In questa nostra rubrica spesso molti attori e attrici hanno imboccato il sentiero della recitazione, del mondo dello spettacolo per una passione, un’opportunità che hanno cercato.
Non avevamo, però, ancora parlato di chi per fortunate coincidenze ci si è ritrovato in questa professione. Ci sono registi come, ad esempio, Matteo Garrone che cercano per moltissimo tempo un volto, una personalitĂ , indipendentemente dal mestiere che il provinato faccia. Se nei decenni passati era piĂą comune questa pratica, oggi grazie a una serie di figure professionali dedite allo scouting, a una facilitĂ di connessione con migliaia di realtĂ presenti in tutta Italia, questo lavoro si è un po’ perso.
La protagonista di questo articolo è capitata per caso nel cinema italiano, ad un’età tra l’altro già abbastanza navigata. Questo pezzo sarà dedicato a Jasmine Trinca, la quale oggi è una delle attrici italiane più premiate della sua generazione.
Scopriamo insieme come e da chi è stata scoperta, per quali lungometraggi è stata premiata e soprattutto il perchĂ© non ha voluto studiare recitazione quando ha deciso d’intraprendere questo percorso.Â
In un’intervista di Vanity Fair, datata 2019, la Trinca disse:Â
“Se parliamo di quali fossero le mie intenzioni all’inizio, discutiamo di una cosa di vent’anni fa. Più dell’esatta metà della mia vita. Tra due mesi compirò 38 anni, ho iniziato a lavorare a 18. Quasi non mi ricordo più chi fossi e cosa volessi diventare. Sicuramente non pensavo di fare l’attrice e da una parte, ad allontanarmi dall’idea, l’istinto giocava un ruolo preciso”
Parlando invece dell’incontro con Moretti, in un’intervista a Film.it la regista disse:
” Semplicemente non ho scelto: prima di incontrare Moretti non mi interessava fare l’attrice, ad essere sincera nemmeno ci pensavo. Poi è capitato che nel liceo dove studiavo, a Roma, sono venuti a visionare gli studenti per la parte di Irene, la figlia di Moretti ne “La Stanza del Figlio”. Io mi sono presentata perchè ero affascinata da Nanni, dalla sua intelligenza, dalla sua integrità e dal suo modo di fare cinema, quindi alla fine mi sono buttata. Ancora oggi vivo questo mestiere con molta tranquillità , consapevole di avere ancora molto da vedere e da imparare: è importante farlo con l’esperienza ma sarebbe interessante affrontarlo in maniera teorica e tecnica, cosa che finora non ho fatto”.
Sul concetto d’istinto nella recitazione, nelle scelte di vita, ci torneremo più tardi. Ora è il momento di conoscere alcune informazioni personali sull’attrice e regista in analisi.

Gli inizi di Jamsine Trinca: un’attrice per caso
Classe 1981, nasce a Roma e non ha minimamente il sogno di fare l’attrice. Anzi, Jasmine vorrebbe finire il liceo, iscriversi alla facoltà di Lettere Antiche e diventare archeologa.
Durante l’ultimo anno di Liceo, proprio mentre Jasmine frequenta l’istituto il celebre regista e attore Nanni Moretti sta cercando proprio in questa scuola un’attrice non professionista che interpreti un personaggio nel suo film destinato a vincere la Palma D’oro al Festival di Cannes nel 2001. La pellicola è La Stanza Del Figlio e l’attrice che conquisterĂ Moretti è proprio Jasmine Trinca. Il lungometraggio è la consacrazione di Moretti a livello internazionale, anche se in realtĂ non il suo miglior film.Â
L ‘attrice non poteva neanche immaginare un esordio simile, vince il premio Guglielmo Biraghi per il talento dell’anno e sceglie di proseguire questo percorso.
La prima particolarità che contraddistingue la regista di Marcel! (2022) è l’istinto, un qualcosa che non si può tanto comprendere ma ugualmente molto visibile. La Trinca non studia recitazione, preferisce interpretare i suoi ruoli affidandosi al regista di turno e dar fondo a un’espressività genuina non contaminata da insegnamenti precedenti.
Pochi sono in grado di recitare senza un’adeguata preparazione mentre la Trinca film dopo film crea una propria identitĂ , una riconoscibilitĂ all’interno del cinema italiano.Â
Parlando proprio della preparazione, nell’intervista poc’anzi citata redatta da Film.it disse:Â
“ Io mi ritengo molto fortunata, perché in realtà non ho mai sostenuto un provino nel senso classico, quello con altre attrici in competizione con me per ottenere una determinata parte, per i film che poi ho girato. E’ sempre capitato che i vari registi per cui ho recitato mi hanno mandato il copione proponendomi direttamente il ruolo. Quello su cui invece ho lavorato molto sono state le prove con gli altri attori e col regista stesso prima di iniziare la lavorazione: trovo che sia un esercizio fondamentale per poter poi esprimere il meglio delle proprie capacità sul set. Trovare il feeling giusto con i colleghi, sapere cosa vuole precisamente da te il regista: le prove sono davvero importanti, e purtroppo non sempre si riescono a fare”.
Proseguendo aggiunge:
“Ho un approccio molto “libero” sulle parti che fino ad ora ho interpretato: ci sono attori che sentono la necessità di costruire la back-story del proprio ruolo, e sviscerarlo in ogni sua componente. Non avendo studiato una tecnica di recitazione ben precisa, io mi affido molto al mio istinto: per me quello che conta è il momento, la verità che provo ad esprimere mentre giro”.
Il successo e la consacrazione
Anche i film successivi fanno emergere un talento notevole, Romanzo Criminale di Michele Placido, Il Caimano di Nanni Moretti e Il Grande Sogno sono i suoi primissimi film.
Quest’ultimo, diretto nuovamente dall’attore diventato famoso con La Piovra, fa vincere alla regista il premio Marcello Mastroianni al Festival Del Cinema di Venezia. Diretta dai registi italiani piĂą popolari di quegli anni, da Paolo Virzi a Sergio Castellitto, l’attrice romana s’impone come la donna turbolenta, esuberante e schietta del nostro cinema.
Durante gli anni 2000 i riconoscimenti si susseguono e nel 2017 l’attrice vince il premio per la miglior interpretazione femminile nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes per il lungometraggio Fortunata di Sergio Castellitto.

uesta vittoria la consacra come una delle migliori attrici in circolazione del cinema italiano. Nonostante ciò, ad eccezione di alcuni ruoli, la nostra attrice non cerca la fama all’estero e continua ad essere una costante conferma della nostra produzione filmica, partecipando anche a film molto discussi come Sulla Mia Pelle di Cremonini e al fianco di Alessandro Borghi, un film che racconta le vicende di Stefano Cucchi.
Un aspetto interessante da sottolineare non è solo la sua bravura nel saper scegliere i ruoli, ma anche la furbizia di non diventare un interprete ingorda, ossia una di quelle che recita così tanto da diventare agli occhi di un certo pubblico antipatica.
Il rapporto con gli spettatori è qualcosa di molto sottile ed è facilissimo affogare nella voglia di apparire, di performare, a discapito di un patto con il pubblico che si può stancare di molto se lo vede continuamente nelle sale.
Negli ultimi anni, uno dei ruoli piĂą interessanti della Trinca è certamente quello di Elena in Euforia di Valeria Golino che vi consigliamo caldamente di scoprire. Attrice, regista ed anche attiva in televisione,è un’artista che abbiamo imparato ad amare per la sua forza comunicativa e la sua intelligenza emotiva che mette al servizio della macchina da presa e delle storie a cui presa tutta se stessa.Â
