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Alba Rohrwacher, un talento unico del cinema italiano

Indice dell'articolo

Le attrici come Alba Rohrwacher, in Italia, sono pochissime.

Un genere che purtroppo nel nostro Paese non è perseguito è il fantasy e quando accade purtroppo i risultati sono spesso mediocri. I motivi sono tantissimi e se si guarda bene non abbiamo moltissimi attori con volti particolarmente eterei, che sembrano provenire da un’altra dimensione. Quello di Alba Rohrwacher è uno dei pochi corpi, volti, in Italia che sarebbero perfetti per questo genere, per una tipologia di storie che deve indagare il fantastico e i suoi misteri.

Se però, appunto, nel nostro cinema questa categoria non viene presa in esame per la realizzazione di prodotti audiovisivi, ad un’attrice particolarissima come la Rohrwacher quali ruoli rimangono? Moltissimi a dire il vero. Eppure, pur essendo una delle migliori attrici italiane in circolazione, spesso si ha l’impressione che non sia mai inserita in un contesto che la possa far davvero risplendere. Nell’edizione 2015 del Bifest, Il Festival di Cinema con sede a Bari, uno dei più importanti eventi del Sud Italia, l’attrice aveva dichiarato a Fun Week:

“Mi piacerebbe fare un film fantasy. Tipo quei film coi personaggi che volano o che sono metà animali e metà uomini”.

Premiata con vari riconoscimenti, alcuni di questi molto importanti, Alba Rohrwacher è un’artista che può dare tantissimo non solo al nostro cinema ma soprattutto a quello europeo. Potrebbe essere tranquillamente la nuova stella del cinema europeo e chissà se non lo diventerà.

Alba Rohrwacher
Film

Fino ad ‘ora le occasioni di esplorare nuove nazioni non sono state moltissime, anche se ci sono state. Lungo l’articolo avremo modo di comprendere come il cinema italiano convenzionale e mainstream l’abbia inserita e di come qualcuno vicino a lei abbia capito davvero il suo potenziale. Prima di tutto ciò, dobbiamo iniziare dal principio.

Origini e Inizi di Alba Rohrwacher

Classe 1979, Alba Rohrwacher nasce a Firenze da madre italiana e padre originario di Amburgo. Inizia a frequentare il Teatro ed in particolare L’Accademia dei Piccoli di Firenze e in seguito al diploma si trasferisce a Roma per seguire le lezioni del Centro Sperimentale di Cinematografia. A Rolling Stone la protagonista di Hungry Hearts ha detto: 

“Per un periodo ho fatto sia l’università, sia corsi di teatro, ero completamente scissa e questa condizione è stata difficile e dolorosa, sentivo di aver intrapreso un percorso universitario che non mi corrispondeva, ma che per volontà portavo avanti, e sentivo che il mio desiderio era volto altrove, completamente. Ho avuto il coraggio di presentarmi al Centro Sperimentale. Ero una ragazzina che sentiva un desiderio fortissimo ma che non era a fuoco. Qualcuno lo ha capito, mi hanno ammessa e la mia vita è cambiata”.

In un’intervista a Vanity Fair ha aggiunto:

“Sono sempre stata una bambina adulta e sono sempre stata, mio malgrado, il capofamiglia della mia famiglia, con un grande senso di responsabilità. A 18 anni, anche se non ne avevo la vocazione, mi sono iscritta a Medicina perché sentivo che dovevo fare una cosa che sarebbe stata utile a tutti gli altri piuttosto che a me. E quindi, forse, sono diventata adulta quando, a 20 anni, ho capito che per fare bene agli altri dovevo fare prima del bene a me. Seguire il mio sentire e non aderire alle aspettative su di me che attribuivo agli altri: forse sono diventata adulta quando ho ascoltato il  desiderio di quella bambina”

L’esordio cinematografico è L’Ora di Religione di Marco Bellocchio (2002), tuttavia il primo ruolo di rilievo è certamente quello di Violetta nel film Mio Fratello è figlio unico di Lucchetti al finco di Elio Germano e Riccardo Scamarcio. È il 2005. Il primo lungometraggio che in qualche modo può farla scoprire anche all’estero è il film Io sono l’amore di Luca Guadagnino (2009). Il perché è presto detto, il prodotto audiovisivo sarà candidato al Golden Globe. 

La fase d’intermezzo

Dal 2007 in poi l’attrice toscana lavora moltissimo ed il suo è un viso sempre più riconoscibile. Nelle edizioni del 2008 e 2009 l’artista vince due David di Donatello rispettivamente per i film Giorni e Nuvole e per Il Papà di Giovanna, entrambi i film non hanno avuto un futuro radioso e se dovremmo citare i successi della Rohrwacher non ci verrebbero in mente questi due esempi. Per dovere di cronaca però dobbiamo nominarli. Fino a questo momento Alba Rohrwacher aveva avuto offerte lavorative che la inserivano spesso nello stereotipo della donna fragile, sensibile o affettuosa.

Cambia tutto quando nel 2014 sua sorella, la regista Alice Rohrwacher, la scrittura per la suona nuova fatica. Sempre in quell’anno l’attrice vince la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo, nonché suo compagno dal 2010.

Lo diciamo subito. Alcune delle migliori interpretazioni in cui l’attrice può esprimersi lontana dagli stereotipi della donna insicura e fragile, pensiamo ad esempio al ruolo in Perfetti Sconosciuti, sono proprio grazie alla regia di Alice. Le Meraviglie, così si chiama il film, vince il Grand Prix al Festival di Cannes. A proposito del lungometraggio e del lavorare insieme alla sorella, Alba Rohrwacher dirà alla rivista Film 4 Life:

“Condividere questo stesso immaginario con mia sorella che era dietro la macchina da presa ovviamente ha reso le cose più facili. Ci siamo sempre sostenute e aiutate in passato, ma da lontano. Stavolta abbiamo provato a stare vicine, ad affrontare insieme un mondo che ci lega in maniera profonda, e che riguarda la nostra memoria, la nostra educazione. Lavorare con Alice è stato sorprendentemente naturale: il mio personaggio è quello che cerca di mettere sempre pace in famiglia, e dopo un solo giorno di prove con le bambine si era già instaurata la giusta atmosfera per le riprese”.

La Televisione, il successo e il lavoro all’estero

All’inizio di quest’articolo avevamo parlato di Fantasy. Ebbene grazie a Matteo Garrone, nel 2015 Alba Rohrwacher recita nel film Il Racconto dei Racconti, film che ha anche un discreto successo all’estero. Purtroppo, nell’opera la nostra protagonista ha un ruolo minuscolo e perciò non può spiccare insieme al resto del cast. Nei successivi anni seguono due film importanti, Perfetti Sconosciuti e The Place che però continuano ad offrire sempre un certo tipo di ruolo all’artista in analisi.

Ancora una volta è la sorella a indirizzarla verso l’orizzonte giusto, verso un personaggio più sfaccettato che possa far brillare tutto l’estro di cui Alba è portatrice. Parliamo del film Lazzaro Felice (2018) di Alice Rohrwacher. Questo è un film incredibile, indice di quanto sia notevolissimo il talento di entrambe le sorelle. Non è un’opera priva di difetti e si divide purtroppo in due sezioni, la prima funziona decisamente meglio.

Discutendo invece dei progetti con registi esteri, Alba Rohrwacher ha lavorato tra i più importanti con Arnaud Desplechin, Maggie Gyllenhaal e recentemente con Parlo Larrain per il film Maria, il biopic sulla Callas, la celebre cantante d’opera. Oltre al cinema l’attrice ha partecipato al fenomeno mondiale de L’Amica Geniale dove interpreta Elena, una delle due protagoniste.

Un’altra attrice come Alba Rohrwacher non c’è in Italia, l’unicità che porta nei suoi ruoli, nei suoi sguardi e nelle sue interpretazioni è davvero riconoscibile. Sento, però, mentre scrivo queste parole, che il ruolo definitivo, l’interpretazione memorabile, non è ancora avvenuto. Io, personalmente, sarò lì ad aspettarlo o a rivedere i suoi ruoli passati in cerca di qualche sfumatura che alla prima visione non ho osservato. 

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