Gli anni 50 e 60 del cinema italiano non sono solo decenni in cui spiccano i divi ma soprattutto le attrici femminili, le quali conquistano il proprio Paese e anche l’estero. Se dovessimo scegliere solo tre delle nostre tante star cinematografiche, probabilmente opteremmo per Gina Lollobrigida, Sophia Loren e la protagonista di quest’articolo: Claudia Cardinale.
In questa rubrica abbiamo già parlato di Sophia Loren e per l’artista in analisi dobbiamo applicare lo stesso discorso formulato nell’articolo sulla diva partenopea. Quando discutiamo di queste splendide attrici c’è sempre la tendenza a descriverle solo come bellissime, sottintendendo che hanno avuto un certo tipo di successo unicamente perché bellissime. Ovviamente non è così. Claudia Cardinale come le altre due attrici poc’anzi citate hanno saputo interpretare modelli femminili diversi con una dedizione e bravura recitativa davvero notevoli.
Apparsa in capolavori come Il Gattopardo, 8½, C’era una volta il west, Claudia Cardinale è ricordata per tanti film realizzati tra la fine cinquanta e i primissimi anni ottanta. L’ultimo capolavoro in cui la ricordiamo è Fitzcarraldo di Werner Herzog (1982). Diversamente da Gina Lollobrigida e Sophia Loren, il suo volto si prestava a ruoli poco popolari dove invece spiccava un certo senso di nobiltà. Nonostante anche lei abbia frequentato Hollywood, non ha avuto particolare fortuna in America e difatti tutti i film migliori della sua carriera non appartengono a quell’industria.

In quest’articolo ripercorreremo la carriera di Claudia Cardinale concentrandoci soprattutto sui film dei decenni più prolifici del suo percorso da attrice e lasciando in disparse gli anni 90 e i 2000 i quali, purtroppo, non sono stati granché interessanti.
Gli inizi di Claudia Cardinale
Classe 1938, Claudia Cardinale nasce a Tunisi da una famiglia di emigrati siciliani. Cresciuta in un ambiente benestante, il padre era un ingegnere delle ferrovie, fu educata in un collegio di suore insieme alla sorella, dove ha da subito avuto un temperamento molto vivace.
Diplomata al liceo Paul Cambon, la Cardinale sogna di diventare maestra ma alcune coincidenze la portano nel mondo dello spettacolo. Ancora al liceo accetta di apparire in un cortometraggio del regista francese René Vautier, che sarà presentato al Festival di Berlino. Il prodotto audiovisivo si chiama Anneaux d’or. Parallelamente vince un concorso di bellezza e ottiene un viaggio e un soggiorno presso il lido di Venezia durante la mostra del cinema. Lì appena diciottenne viene subito notata e le viene offerta la possibilità di entrare al Centro Sperimentale, a Roma.
Quello però non è il suo sogno e perciò la Cardinale torna in Tunisia per poi essere notata dal produttore Franco Cristaldi. Viene così inserita nel capolavoro di Monicelli, il film I Soliti Ignoti dove Claudia Cardinale conquista il pubblico con lo stereotipo della “fidanzatina d’Italia”.

Da quel momento in poi non si è più fermata. I ruoli arrivarono davvero velocemente e in pochi anni si ritrovò ad essere una delle attrici riferimento dell’Italia degli anni 60. La sua bravura coadiuvata da una bellezza molto classica, nobile, e per nulla aggressiva, faranno di lei un modello femminile davvero gettonato in quegli anni.
Chiariamo un fatto. Ovviamente non farà solo ruoli in cui possiede uno status aristocratico o altoborghese, tuttavia, molti registi la utilizzeranno in quella chiave. Nel 1995 disse:
“Io amo calarmi nel personaggio con l’esperienza che ho della vita, della mia vita. Mi piace recitare, per la possibilità che mi dà di vivere, oltre la mia, altre vite, altre storie: parto da me, e cerco di inventarmi nuovi modi di essere donna”
Claudia Cardinale e i suoi film di successo
Il 1963 è un anno molto particolare per Claudia Cardinale, poiché dimostra al mondo la sua versatilità fatta di sguardi e gesti ipnotici. Da un lato abbiamo l’Angelica del film Il Gattopardo, la donna che tutti vorrebbero in quella società, che rappresenta un modello femminile passionale ma accomodante, la sposa perfetta in un ambiente aristocratico. Dall’altra parte c’è il film capolavoro di Fellini. In 8½ Claudia Cardinale è sfuggente, imperscrutabile e rappresenta per Mastroianni la donna desiderata che non potrà mai avere.
Come se non bastasse, la Cardinale non ha mai avuto pretese recitative da protagonista e questo si nota anche nel modo in cui si è approcciata al cinema, spesso in piccoli ruoli. Pensiamo ad esempio a Rocco e I Suoi Fratelli dove l’attrice interpreta Ginetta, una lucana residente a Milano.
Il cinema per la Cardinale: “Una salvezza e una grande incognita”
Nel paragrafo sugli inizi dell’attrice non abbiamo citato un evento importante della Cardinale perché preferiamo non parlarne troppo in questo tipo di articolo, tuttavia TRIGGER WARNING, l’attrice fu stuprata quando aveva sedici anni e diede alla luce un figlio che poi tenne. In quel periodo l’attrice incominciava a frequentare il mondo dello spettacolo italiano. Di quel periodo racconta in un’intervista Vanity Fair:
“Furono mesi difficilissimi. Lontana dalla mia terra natale. Alle prese con una cultura e una lingua, quella italiana, che non capivo bene. Catapultata nel mondo del cinema, che era al tempo stesso una salvezza e una grande incognita. Franco Cristaldi capì che ero incinta quando andai a chiedere di rompere il contratto. Il mio rapporto con lui si rafforzò in quel momento. Ero diventata trasparente”
Claudia Cardinale è stata tra le attrici più importanti del cinema italiano, che in quegli anni rappresentava una delle cinematografie più importanti del mondo. Se volete diventare attori e attrici e lasciarvi ispirare da lei, vi consiglio di recuperare i suoi maggiori film e credetemi, difficilmente la dimenticherete.
