Il personaggio interpretato da Jenna Ortega non nasce certo con la serie tv Mercoledì.
La sua origine risale a più di 80 anni fa, quando Charles Addams la inserì per la prima volta nelle strisce dedicate alla Famiglia Addams.
All’inizio era poco più di una spalla: una bambina dark con humour nero. Stop.
Niente della complessità che oggi la contraddistingue.
Il merito di Alfred Gough e Miles Millar, con la regia visionaria di Tim Burton, è proprio questo: averle dato profondità. Hanno preso un’icona e le hanno regalato una nuova vita.
Se ami scrivere, dalla serie tv Mercoledì puoi imparare molto, in particolare tre tecniche narrative davvero efficaci!
1. Scena e seguito: il motore della trama
La prima delle tecniche narrative che possiamo imparare dalla srie tv Mercoledì è quella che Jack Bickham chiama Scena e Seguito, tipica delle storie d’indagine.
Come funziona?
Ogni scena è composta da un obiettivo, un conflitto e un esito con un costo.
Il seguito, invece, da una reazione, un dilemma e una decisione che portano a un nuovo obiettivo.
Un ciclo che si ripete e che dà alla trama un senso di causa-effetto.
Nella serie tv, Mercoledì entra in scena con un obiettivo chiaro: parlare con qualcuno, ottenere un indizio, scoprire un segreto.
Ma incontra subito un ostacolo: una regola, un’autorità, o i limiti del suo dono.
Nasce un conflitto.
Che si risolve (o peggiora) lasciando sempre delle conseguenze: perdere la fiducia di Enid, incrinare i rapporti con un adulto, logorarsi fisicamente con le visioni.
Questo la porta a un nuovo obiettivo… e il ciclo ricomincia.
La lezione per chi scrive è preziosa: non basta far superare ostacoli al tuo protagonista. Ogni scelta deve avere un costo. Ogni vittoria deve lasciare un segno.
Detta semplice: la vita del tuo personaggio deve essere all’insegna del “mai ‘na gioia!”

2. Struttura orizzontale e verticale
Un’altra lezione di scrittura che la serie ci insegna riguarda la struttura narrativa.
Nella serie tv Mercoledì c’è una trama orizzontale che attraversa tutti gli episodi: il mistero principale degli omicidi a Jericho.
Ma accanto a questa ci sono le trame verticali, cioè piccole storie autoconclusive che si risolvono nel giro di un episodio.
Il trucco è che queste mini-storie non sono mai fini a sé stesse:
- si chiudono,
- alzano la posta in gioco,
- e rivelano sempre qualcosa che porta avanti la trama principale.
Così la narrazione non si appiattisce e resta dinamica.
Per uno scrittore, questo significa alternare micro-storie che intrattengono con una macro-trama che avanza.
Questa è una delle tecniche narrative più usate per tenere incollati i lettori (o gli spettatori).
3. Il personaggio di contrasto
La Mercoledì “classica” era rimasta un po’ piatta per decenni: una bambina dark in una famiglia dark.
Divertente, ma prevedibile.
La trovata dei creatori è stata semplice e geniale: metterla a confronto con il suo opposto.
Così nasce la compagna di stanza Enid Sinclair: vitale, colorata, entusiasta.
Il contrasto funziona a meraviglia.
Non addolcisce Mercoledì, non la cambia. Ma la mette a fuoco.
È come un fondale chiaro dietro un soggetto scuro: grazie a Enid vediamo meglio ogni sfumatura della protagonista.

Questo è l’espediente narrativo del personaggio di contrasto: usare un alleato opposto per far risaltare pregi e difetti del protagonista.
Spesso viene usato per creare antagonisti forti. Qui, invece, serve per rafforzare l’alleata principale.
Un trucco narrativo che vale la pena ricordare.
Da queste tre importanti tecniche narrative, ecco tre lezioni di scrittura che la serie tv Mercoledì ci regala:
- costruire la trama con causa-effetto, usando scena e seguito,
- alternare storie verticali e orizzontali,
- affiancare al protagonista un personaggio di contrasto.
Alfred Gough, Miles Millar e Tim Burton avevano in mano un materiale iconico, certo.
Ma il merito è di averlo reso nuovo, tridimensionale, capace di parlare a una generazione che forse non aveva mai incontrato Mercoledì Addams.
E per chi scrive storie, il messaggio è chiaro:
quando hai dei personaggi forti, non aver paura di spostarli, di metterli alla prova e di dargli nuove sfide.
È così che diventano immortali.
