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Cosa vuol dire recitare?

Indice dell'articolo

Su Teatro per Tutti parliamo spesso di recitazione e del mestiere dell’attore. Cerchiamo di darvi tanti consigli e dritte utili attraverso i nostri articoli del tutorial di recitazione e abbiamo anche un database delle scuole di recitazione presenti in Italia, sempre in continuo aggiornamento. Ma forse, dopo quasi dieci anni in cui Teatro per Tutti è nato e cresciuto, non ci siamo mai soffermati troppo su cosa significa, su cosa vuol dire recitare. E oggi, filosofeggiamo un po’ su questo termine…

Cosa vuol dire recitare: l’Etimologia

Partiamo innanzitutto dall’etimologia della parola.

Deriva dal latino recitare, che significa “leggere ad alta voce”. La parola latina recitare è formata da citare che significa “chiamare per nome” con l’aggiunta del prefisso –re che sta ad indicare la ripetizione.

Questo verbo nell’antica Roma veniva quindi usato in tribunale, nel momento in cui veniva chiamato in appello qualcuno, ad esempio durante una disputa, per dare il proprio contributo. Immaginatevi il contesto in cui questo atto avveniva. Chi doveva recitare chiamando il nome della persona che doveva intervenire in un contesto come quello del tribunale, con ogni probabilità pronunciava quel nome a voce alta e forte, per farsi capire bene da tutti, oltre che dal diretto interessato. E leggeva il nome di questa persona da una pergamena. Ed ecco qua spiegato perché in latino recitare significasse semplicemente “leggere ad alta voce”.

Ma come ha fatto questa parola a diventare quello che significa oggi? Come ha fatto Recitare a significare “interpretare una parte in uno spettacolo”.

Il significato di Recitare cambia nel corso del tempo

Deve passare un sacco di tempo perché la parola latina recitare inizi ad assumere il significato che ha oggi. Durante il medioevo e più precisamente intorno al 1100 la parola recetare la troviamo in riferimento al componimento poetico Ritmo di sant’Alessio che era una rappresentazione, in forma giullaresca, della vita del santo.

cosa vuol dire recitare
Commedia dell'arte
Recitazione
Commedia dell’arte

Da quel momento, in pratica, la parola significa non solo il leggere ad alta voce, ma anche il dire, anzi declamare ad alta voce qualcosa che si sa a memoria. Perché la parola Recitare assuma il significato che ha oggi, si dovrà aspettare ancora qualche secolo, cioè l’avvento della cosiddetta Commedia dell’arte e la vera e propria nascita del mestiere dell’attore.

Da quel momento, non è solo dire ad alta voce qualcosa che si sa a memoria, ma significa proprio recitare in una compagnia teatrale, recitare una parte. Essere un attore.

Perché oggi Recitare è anche un termine dispregiativo

Oggi questa parola non significa solamente l’atto che ogni attore e attrice fa sul palcoscenico o in un set, cioè interpretare un personaggio all’interno di una finzione scenica.

Oggi la parola assume anche un significato dispregiativo, che si assimila all’essere falsi e affettati in relazioni interpersonali. E così, in frasi come “Lui non è così, recita solo la parte della vittima” significa che quella persona finge di essere qualcosa che non è.

Per spiegare come la parola recitare abbia assunto anche questo brutto significato bisogna fare riferimento proprio alla Commedia dell’arte, una forma di spettacolo che dalla fine del Cinquecento fino alla metà del Settecento ha dominato Italia e parte d’Europa, arrivando a estremizzare la sua stessa natura.

Ciò che rende particolare il teatro della Commedia dell’arte è il fatto che gli attori non recitano e si esibiscono facendo riferimento ad un testo scritto da imparare a memoria, ma improvvisano su un canovaccio, cioè un testo in cui viene tratteggiata a grandi linee la trama della storia da mettere in scena. Gli attori della Commedia dell’arte, nel corso del tempo, hanno affinato sempre di più questo loro mestiere, facendone appunto un’arte tramandata di generazione in generazione.

Lo scopo dei Comici dell’arte era espressamente uno: intrattenere il pubblico pagante. E per intrattenerlo, questi attori riducevano sempre più all’osso le trame delle loro messinscene per infarcirle di lazzi e acrobazie che tanto piacevano agli spettatori. Rendevano ancora più vuoti e monocorde i vari personaggi fissi che agivano nelle loro storie striminzite… insomma estremizzavano le caratteristiche stesse della Commedia dell’arte, che alla fine diventò qualcosa di puramente farsesco, artificioso e poco spontaneo. E da qui, per associazione di idee, si arriva al significato dispregiativo che la parola recitare può assumere ancora oggi.

Recitare e Interpretare

Ma torniamo al significato di questa parola nel senso più letterale e stretto possibile, quello direttamente legato al teatro e al cinema.

Ciò che si chiede ad un attore, non è solo quello di recitare una parte, ma è anche e soprattutto interpretare un personaggio in cui, io spettatore, possa riuscire ad amare o odiare. Un buon attore e una buona attrice infatti sono tali quando sono così bravi da nascondersi dietro il ruolo e ci fanno esclamare “è diventato il personaggio!”

Quando noi, seduti in platea, ci dimentichiamo che quelli sul palcoscenico e sullo schermo sono persone che recitano una parte, significa che quegli attori stanno facendo un gran lavoro.

Per interpretare così bene un ruolo è necessario sapersi connettere e immergersi nel personaggio. Diventare il personaggio, significa principalmente tirare fuori da noi stessi le emozioni che quel personaggio vive sulla scena. Fare nostri i suoi sentimenti e riproporli sul palcoscenico e sul set.

Recitare, probabilmente, lo sa fare chiunque, Ma interpretare è più complicato.

cosa vuol dire recitare
Interpretare un ruolo, soprattutto se difficile e impegnativo, può essere liberatorio e catartico

Recitare, secondo me

Per me interpretare un personaggio è una sfida con me stessa, ogni volta. È un modo per conoscermi meglio, e sempre più a fondo. Per quanto mi riguarda, recitare non è solo imparare a memoria le battute e dirle ad alta voce sul palcoscenico. Ma è anche e soprattutto liberatorio e catartico. Per questo motivo mi entusiasma interpretare personaggi molto diversi da me, perché mi permette di crescere, non solo come attrice ma anche come persona che lavora su se stessa e sui suoi sentimenti.

Ma come ci si immedesima in un personaggio?

Non esiste una ricetta univoca, ognuno ha il suo personale modo di connettersi con i sentimenti del ruolo che deve interpretare. Ma fortunatamente sono esistiti e esistono tutt’oggi maestri e registi che ci aiutano a capire come fare. Esistono tanti Metodi di Recitazione, che puoi scoprire leggendo i nostri articoli. Per cui, se ti piace recitare, se vuoi riuscire ad interpretare bene un personaggio così come fanno i tuoi attori preferiti, iscriviti alla nostra Newsletter e non perderti nessun articolo di teatro per Tutti.

Ma ora dimmi, cosa vuol dire recitare, secondo te?

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