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Monica Bellucci, i film e la sua personalità

Indice dell'articolo

Tra le star contemporanee del cinema italiano famose anche all’estero spicca senz’altro un nome: Monica Bellucci. Tutti nel nostro Paese la conoscono, tuttavia probabilmente molti di noi la ricordano solo per la sua indiscutibile bellezza. Eppure, ha lavorato in molti film con importanti registi italiani, europei e americani, dimostrando notevole versatilità, ironia e un fascino assoluto. 

Chiariamo un aspetto immediatamente, perché altrimenti sembra che io stesso la reputi solo bellissima. Il fascino nel cinema non è solo una questione di aspetto, è soprattutto recitazione, come ci si pone di fronte alla macchina da presa, come creare con pochi gesti un atto appunto di seduzione. Se bastasse la bellezza a fare di un’attrice una star, le città italiane sarebbero piene di milioni di stelle dello spettacolo. Spoiler: non è così. 

L’infanzia e i primi film

Classe 1959, nata a Città di Castello in Umbria, Monica Bellucci appartiene a una famiglia normale, padre impiegato e madre casalinga. Dopo il diploma inizia gli studi di Giurisprudenza ma gli abbandona per esordire nella moda dove ottiene un notevole successo.

Alla fine degli anni 80 inizia infatti a frequentare importanti sfilate ed eventi moda, specialmente a New York e Parigi. Tra le maison più celebri nelle quali ha lavorato citiamo Dolce & Gabbana, Dior, Fendi e molte altre. La Bellucci non ha solo una bellezza particolare e magnetica, ma dimostra di avere qualità recitative non da poco. Certo, inizialmente è scelta proprio per un motivo estetico. Pensiamo ad esempio al ruolo della sposa di Dracula nel film Dracula di Bram Stoker, diretto da Coppola. Eppure, anche in quel personaggio con uno screen time brevissimo, Monica Bellucci dimostra di essere perfetta come character negativo ma seducente. 

Nel cinema esordisce però con un altro film, La Riffa di Felice Laudadio (1991) dove interpreta una ricca vedova che indice un’asta dove il premio è proprio lei. Vi lascio scoprire il film se non l’avete visto. Dopo questo ruolo ne arriveranno molti altri, proposti anche da registi non italiani. 

I film del successo e della consacrazione

Il primo film di cui dobbiamo parlare è certamente L’appartamento (1996) di Gilles Mimouni. Per l’attrice questo non è solo un film importante perché contribuisce alla sua fama, ma è anche il momento in cui incontra quello che sarà suo marito per quattordici anni: Vincent Cassell. Con quest’ultimo reciterà spesso e avrà anche due figlie.

Monica Bellucci
L’attrice in una scena del film L’appartamento, insieme a Vincent Cassell

Nonostante la carriera cinematografica, non perderà mai l’interesse per la moda e infatti la vedremo negli anni 2000 sfilare per moltissime maison. Ora, da quello che avete potuto leggere, anche chi sapeva poco di Monica Bellucci si sarà fatto un’idea. Quello che certamente non vi aspettate è la sua partecipazione a un film scandalo di Gaspare Noé. Mi riferisco a Irreversible (2002) film narrato al contrario diventato famoso per la scena violentissima ed esplicita di stupro ai danni proprio dell’artista in analisi quest’oggi.

La scena di stupro nel film Irreversible

Quest’articolo non vuole essere una recensione del film, e non lo sarà, però è necessario aprire una piccola parentesi per farvi capire quanto sia cruenta questa sequenza. Innanzitutto, dura ben 10 minuti ed è girata in piano sequenza. Non tutte le attrici giustamente, aggiungo io, avrebbero preso parte a questo film per girare una scena tanto forte. Per fortuna dell’attrice Irreversible è un’opera diventata cult per un certo tipo di pubblico a cui piacciono un certo tipo di esperienze cinematografiche. Questo risultato ha permesso all’attrice d’interpretare tantissimi altri film, recitando anche ruoli più leggeri senza che il pubblico avesse fastidio a vederla in un ruolo commerciale. Pensiamo ad esempio all’ultimo film di Tim Burton Beetlejuice, Beetlejuice (2024). 

La personalità di Monica Bellucci

Come di consueto in questa rubrica, scopriamo cosa gli altri dicono a proposito dell’attore o dell’attrice di cui stiamo parlando. In un’intervista ad Indiewire, il regista Gaspar Noé racconta proprio la sequenza poco fa descritta. Ecco le sue parole sull’interpretazione dell’attrice:

Non dirigevo lei [Bellucci] che recitava; dirigevo il colore del set, manovravo la macchina da presa. Per quanto riguarda il suo comportamento, le ho detto: “Ok, sei responsabile della tua performance”. Inoltre, l’intera sceneggiatura era di sole tre pagine e non conteneva dialoghi. Per ogni scena del film, gli attori improvvisano i loro dialoghi. Ho detto a Monica: “Ecco il ragazzo che interpreterà l’aggressore. Decidiamo i limiti di ciò che ti senti di fare”. Naturalmente abbiamo aggiunto i suoi [genitali] in post-produzione digitale, ma alla fine di ogni ripresa erano molto orgogliosi di come avevano recitato in quella scena, e ridevano anche tra una ripresa e l’altra. Sia Monica che Jo Prestia [che interpreta il suo stupratore] hanno detto: “Il pubblico urlerà!”.

Io potrò anche scrivere molte altre parole sulla carriera di questa straordinaria attrice, tuttavia, preferisco lo faccia lei. In un’intervista a Vanity Fair l’attrice dice:

«Alla fine, mi sono lasciata trasportare. Quando hai sperimentato così tanto della vita degli altri, hai voglia di vivere anche la tua, come donna, come amica, come madre. Non si deve correre dietro a qualcosa che non esiste. A volte si deve dire di no. Ricaricare le batterie significa imparare a stare da soli. Di tanto in tanto ne sento il bisogno». La solitudine rivendicata, ultimo attributo di una star del cinema? «C’è un mistero Monica, ma ci sono misteri che non sono fatti per essere risolti», mi aveva detto Luca Zingaretti.

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