In questa rubrica abbiamo parlato di artisti che hanno contribuito a rendere fiorente il cinema italiano nel passato ed anche di personalità che nella contemporaneità stanno riscuotendo un importante successo di critica e pubblico. Quest’articolo, invece, è dedicato a un attore, regista e sceneggiatore scomparso dalle scene prematuramente che pochissimi conoscono: Francesco Nuti.
Attivo anche nella musica, ha duettato tra gli altri anche con Roberto Vecchioni e Mietta, è poco noto perché la sua filmografia conta pochissime apparizioni, circa una quindicina. Questo fatto è dovuto a un incidente domestico avvenuto nel 2006 che lo costrinse ad abbandonare temporaneamente il mondo dello spettacolo. Come se non fosse abbastanza, i film di Francesco Nuti poco si sposavano con i cambiamenti della società, difatti il suo declino avvenne inizialmente prima dell’incidente alla fine degli anni Novanta.
Gli inizi e alcune riflessioni
Classe 1955, Francesco Nuti nasce a Firenze in una famiglia modesta. Inizia come monologhista ma successivamente si unisce ad Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, formando un trio che riscuote un importante successo. La comicità toscana negli anni 70 e 80, lo sappiamo, non è floridissima. Difatti, ad eccezione di Benigni, non ci sono molti comici che provengono da quella zona e Francesco Nuti è appunto uno dei primi.
Il suo primo film, diretto da Alessandro Benvenuti, è Ad Ovest di Paperino e rappresenta un momento importante nella carriera dell’attore fiorentino. Va chiarita una questione. Seppur Nuti abbia partecipato al Festival di Sanremo ed abbia appunto riscosso un certo successo presso il pubblico, stiamo discutendo un artista che è ha avuto un unico decennio di successo. Già dalla metà degli anni 90 i suoi tentativi di tornare alla ribalta, alla conquista del pubblico nazional popolare fallirono tutti.
Vi chiederete, giustamente, perché ne parliamo? Perché durante gli anni 80 è stato protagonista di grandi incassi ed oggi stranamente è stato davvero dimenticato da tutti. Il rettore della Lulm e critico cinematografico Gianni Canova disse di lui:
“Credo che alla fine il problema di Nuti sia stato quello di aver divorato la vita in un grumo di gelosie, invidie, errori personali che lo hanno portato alla depressione, all’isolamento. E qua è venuto fuori il cinismo del cinema, che non ha fatto scattare il sostegno e la solidarietà. Nuti è un caso che andrebbe studiato. C’è stata una rimozione che l’ha colpito fino alla fine. E che continua dopo la morte. La tv avrebbe dovuto rendergli omaggio. C’è da dire che i suoi colleghi non si sono spesi tanto, anche all’interno del cinema toscano, che è un cinema che ha potere. Dai grandi autori uno si aspetterebbe un po’ più di generosità nei confronti dei colleghi sfortunati. Invece, sembra che ognuno giochi per sé, da autarchico”.
I film di Francesco Nuti
Tutti i film più importanti della sua breve carriera hanno come indagine principale i rapporti tra uomo e donna, conflittuali, sentimentali e ricolmi di una certa comicità malinconica.
Quello che più colpisce oggi è l’indifferenza verso quest’artista. Chi sta scrivendo questo articolo è del 1997 e devo, noi dell’ambiente non lo facciamo mai, fare mea culpa. Nonostante sia appassionato di cinema e abbia visto moltissima televisione io, il suo nome non l’avevo mai sentito. Nei passaggi televisivi non mi sono mai imbattuto nel suo cinema ed ancora adesso, in età adulta, noto spesso che i suoi lungometraggi non hanno mai spazio all’interno dei palinsesti.
Forse tra moltissimi anni ci sarà nuovamente il successo dei suoi film attraverso retrospettive e molto altro, ma quel momento ancora non è giunto. Francesco Nuti continua a essere ricordato solo dalle persone di quella generazione che ha vissuto la sala cinematografica negli anni 80.
Di successi, infatti, in quegli anni Francesco Nuti ne ha fatti diversi come Casablanca Casablanca, il suo esordio alla regia e dove protagonista è il gioco del biliardo, di cui Nuti era un grande esperto. Seguono altri successi, tra cui vale la pena nominare Stregati, dove il regista e attore è uno scanzonato Disc-jochey dedito al divertimento che, inaspettatamente si innamora di una bella ragazza di Verona. Infine, ricordiamo anche Tutta colpa del Paradiso, al fianco di Ornella Muti, dove Francesco Nuti è un ex detenuto alla ricerca del figlio di sei anni, mai conosciuto.
Io consiglio di recuperare alcune pellicole di questo talento, anche solo per comprendere, per farsi un’idea personale di come il suo cinema non ha oggi quel riscontro che ebbe durante gli anni Ottanta. Francesco Nuti è morto l’anno scorso a 68 anni in una clinica privata a seguito dei moltissimi problemi di salute che aveva ricevuto dopo il suo incidente domestico. Alcol e depressione non hanno certamente aiutato.
