’ha resa immortale così, e da secoli continua a commuovere, ispirare, far riflettere.
Nel prossimo articolo vedremo come rendere struggente questo el personaggio in scena, pur avendo a disposizione poche battute!
